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2009-02-01 20:04:17

Quanti contatori enel?


Lapogianni
login
04 Gennaio 2009 ore 09:03 10
Salve,
in una villetta ricevuta in eredità e attuale prima abitazione da due fratelli, ma ufficialmente risultante di proprietà di uno soltanto, poiche' l'immobile è ad oggi indivisibile a causa delle norme edilizie vigenti.
vi chiedo:
abbiamo 1 solo contatore enel da 6 kW e con 2 misuratori che vanno alle rispettive utenze.
è chiaro che c'e' un'unica bolletta intestata all'unico proprietario.

prima domanda:
è possibile attivare 2 utenze ufficiale senza far risultare due abitazioni?

seconda domanda:
il proprietario sta effettuando una ristrutturazione che prevede l'uso di una pompa di calore aria/acqua per il nuovo impianto di riscaldamento. tale pompa (daikin altherma 006a) assorbe 1,2 kW.
abbiamo l'impressione che i 6 kW non siano piu' sufficienti.
che fare per non essere costretti a pagare un eventuale aumento di potenza a 10kW?
grazie
  • robire
    0
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    Domenica 4 Gennaio 2009, alle ore 11:25
    Alla prima non saprei rispondere con sicurezza, secondo me no però..

    alla seconda invece rispondo e dico che dipende tutto dagli attuali picchi di utilizzo, un pdc con inverter non credo crei molti problemi anche perché un contatore da 6 è meglio che 2 da 3kW.

  • condominiale
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 4 Gennaio 2009, alle ore 11:56
    Se in realtà le unità immobiliari sono due, la soluzione appare semplicissima.

    Il fratello che ora gode della proprietà dell'intero immobile non fa altro che concedere il "comodato d'uso" gratuito al fratello residente per i locali all'uopo individuati; il comodato d'uso tra parenti può essere anche "verbale" ed in questo caso non vi è nemmeno la necessità della registrazione.

    All'Enel si può quindi chiedere l'allaccio di una linea indipendente, basta avere la residenza ed esibire il comodato.
    Ciascuno dei due fratelli quindi avrà il proprio contatore (magari da 3 Kw per il quale si paga meno) e deciderà in proprio quale sia la potenza necessaria alla propria sezione dell'immobile.

  • lapogianni
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 4 Gennaio 2009, alle ore 13:44
    Grazie per le risposte.
    purtroppo esiste e puo' esistere solo un'unità immobiliare.
    non e' possibile inserire una "nuova residenza" a fronte di un'abitazione di oltre 230mq.
    siamo in sardegna e in agro. ci sono normative regionali che impediscono di formare 2 unita' e di dividere, quindi, la proprieta' in 2 case distinte.

    per i picchi, cosa sono di preciso?
    la pompa credo funzionera' a ciclo continuo 24/24.
    consumera' di piu' in solo in alcuni momenti o l'inverter aiutera' a "controllarsi" un po' di piu'?
    con le 2 famiglie a ritmo normale di consumo energivoro, rischier' di saltare il contatore da 6 Kw con le potenze in gioco?

    grazie ancora

  • condominiale
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 4 Gennaio 2009, alle ore 14:58
    Se la pompa di calore assorbe un picco massimo di 1,2 Kw dovresti stare tranquillo.

    Solo nel malaugurato caso che contemporaneamente entrambe le famiglie accendessero la lavatrice in fase di riscaldamento e contemporaneamente usassero il ferro da stiro, potrebbe verificarsi il superamento della potenza disponibile.

    Insomma, fino a quando non capiteranno reali situazioni di distacco, penso che non valga la pena aumentare la potenza disponibile.

    Deciderai tu stesso solo nel caso ciò accadesse.

  • lapogianni
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 4 Gennaio 2009, alle ore 15:12
    Benissimo.
    grazie dei consigli e buon anno a tutti

  • robire
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 4 Gennaio 2009, alle ore 15:43
    Per picchi intendo le punte massime di assorbimento, con il contatore digitale dovresti poter rilevarlo.
    comunque come già detto una pdc da 1,2 ad inverter assorbirà la potenza massima solo occasionalmente.

  • samcompany
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 9 Gennaio 2009, alle ore 15:57
    Se in realtà le unità immobiliari sono due, la soluzione appare semplicissima.

    Il fratello che ora gode della proprietà dell'intero immobile non fa altro che concedere il "comodato d'uso" gratuito al fratello residente per i locali all'uopo individuati; il comodato d'uso tra parenti può essere anche "verbale" ed in questo caso non vi è nemmeno la necessità della registrazione.

    All'Enel si può quindi chiedere l'allaccio di una linea indipendente, basta avere la residenza ed esibire il comodato.
    Ciascuno dei due fratelli quindi avrà il proprio contatore (magari da 3 Kw per il quale si paga meno) e deciderà in proprio quale sia la potenza necessaria alla propria sezione dell'immobile.


    Salve, dove posso fare questo comodato d'uso? Io ho lo stesso "problema"...

  • condominiale
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 9 Gennaio 2009, alle ore 16:28
    Basta un "pezzo di carta"!

    Per fare in modo che sia opponibile in sede di futuro eventuale contenzioso è necessario che venga "registrato" presso l'apposito ufficio pagando l'imposta fissa (se il comodato è gratuito sono circa 168?).

  • marycip
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 1 Febbraio 2009, alle ore 19:00
    Ho un dubbio, e credo possa ricollegarsi all'argomento aperto qui.
    In un'unica unità abitazione, è possibile avere due contatori da 3 Kw, anzichè uno da 6? (più in generale, avere più contatori piccoli).
    Ovviamente collegando alcune apparecchiature elettriche ad uno, e altre all'altro...
    Dove trovo risposta "ufficiale" a questo dubbio (cioè se non si può fare, CHI lo imipone? (normativa, regolamenti ecc...)

    Grazie e ciao

  • condominiale
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Domenica 1 Febbraio 2009, alle ore 20:04
    Basta una telefonata all'Enel.

    Normalmente è possibile farlo (esperienza diretta) quando si tratta di chiedere due utenze separate per diverse unità immobiliari o quando una pertinenza del proprio immobile sia "distante" e non raggiungibile dal proprio contatore.

    Vedi ad esempio il garage distante dall'abitazione stessa.

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