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Esecuzione stabilitura, come si fa??


Anonimo
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10 Febbraio 2015 ore 20:16 19
Ciao a tutti,
sto eseguendo la rifinitura di un bagno dopo che ho rimosso le piastrelle alte fino a 2 metri.
Il muro ora è pulito, intonaco rustico, devo mettere la stabilitura o intonaco civile.
Ho provato ma dopo qualche giorno dall'applicazione la stabilitura è friabile e si formano alcune aree in cui si stacca.
Dove sbaglio?
Ecco il mio procedimento:
- Bagno abbondantemente muro;
- Tiro la stabilitura con frattazzo di metallo;
- Lascio passare un paio di giorni;
- Bagno e passo seconda mano di stabilitura;
- Passo frattazzo di spugna circolarmente e bagno contemporaneamente quando serve.
Domanda:
la spugna devo passarla dopo quanto dall'applicazione della stabilitura?
Anche tra la prima e la seconda mano?
La stabilitura si stacca perché non la faccio asciugare per abbastanza tempo?
Aiuto vi prego
Grazie

  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 22:39
    Allora, intanto le segnalo questo articolo, spero che le sarà utile:
    https://www.lavorincasa.it/lavorazioni-tradizionali-per-intonaci-a-regola-d-arte/

    Le consiglio poi di procedere nel modo seguente:
    - spazzolare accuratamente il rinzaffo (cioè il primo strato di intonaco) per togliereogni traccia di polvere (questa operazione è fondamentale se si vuole che l'intonaco faccia presa correttamente);
    - bagnare il muro fino a rifiuto, cioè fino a che il muro non è saturo d'acqua;
    - tirare l'intonaco.

    Il difetto da lei segnalato a mio parere potrebbe avere tre cause:
    - intonaco mal preparato (troppo poco legante o malta non ben mescolata - questo potrebbe creare parti di malta non ben amalgamate che, una volta tirate sulla muratura, darebbero origine alle parti friabili)
    - supporto non adeguatamente pulito;
    - supporto non bagnato uniformemente.

    A proposito, come prepara la malta?
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 22:50
    "Malta" è un termine molto generico...
    Può leggermi la composizione dell'etichetta?
    Mi serve per capire se per caso lei non stia usando del solo grassello (che sarebbe una miscela di acqua e calce a cui va miscelata la sabbia - il grassello di solito viene venduto in sacchi).
    Per rispondere alla sua domanda si, bagnare con la semplice pennellessa (come se si pitturasse il muro) non è sufficiente: il muro assorbe tutta l'acqua dell'intonaco e lo stesso diventa friabile perchè non riesce a fare presa correttamente.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 22:52
    Di che colore è la malta che usa?
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 22:55
    Le segnalo anche quest'altro articolo, sui vari tipi di legante e inerti: spero che questo possa aiutarla.
    Ma se ha ancora dubbi chieda pure.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 22:55
    Https://www.lavorincasa.it/intonaci-a-regola-d-arte-materie-prime-tradizionali/
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 23:29
    Allora, se è malta già pronta (malta, non grassello, mi raccomando: legga gli articoli che le ho linkato per capire bene di cosa parliamo) la confezione va bene.
    Allora penso che il problema sia dato balla bagnatura insufficiente: io le consiglio di usare un tubo come quello da annaffiare.
    Se il rinzaffo (cioè il primo strato) non mostra lesioni, ragnatele di piccole crepette o screpolature lo può lasciare.
    L'arriccio (cioè il secondo strato, quello intermedio in un intonaco a regola d'arte, gli intonaci a civile ne hanno invece due) se è quello che ha dato problemi le consiglio di rifarlo.
    Che spessore sta usando per l'intonaco?
    Di solito gli strati sono tre:
    - rinzaffo - grossolano a contatto col muro, anche qualche centimetro di spessore (anche se di solito circa 1-2);
    - arriccio circa un centimetro;
    - velo da mezzo centimetro a un millimetro (in quel caso si chiama "intonachino", "tonachino" o "colletta").
    Questo - semplificando molto - nell'edilizia storica eper intonaci esterni (facciate).
    Come le dicevo di solito gli intonaci "a civile" nei capitolati hanno due strati: rinzaffo - che dal suo post mi sembra già presente - e arriccio, cioè quello che sta "tirando" lei.

    P.S. Sono una donna.
    P.P.S. Deduco che lei sia di Bologna dall'uso del termine "stablidura", cioè stabilitura.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 23:31
    Ah mi raccomando: tutto il muro che deve intonacare deve essere bagnato, non può bagnarlo a pezzi.
    A meno che lei non voglia fare l'intonaco a pezzi, cioè "per giornate" come facevano i pittori nel realizzare un affresco... Ma non penso sia il suo caso.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Febbraio 2015, alle ore 23:33
    Il colore bianco della malta è dato dal legante a base di calce aerea ed evidentemente da inerte costituito non da sabbia ma da pietra macinata, o da sabbia molto chiara.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 11 Febbraio 2015, alle ore 14:20
    La ringrazio per la stima.
    Per rispondere alla sua domanda, dipende dallo stato dello strato che vorrebbe demolire: se lo strato è buono, ben eseguito e senza cavillature, rigonfiamenti o altri difetti evidenti (tra cui ovviamente anche le "zone friabili" a cui accennava nel suo primo post) a mio parere non è necessario rifare il lavoro.
    In caso contrario ovviamente si.
    Con "la spugna" a cosa si riferisce esattamente?
    Hio bisogno dei dettagli perchè non è semplice dare i consigli giusti senza vedere il lavoro.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 11 Febbraio 2015, alle ore 14:38
    Allora le consiglio sicuramente di scalcinare tutto e rifare l'intonaco.
    Quando l'intonaco è asciutto non è più lavorabile, e perciò il frattazzo va passato a intonaco ancora plastico.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 11 Febbraio 2015, alle ore 14:39
    Mi faccia sapere se i miei consigli hanno dato frutto, mi raccomando.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 11 Febbraio 2015, alle ore 15:01
    La sequenza mi sembra corretta.
    Le consiglio di pulire molto bene la parete con un getto ad aria compressa (come quello che si usa in giardino per allontanare le foglie) o colla pennellessa. Mi raccomando però indossi una mascherina contro la polvere e apra bene la finestra.
    L'intonaco va fatto tutto in una volta: si faceva "a pezzetti" solo per fare gli affreschi o nelle facciate degli edifici (per strisce orizzontali), ma i vari pezzi venivano preparati appositamente per evitare che si formassero lesioni (un po' come quando si risarcisce una lacuna in un intonaco antico durante un restauro).
    Con il frattazzo va rifinito l'intonaco subito dopo l'applicazione per ottenere uno strato di spessore uniforme. In alternativa può usare dei regoli dette stagge, è un metodo più semplice e veloce, se vuole glie lo spiego.
    Saluti.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 11 Febbraio 2015, alle ore 17:08
    Il termine "mano" è improprio, in quanto si riferisce a una tinteggiatura.
    Il termine più corretto è strato.
    A mio parere per un intonaco a civile basta anche un solo strato, in aggiunta a quello "rustico" (rinzaffo) già presente.
    rispondi citando
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