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Cucina senza finestre: difformità catastale


Buongiorno,
sono molto interessato all'acquisto di un bilocale a Milano che tuttavia presenta una difformità catastale.
Più nel dettaglio, la cucina si trova in un locale accatastato come ripostiglio, non dotato di finestre (salvo un punto luce che si apre e da sull'androne interno del condominio).
È possibile sanare questa irregolarità?
Quali potrebbero essere i costi?
Ovviamente questo stato di fatto renderebbe non veritiera l'eventuale dichiarazioni di conformità catastale che mi farei in ogni caso rilasciare dal venditore?
Ci sono soluzioni alla risoluzione di questa problematica dato che per prezzo, zona e condizioni immobili sono molto interessato a presentare offerte?
Grazie
  • jovis
    Jovis Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 22 Luglio 2016, alle ore 10:19 - ultima modifica: Venerdì 22 Luglio 2016, alle ore 10:21
    Certo che gli affari sono affari! ma non sempre si riescono a sbrogliare matasse per mettere tutto a norma, credo che nel tuo caso ci voglia il parere di un espertissimo...( di sicuro in questo portale qualcuno ti potrà essere di aiuto o darti un consiglio adeguato), ma senti il bagno esiste ed è accatastato almeno quello?
    Ciaoo e auguri:-))
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 25 Luglio 2016, alle ore 08:22
    Per prima cosa chiama un architetto e fai controllare la conformità edilizia con l'ultimo progetto depositato in comune. La planimetria catastale si può regolarizzare facilmente con una semplice variazione, che costa sui 300 euro di solito. La situazione edilizia difforme invece normalmente richiede una pratica a sanatoria.
    rispondi citando
  • algunet
    Algunet Ricerca discussioni per utente
    Martedì 26 Luglio 2016, alle ore 17:38
    Salve, penso che molto difficilmente potrà sanare questa difformità (cosa che, se attuabile, avrebbe fatto senz'altro l'attuale proprietario). In particolare non sono soddisfatti i rapporti illuminotecnici (1/8 della superficie calpestabile) e conseguente ricambio d'aria (l'affaccio sull'androne interno lo impedirebbe). Inoltre dovrebbe verificare se le dimensioni del locale soddisfano i requisiti imposti dal regolamento edilizio della sua città. Mi chiedo però (sia nel progetto autorizzato, sia catastalmente) dove è stata ubicata la cucina (o angolo cottura), considerato che, per gli immobili residenziali (sempre che questo lo sia), è obbligatoria.
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 27 Luglio 2016, alle ore 09:03
    Tuttavia può vbenissimo darsi che la cucina sia conforme dal punto di vista edilizio (magari in deroga, perché edificio storico o comunque esistente) e sia sufficiente regolarizzare la situazione catastale con una variante. Saluti.
    rispondi citando
  • algunet
    Algunet Ricerca discussioni per utente Arch-ily
    Mercoledì 27 Luglio 2016, alle ore 09:28
    Tuttavia può vbenissimo darsi che la cucina sia conforme dal punto di vista edilizio (magari in deroga, perché edificio storico o comunque esistente) e sia sufficiente regolarizzare la situazione catastale con una variante. Saluti.
    Penso che con la variante i nuovi parametri vadano comunque rispettati. Ad esempio se il locale fosse già stato accatastato come cucina e non avesse rispettato i rapporti illuminotecnici (perché, appunto, edificio storico) allora ok per la deroga. In questo caso ho qualche dubbio....
    rispondi citando
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 27 Luglio 2016, alle ore 14:25
    Ma io stavo dicendo che forse l'appartamento è già conforme ai fini urbanistici (e può essere conforme anche in deroga al regolamento edilizio, se l'edificio è storico o semplicemente condonato) e che per regolarizzare la difformità CATASTALE (e non urbanistica) è sufficiente appunto una variazione CATASTALE.
    rispondi citando
  • algunet
    Algunet Ricerca discussioni per utente Arch-ily
    Mercoledì 27 Luglio 2016, alle ore 15:35
    Ma io stavo dicendo che forse l'appartamento è già conforme ai fini urbanistici (e può essere conforme anche in deroga al regolamento edilizio, se l'edificio è storico o semplicemente condonato) e che per regolarizzare la difformità CATASTALE (e non urbanistica) è sufficiente appunto una variazione CATASTALE.
    Avevo capito male, SCUSAMI!!
    rispondi citando
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