Cappotto interno: soluzioni ideali?


Salve a tutti,
ho visto il forum e ho visto che vi sono persone molto esperte, e vorrei aprire un interessante dibattitto sulle migliori modalità di realizzazione di un cappotto interno, tema sempre assai difficile da risolvere.
E' un tema che mi affascina e che mi ha portato a conclusioni sorprendenti.
Partendo dai materiali naturali, da me prediletti, sono giunto a conclusioni opposte.

Per semplificare il tema, intanto scarterei le soluzioni che propongono pochi cm; intanto perchè io sono in zona E, e poi perchè generalmente nei casi di ristrutturazioni di case anni '70 è difficile stare dentro alla legge (e men che meno dentro al 55%).

Il grosso problema è sopratuttto, a mio avviso, la condensa interna.
Come fare?
Mettere barriere al vapore dalla parte calda, a mio personale avviso, è sconsigliato.
Il controllo della posa è così complesso che è sempre un rischio.
Poi tutte le prese elettriche sono un potenziale problema.
Inoltre annulla la traspirabilità della struttura, e a quel punto conviene optare per materiali poco traspiranti (EPS e famiglia)
Con glazer generalmente la condensa interna in questo modo è scongiurata.
Poi, come finezza, si potrebbe aumentare massa e isolamento acustico accomppiando verso l'interno due lastre di cartongesso o un pannellino di fibra di legno.

Che mi dite?
Non voglio proporre qui una ricetta generale ovviamente, ma vorrei sapere una vostra opinione su queste riflessioni di massima
Grazie mille.
  • claudiotermografia
    Claudiotermografia Ricerca discussioni per utenteRea Termografia
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 09:39
    Posso farti un esempio con la medesima zona climatica

    Muro in mattoni pieni a due teste + cappotto interno

    Qualsiasi materiale traspirante impieghi con i parametri di calcolo fissi di umidità e temperatura avrai sempre un interferenza che genera condensa interstiziale.

    Mettendo un isolante che fa barriera al vapore come l' XPS il poliuretano o il vetro cellulare il problema non si pone .


    Il programma però di calcolo ha però una grossa falla che è il Dl 311 dove, ovvero il programma di calcolo associa umidità costante 65% e temperatura costante di 20°C

    Questo è molto forviante anche per una simulazione
    parlando a lungo con Roefix ho avuto la conferma che utilizzando materiali come il silicato di calcio il problema non si pone in quanto i dati di simulazione del programma non tengono conto della diffusione per capillarità del vapore acqueo dei materiali e non considerano la reale ventilazione dell' abitazione. E' impossibile che una casa possa mantenere umidità e temperature sempre costati nell' arco delle 24 ore di una giornata, (salvo non sia un salumificio)

    Per concludere, il cappotto interno non è mai l'ideale, credo che su questo tutti siano d'accordo, ma se non si può fare altro si possono usare molti prodotti con le giuste accortezze senza avere problemi rilevanti di condensa interstiziale.
    rispondi citando
  • archo
    Archo Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 10:08
    Concordo con le tue conclusioni. Non volevo dare una ricetta miracolosa.

    Però effettivamente porre qualche dato di riflessione utile si.
    Se è vero che il programmino ha delle falle, quello che uso io mi da la possibilità di valutare anche le condizioni variabili e non fisse.
    Inoltre sfido io chiunque a verificare che tra tinte e intoanci gia esistenti si possa veramente sapere quanto sia traspirante il muro già esistente.
    Detto questo, quindi, le soluzioni assai traspiranti possono in teoria essere valide, con tutte le condizioni poste prima (ovvero, se il programmino effettivamente è troppo rigido; se i materiali esistenti sono davvero traspiranti....). Tante incognite che non lasciano troppo tranquilli, specie se il silicato (per continuare con il tuo esempio) costa un botto e avendo un lambda alto obbliga a perdere molto spazio interno.

    Ecco quindi che si torna alla barriera al vapore. E si torna quindi alle mie riflessioni. !!
    rispondi citando
  • archo
    Archo Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 10:52
    PS. peraltro, sai che comunque mi è venuto un po' di scetticismo sulla tua stratigrafia con silicati e senza barriera al vapore. Non so; parlando con tecnici di prodotti traspiranti, nessuno mi ha ventilato una cosa simile. Anche i produttori altoatesini si stanno inventando complessi sistemi di barriere al vapore per poter proporre i loro prodotti.
    rispondi citando
  • claudiotermografia
    Claudiotermografia Ricerca discussioni per utenteRea Termografia
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 11:09
    Sinceramente ho visto delle applicazioni con il minopor che attualmente non danno alcun problema se non quello di smorzare eccessivamente l'inerzia termica della parete, ma temo che questo problema si verifichi con tutti i materiali.

    Nella ma abitazione proprio per un costo eccessivo dl silicato di calcio ed altri problemi di tempistica e gestione del cantiere ho ripiegato con una soluzione molto casereccia costituita da XPS e cartongesso, in teoria se ci sono problemi dovrei averli verso gennaio al momento è tutto ok, di sicuro mi daranno problemi i tasselli usati che faranno annerire la finitura in loro corrispondenza.

    Avrei voluto provare i materiali sotto vuoto ma anche qui i costi e la posa non sono semplici.

    Penso che l'isolamento interno dovrebbe essere realizzato in funzione della temperatura ed umidità tipica dll' abitazione in cui lo si vuole realizzare. E' difficile fare questo senza dati di monitoraggio, gli si possono sono ipotizzare. Quello che è certo è che durate la fase di abbassamento notturno del riscaldamento temperatura e umidità variano di conseguenza, come variano durante la ventilazione manuale che si dovrebbe fare normalmente in tutte le stanze. (questa è un incognita che difficilmente si può gestire) in questo caso un materiale molto traspirante e con buone capacità di accumulo può in teoria rilasciare nell' ambiente il vapore acque precedentemente assimilato esattamente come fanno gli intonaci macroporosi.

    Capisco che tutte le mie considerazioni sono più che altro ipotesi però se così non fosse i problemi riscontrati sul campo dovrebbero essere molto maggiori.

    Io comunque abbinerei d'obbligo un sistema di ventilazione con recupero di calore a tutti gli interventi che presentino cappotto interno od esterno e cambio dei serramenti. Per assurdo ho riscontrato molti più problemi dopo la sostituzione degli infissi che non la realizzazione di cappotti interni
    rispondi citando
  • claudiotermografia
    Claudiotermografia Ricerca discussioni per utenteRea Termografia
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 11:18
    Ti ho mandato un messaggio privato, vorrei una tua opinione
    rispondi citando
  • cohibaiba
    Cohibaiba Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 11:48
    Per la mia casa in pietra avevo valutato uno strato di 10 cm di intonaco fibrorinforzato con sughero, ma poi ho abbandonato l'idea per i costi proibitivi (2 ? kg).
    rispondi citando
  • archo
    Archo Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 14:35
    Carino il sito. Peccato che siano verifiche che si possono fare dopo, quando ormai gli "eventuali" pasticci sono stati fatti. Pero' credo sia interessante.
    rispondi citando
  • claudiotermografia
    Claudiotermografia Ricerca discussioni per utenteRea Termografia
    Mercoledì 19 Ottobre 2011, alle ore 16:33
    Si infatti le verifiche post lavori non sistemano il guai fatti a monte. grazie per il parere molto gradito
    rispondi citando
  • marcolino1983
    Marcolino1983 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 20 Ottobre 2011, alle ore 08:57
    Ciao, anche io avevo scritto un po' di post a riguardo del cappotto interno, dopo un sacco di documentazioni e analisi (sempre relative al cappotto interno)
    Anche io sto ristrutturando la casa e sono obbligato ad agire all'interno, ed alla fine ho optato per XPS da 6cm rivestito con cartongesso. Sono in zona climatica E
    allora secondo me il discorso dei traspiranti è un po' teorico...nel senso che sicuramente sono più igroscopici e capaci di trattenere l'umidità rispetto ad un polistirene (soprattutto nei confronti dell'estruso xps) ma siamo sicuri che dopo 3mani di vernice (su stabilitura e quindi SENZA fissativo vinilico) alla fine siano davvero in grado si assorbire e rilasciare umidità? inoltre non ho raggiunto la trasmittanza per avere il 55%, ma ho cmq migliorato (e di molto) la trasmittanza della casa (muro con poroton da 28cm) ed ho speso relativamente poco, perdendo circa 8cm in tutto.
    Per avere la stessa trasmittanza con un intonaco termico, o materiale traspirante avrei speso una follia ed i cm persi erano sicuramente di più.
    Io ho agito così:
    - pareti verticali: prima polistirene maschiato incollato alla parete in muratura + successivo incollaggio + tasselli in plastica (x evitare ponti termici) di lastra di cartongesso (verde in cucina e bagni, normale nelle altre stanze) incollato con il metodo a "polpetta" cioè ho messo la colla negli angoli ed in mezzo, poi ho appoggiato il cartongesso e messo in bolla. Questo mi da due "problemi" se picchio sulla lastra di cartongesso, suona vuoto visto che la colla è nei 5punti e non uniforme, alla fine perdo 1cm per via dell'aria tra cartongesso e polistirene; ho però un buon vantaggio, e cioè quello di avere uno strato di aria tra cartongesso e polistirene. Ho deciso infatti di non comprare xps preaccoppiato a cartongesso per questi motivi (il preaccoppiato non è maschiato, quindi accostando due lastre posso avere un ponte termico dovuto al non perfetto accoppiamento, il cartongesso sarebbe stato incollato direttamente al xps senza aria)
    Per le tramezze invece, avendo una casa costruita con pilastri, e quindi senza tramezze portanti, ho avuto l'accortezza di tagliarle lasciandole vincolate solo al soffitto e pavimento, creando un dente quindi, ed ho infilato l'xps all'interno, per evitare il ponte termico.
    - soffitto: ho incollato su tutto il soffitto 4cm di polistirene maschiato e sono andato a prendere quello sulle pareti in modo da andargli contro. questo perchè sopra di me ho un tetto a tavelloni non isolato, e secondo me non ha senso isolare il perimetro ed avere la testa scoperta.
    sotto al polistirene ho poi posizionato l'impianto di riscaldamento/raffrescamento capillare, ed ho poi intonacato con 1.5cm di intonaco e stabilito.
    - ho deciso poi di realizzare nel corridoio in centro alla casa una griglia per l'estrazione dell'aria, che viene portata ad un deumidificatore, che deumidifica l'aria e la reimmette tramite delle bocchette che ho previsto a soffitto per l'immissione dell'aria deumidificata (questo in cucina, sala e stanze, nei bagni invece no...ho messo delle ventole con sensore igroscopito che al raggiungimento di una certa umidità estraggono l'aria interna e la mandano direttamente all'esterno)
    Quello che ho realizzato non è quindi propriamente un impianto di ventilazione meccanica, in quanto non ha il recupero di calore, e l'aria che gira è sempre la stessa, solo che viene privata dell'umidità in eccesso e reimmessa. purtroppo ho dovuto optare per un sistema così per via dei costi alti di una ventilazione meccanica...non parliamo poi di quelle con il recupero di calore. questo sistema mi rendo conto che non sia il massimo, ma almeno mi deumidifica l'aria, scongiurando (spero) il pericolo di muffe, entrando in funzione quando questa supera un valore di umidità impostabile.
    questo infine è quello che penso e quello che ho realizzato, commenti?
    rispondi citando
  • manuel1978
    Manuel1978 Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 16 Novembre 2011, alle ore 11:19


    Complimenti per l'ingegno.
    Che deumidificatore hai usato? E quali sensori igroscopici?
    rispondi citando
  • marcolino1983
    Marcolino1983 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 17 Novembre 2011, alle ore 11:46


    Complimenti per l'ingegno.
    Che deumidificatore hai usato? E quali sensori igroscopici?
    ciao e grazie per i complimenti
    il deumidificatore è un modello a batteria che ho messo nel sottotetto, devi prevedere di portargli l'acqua e di avere uno scarico per la condensa.
    i sensori igroscopici sono semplici umidostati che comandano il deumidificatore
    è cmq tutta roba che trovi da rivenditori idraulici
    ciao
    rispondi citando
  • eagledare
    Eagledare Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 17 Novembre 2011, alle ore 17:51
    Su materiali non traspiranti come xps non rivolgo nessuna fiducia nel benessere della casa.. meglio optare per altri sistemi per quanto possibile
    rispondi citando
  • marcolino1983
    Marcolino1983 Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 18 Novembre 2011, alle ore 13:31
    Su materiali non traspiranti come xps non rivolgo nessuna fiducia nel benessere della casa.. meglio optare per altri sistemi per quanto possibile
    bhe certo....tutto dipende dal portafoglio, ma se si usa una buona areazione della casa, abbinata ad un sistema di deumidificazione (che non è certo una ventilazione meccanica, ma abbinata ad un ricambio di aria manuale aprendo le finestre) bhè secondo me è una cosa utile da fare ed il benessere dovrebbe esserci, no?
    rispondi citando
  • eagledare
    Eagledare Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 18 Novembre 2011, alle ore 17:52
    Anche solo per il fatto che con materiali non traspirati la delicatezza del microclima interno e della muratura è davvero critica
    conviene investire su qualcosa di meno sacrificante anche per scongiurare doppi lavori e disagi
    rispondi citando
  • manuel1978
    Manuel1978 Ricerca discussioni per utente
    Martedì 20 Dicembre 2011, alle ore 08:41
    Il discorso della vmc con recupero di calore costosa si può risolvere utilizzando degli apparecchi decentralizzati dal costo molto inferiore (dai 200 euro in su). Il prossimo anno ne installerò uno in taverna per vedere come va.
    rispondi citando
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