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Risoluzione problema umidità/condensa/muffa:aerogel o altro?


Anonimo
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06 Maggio 2016 ore 18:47 1
Ciao a tutti, avrei bisogno di un vostro parere in relazione alle seguente problematica. Lo scorso anno ho acquistato e ristrutturato un appartamento posto al piano terra di una palazzina anni '50, in un area piuttosto verde. L'appartamento non ha un vespaio, è "controterra", con le naturali conseguenze di umidità da risalita che ne derivano. Tali problematiche tuttavia (che comunque non si presentavano in misura allarmante) sono state affrontate mediante l'utilizzo di sprizzo antisale e idoneo intonaco: oggi, a distanza di un anno e trascorso un inverno, nessuna bolla ne traccia di umidità è presente lungo i muri. E' sopraggiunto tuttavia un problema di differente natura in camera da letto: la parete su cui poggia la testata del letto confina con un garage, che ovviamente in inverno non è riscaldato. Durante i mesi freddi abbiamo notato che tra il letto e il muro (che poggiava direttamente contro il muro, senza uno spazio d'aria) si era formata moltissima muffa. Inoltre in un punto della stanza, a circa 60 cm da suolo, in corrispondenza di un angolo, il muro sbolla e la pittura si scrosta, lungo un area di circa 20 x 5 cm. In questa zona abbiamo rasato e ridipinto (ovviamente con vernice traspirante): nel giro di un mese era come prima, nello stesso identico punto. Non sembra umidità da risalita (perché si presenta ad una certa altezza del suolo), ma piuttosto una zona ben definita dove per qualche motivo si concentra maggiore umidità. Tuttavia è evidente che anche se altrove non sbolla il muro è umido, altrimenti non si spiegherebbe la presenza della muffa dietro la testata del letto. Un tecnico di cui mi fido molto ha fatto la seguente diagnosi e ha proposto la relativa "cura". Si tratterebbe di umidità dovuta a condensa, che si forma a causa della differenza di temperatura tra il locale confinante freddo (il garage con cui condividiamo questa parete) e la stanza, riscaldata. L'appartamento si trova a Firenze, quindi zona "D": difficilmente in inverno ci sono meno di zero gradi. La soluzione proposta consiste nell'apposizione di un cappotto interno all'appartamento (quello lato garage è assolutamente da escludere) esclusivamente sulla parete incriminata. Sono state prospettate in particolare 2 ipotesi: 1) [Ipotesi consigliabile]: cappotto in aerogel (più nello specifico, aeropan) con spessore di 2 cm, incollato direttamente sulla muratura esistente e di seguito stuccato con specifico prodotto a finitura liscia. Costo € 200mq (sono 15mq, quindi € 3.000). 2) [Ipotesi alternativa]: controparete termica da realizzare mediate l'uso di 1 pannello in gesso rivestito accoppiato a stiferene estrusa (13 + 30 mm) incollato direttamente sulla muratura esistente e di seguito stuccato con specifico prodotto a finitura liscia. Costo € 35mq (quindi meno di € 600). Ovviamente la differenza di costo è abbissale, come credo lo sia anche la differenza prestazionale. Peraltro con l'aeropan perderei 2,5cm; con il cartongesso circa 5cm. Faccio alcune valutazioni, vorrei sapere cosa ne pensate. Il problema fondamentale riscontrato nella stanza non era legato al freddo (che non abbiamo patito) ma alla muffa che si è formata dietro al letto. Ho pensato che se l'aeropan è così performante, forse potrebbero costituire un compromesso sensato dei pannelli dello spessore di 1cm al posto di 2cm... In questo modo si raggiungerebbero 3 importanti risultati: 1) (Quasi) dimezzamento del prezzo; 2) Prestazione comunque equivalente o superiore rispetto alla controparete in cartongesso; 3) Perdita di spessore assolutamente trascurabile (circa 1,5cm). In definitiva mi sono detto: dato che il problema non era la temperatura della stanza per chi ci abita e dato che comunque le altre pareti non sarebbero isolate (e quindi - penso - l'effetto termico del cappotto risulterebbe molto ridotto), perché andare a mettere un pannello ultraperformante da 2cm? Non potrebbe bastarne uno da 1cm? Resto in attesa dei vostri parerei, grazie mille!Ciao a tutti, avrei bisogno di un vostro parere in relazione alle seguente problematica. Lo scorso anno ho acquistato e ristrutturato un appartamento posto al piano terra di una palazzina anni '50, in un area piuttosto verde. L'appartamento non ha un vespaio, è "controterra", con le naturali conseguenze di umidità da risalita che ne derivano. Tali problematiche tuttavia (che comunque non si presentavano in misura allarmante) sono state affrontate mediante l'utilizzo di sprizzo antisale e idoneo intonaco: oggi, a distanza di un anno e trascorso un inverno, nessuna bolla ne traccia di umidità è presente lungo i muri. E' sopraggiunto tuttavia un problema di differente natura in camera da letto: la parete su cui poggia la testata del letto confina con un garage, che ovviamente in inverno non è riscaldato. Durante i mesi freddi abbiamo notato che tra il letto e il muro (che poggiava direttamente contro il muro, senza uno spazio d'aria) si era formata moltissima muffa. Inoltre in un punto della stanza, a circa 60 cm da suolo, in corrispondenza di un angolo, il muro sbolla e la pittura si scrosta, lungo un area di circa 20 x 5 cm. In questa zona abbiamo rasato e ridipinto (ovviamente con vernice traspirante): nel giro di un mese era come prima, nello stesso identico punto. Non sembra umidità da risalita (perché si presenta ad una certa altezza del suolo), ma piuttosto una zona ben definita dove per qualche motivo si concentra maggiore umidità. Tuttavia è evidente che anche se altrove non sbolla il muro è umido, altrimenti non si spiegherebbe la presenza della muffa dietro la testata del letto. Un tecnico di cui mi fido molto ha fatto la seguente diagnosi e ha proposto la relativa "cura". Si tratterebbe di umidità dovuta a condensa, che si forma a causa della differenza di temperatura tra il locale confinante freddo (il garage con cui condividiamo questa parete) e la stanza, riscaldata. L'appartamento si trova a Firenze, quindi zona "D": difficilmente in inverno ci sono meno di zero gradi. La soluzione proposta consiste nell'apposizione di un cappotto interno all'appartamento (quello lato garage è assolutamente da escludere) esclusivamente sulla parete incriminata. Sono state prospettate in particolare 2 ipotesi: 1) [Ipotesi consigliabile]: cappotto in aerogel (più nello specifico, aeropan) con spessore di 2 cm, incollato direttamente sulla muratura esistente e di seguito stuccato con specifico prodotto a finitura liscia. Costo € 200mq (sono 15mq, quindi € 3.000). 2) [Ipotesi alternativa]: controparete termica da realizzare mediate l'uso di 1 pannello in gesso rivestito accoppiato a stiferene estrusa (13 + 30 mm) incollato direttamente sulla muratura esistente e di seguito stuccato con specifico prodotto a finitura liscia. Costo € 35mq (quindi meno di € 600). Ovviamente la differenza di costo è abbissale, come credo lo sia anche la differenza prestazionale. Peraltro con l'aeropan perderei 2,5cm; con il cartongesso circa 5cm. Faccio alcune valutazioni, vorrei sapere cosa ne pensate. Il problema fondamentale riscontrato nella stanza non era legato al freddo (che non abbiamo patito) ma alla muffa che si è formata dietro al letto. Ho pensato che se l'aeropan è così performante, forse potrebbero costituire un compromesso sensato dei pannelli dello spessore di 1cm al posto di 2cm... In questo modo si raggiungerebbero 3 importanti risultati: 1) (Quasi) dimezzamento del prezzo; 2) Prestazione comunque equivalente o superiore rispetto alla controparete in cartongesso; 3) Perdita di spessore assolutamente trascurabile (circa 1,5cm). In definitiva mi sono detto: dato che il problema non era la temperatura della stanza per chi ci abita e dato che comunque le altre pareti non sarebbero isolate (e quindi - penso - l'effetto termico del cappotto risulterebbe molto ridotto), perché andare a mettere un pannello ultraperformante da 2cm? Non potrebbe bastarne uno da 1cm? Resto in attesa dei vostri parerei, grazie mille!
  • arch-ily
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    Sabato 7 Maggio 2016, alle ore 09:09
    La diagnosi del suo tecnico è corretta. Sconsiglio di dimezzare gli spessori di isolante consigliato, in quanto si avrebbe un ovvio e drastico calo di prestazioni dell'isolamento, con possibile inutilità dello stesso e soldi spesi invano.
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