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Contro l'umidità di risalita iniezioni di resine


Ho una parte di muro esterno dove l'intonaco sta staccandosi a causa dell'umidità di risalita.
Vorrei fare qualche domanda riguardo al trattamento con iniezione di resine che credo sia quello più alla portata del fai da te:
- il lavoro va fatto tassativemente a muro asciutto (d'estate), oppure non ha
importanza se è ancora umido?
- la nuova intonacatura è meglio farla prima o dopo l'inizione delle resine?
Non sarebbe meglio farla prima, in modo tale che le resine penetrino anche fra muro e intonaco?
- visto che l'effetto negativo dell'umidità di risalita è solo quello di far staccare l'intonaco, significa che nel caso io non ce lo rifaccia e in quella zona lasciassi i mattoni a vista, il problema non sussisterebbe?
Difatti nelle case non intonacate e con i mattoni a vista non mi sembra che esista il problema dell'umidità di risalita, oppure si?
Grazie
Giovanni
  • elettt
  • xgardo
    Xgardo Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 10 Febbraio 2014, alle ore 10:11 - ultima modifica: Lunedì 10 Febbraio 2014, alle ore 10:22
    Salve, mi permetto di farti presente che un muro intonacato è un muro nudo...
    con sopra dell'intonaco! sembra una banalità, ma la mia affermazione ha la sua ragion d'essere:
    l'intonaco marcisce perché viene distrutto dall'accumulo nel tempo dei cristalli dei sali solubili che la risalita ha trasportato (non esiste l'acqua distillata nel terreno! per cui qualsiasi acqua penetri porta anche sali disciolti).
    Perciò, l'acqua della soluzione salina in risalita evapora, ma i sali NO! formano cristalli che si accumulano e alla fine distruggono il materiale sulla superficie dalla quale avviene l'evaporazione, mattoni a vista o intonaco.
    Per risanare completamente ottimo fare la barriera ad inizione MA devi anche togliere di mezzo i vecchi sali che altrimenti continueranno a far danno.
    Vedi www.mangiasali.it
    Cordiali saluti da Edgardo Pinto Guerra www.edpgconsult.com
    rispondi citando
  • gil86
    Gil86 Ricerca discussioni per utente Elettt
    Martedì 11 Febbraio 2014, alle ore 15:25
    Leggi qua:
    https://forum.lavorincasa.it/edilizio/taglio-chimico-per-umidita-pareti-37038.html
    Effettivamente quello che ha scritto per gardo è corretto, se devi risolvere il problema, lo devi risolvere a monte, poi le iniezioni a base di resina vanno sempre eseguite a muro asciutto...proprio per una questione d'incompatibilità tra i materiali...
    rispondi citando
  • elettt
    Elettt Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 14 Febbraio 2014, alle ore 17:46 - ultima modifica: Venerdì 14 Febbraio 2014, alle ore 17:47
    Ci tengo a precisare che il prodotto che ho usato io non sono resine, che peraltro difficilmente sono utilizzabili nel fai da te (richiedono iniezione a forte pressione) ma una sorta di crema a base di silani, commercializzati da Saratoga come "muro asciutto" e che viene assorbita dal muro piu velocemente se lo stesso è umido.
    Chiaramente poi dovrai eliminare i sali, ma se non elimini prima l'umidità non c'è prodotto anti sali che tenga.
    Io ho trattato due colonne in pietra a vista, una 50x50 e una 100x25, e a distanza di 1 anno posso dire di essere più che soddisfatto, sono completamente asciutte al punto che i mattoni hanno cambiato colore schiarendosi, assenza totale di formazione saline.
    Con una spesa minima, poche cartucce e la pistola da silicone che praticamente tutti hanno, un ottimo risultato. ben oltre a quello che mi aspettavo....
    rispondi citando
  • bartoli
    Bartoli Ricerca discussioni per utente Elettt
    Venerdì 14 Febbraio 2014, alle ore 18:34
    Ci tengo a precisare che il prodotto che ho usato io non sono resine, che peraltro difficilmente sono utilizzabili nel fai da te (richiedono iniezione a forte pressione) ma una sorta di crema a base di silani, commercializzati da Saratoga come "muro asciutto" e che viene assorbita dal muro piu velocemente se lo stesso è umido.
    Chiaramente poi dovrai eliminare i sali, ma se non elimini prima l'umidità non c'è prodotto anti sali che tenga.
    Io ho trattato due colonne in pietra a vista, una 50x50 e una 100x25, e a distanza di 1 anno posso dire di essere più che soddisfatto, sono completamente asciutte al punto che i mattoni hanno cambiato colore schiarendosi, assenza totale di formazione saline.
    Con una spesa minima, poche cartucce e la pistola da silicone che praticamente tutti hanno, un ottimo risultato. ben oltre a quello che mi aspettavo....
    All'inizio avevo pensato anch'io al prodotto "muro asciutto della Saratoga, poi il fatto che fosse un prodotto denso  mi ha fatto venire dei dubbi riguardo all'assorbimento del muro e (riguardo al fai da te) preferirei un prodotto tipo il Protector della Grandisol, (tanto per fare un esempio) dove il prodotto è molto fluido, i fori vanno fatti inclinati e i flaconi ci vanno inseriti a forza e a tenuta.
    C'è qualcuno che ha esperienza di questo prodotto?
    Poi avrei un altro dubbio:
    nel depiant del prodotto "muro asciutto"  c'è scritto che in caso di intonaci ammalorati , vanno tolti completamente, però, nel mio caso, quello che si sta staccando non è l'intonaco profondo ma solo strato di rifinitura esterno, che mi pare circa 3/4 mm.
    Per cui, devo togliere anche tutto il resto fino ad arrivare ai mattoni/pietre?
    Riguardo al cunsumo, c'è una tabella indicativa  di cartucce per metro lineare in fuinzione dello spessore del muro.
    Nel mio caso, trattandosi di uno spessore di 60cm, si parla di 4 cartucce mtl, mentre in un altra parte del depliant  dice di fare i fori a 10 cm l'uno dall'altro e questo significherebbe non 4 cartucce ma 10.
    Per cui, la quantità è 4, o 10 cartuccie al mtl? Se fosse 4, allora i fori andrebbero fatti a 20 e non 10... dico bene?









    rispondi citando
  • elettt
    Elettt Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 17 Febbraio 2014, alle ore 11:41
    Allora, andiamo per ordine:
    il prodotto muro asciutto ha la consistenza di uno yogurt, di quelli non densi, e pure lo stesso colore.
    L'assorbimento avviene molto facilmente, devi fare i fori nello strato di malta tra un mattone e l'altro nella fila più bassa possibile, per quello e per migliorare la successiva asciugatura è meglio togliere tutto l'intonaco.
    Ma chiaramente parliamo di una fascia ristretta, non di tutta la parete.
    Comunque almeno l'intonaco che copre la malta in cui forerai devi toglierla, altrimenti una parte della "crema" verrà assorbita esternamente al muro.
    Potresti pure chiudere i fori con un po di malta, io ho preferito usare tappi in modo da controllare l'avvenuto assorbimento dopo un paio di mesi e ripetere l'applicazione.
    Adesso li ho murati, premendo a fondo la malta nei fori, in modo di ripristinare la corretta muratura.
    Una cartuccia serve a riempire piu fori, per esempio io avrò fatto complessivamente un 25-30 fori e ho usato due sole cartucce.
    Chiaramente più il muro è grosso e piu ne entra.
    Ricordati che non devi arrivare a forare completamente ma fermarti 5 cm. prima dello spessore complessivo. Per esempio, un muro da 60 cm. va forato fino alla profondità di 55.
    Poi con il tubo in dotazione entri fino al fondo, inizi a riempire ritraendo a mano a mano il tubo stesso.
    Dato che è praticamente certo che una parte di prodotto cadrà a terra (gocce, spruzzi) se il pavimento è pregiato o in cotto, proteggilo!
    Se hai accesso a entrambi i lati del muro, meglio fare fori alternati da entrambe le parti, soprattutto visto lo spessore importante.
    rispondi citando
  • xgardo
    Xgardo Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 17 Febbraio 2014, alle ore 13:30
    Salve - le cartucce sono molto comode, la densità del prodotto non deve essere un metro di giudizio.
    E' che è il prodotto ad essere diverso.
    Il liquido contiene quasi certamente silani-silossani idro-repellenti che foderano i capillari lasciandoli aperti, mentre la crema è probabilmente a base di semplici, ma efficaci, volgarissimi silicati del tipo che si usa per impermeabilizzare il calcestruzzo fresco che intasano i capillari.
    Questi cercano l'acqua per cui la crema teoricamente va bene nell'ambiente acquoso del muro.
    C'è però da dire che, se sono silicati, che vetrificano con l'anidride carbonica dell'aria, producono dei sottoprodotti di cristalli di sali che possono essere nocivi quali il carbonato di potassio o di sodio.
      Infine, se vuoi, puoi salvare l'intonaco se è ancora ben attaccato e SE non è stato impermeabilizzato.
    Basta estrarre e rimuovere i sali che hanno fatto marcire i primi mm con l'impacco di cui a www.mangiasali.it
    rispondi citando
  • elettt
    Elettt Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 19 Febbraio 2014, alle ore 15:38
    Muro asciutto è una soluzione ad alta concentrazione di silani.
    Cerca su google il manuale tecnico, ci sono dati, spiegazioni, metodo di utilizzo, consumi...
    Ci tengo a precisare che io non vendo nulla del genere, io faccio l'antennista, non certo il venditore di questo o altri prodotti.
    Semplicemente sono molto soddisfatto del risultato, con spesa tutto sommato limitata.
    Se mi capita di recarmi alla casa dove ho fatto il trattamento (è al mare e siamo un attimo fuori stagione) faccio una foto di come si presenta ora, di come era prima avevo già pubblicato uno scatto ma eventualmente li metto entrambi.
    rispondi citando
  • bartoli
    Bartoli Ricerca discussioni per utente
    Domenica 23 Febbraio 2014, alle ore 00:56
    Mi sto convincendo anche io ad adottare che la soluzione "muro asciutto" della Saratoga.
    Mi rimane un solo dubbio: siamo certi che la creazione di questa griglia di fori non pregiudichi la resistenza strutturale della muratura?
    rispondi citando
  • bartoli
    Bartoli Ricerca discussioni per utente
    Domenica 23 Febbraio 2014, alle ore 11:56
    Ancora una cosa: cosa succederebbe se invece di forare per quasi tutto lo spessore del muro forassi per soli 20 cm?
    Io penso che dovrebbe funzionare ugualmente, visto che l'evaporazione e la cristallizzazione dei sali avviene solo sulla parte esterna del muro.
    rispondi citando
  • elettt
    Elettt Ricerca discussioni per utente
    Martedì 25 Febbraio 2014, alle ore 17:47
    Per quanto riguarda la stabilità, se il muro non è già pericolante di suo non succede nulla.
    Ricordati però alla fine di tutare per bene i fori con malta cementizia, meglio se fibrorinforzata, premendola fino in fondo per esempio con un pezzo di legno.
    Se vuoi fare i fori più "corti" devi almeno farli alternati sui due lati, come due pettini che si incastrano, altrimenti rischi che alcune parti non vengano raggiunte dalla soluzione.
    rispondi citando
  • elettt
    Elettt Ricerca discussioni per utente
    Martedì 25 Febbraio 2014, alle ore 17:51
    Attenzione che se rimane una via praticabile dall'acqua all'interno del muro, non farai altro che spostare il problema più in alto.
    Per quanto possa sembrare il contrario, ridurre la sezione aumenta il "risucchio" dal terreno.
    Quindi occhio, meglio non rischiare di creare un tubo di piccola sezione al centro della parete in cui si incanalerebbe l'umidità per poi affiorare sopra al trattamento.
    E' un po quel che succede a chi intonaca un muro umido con prodotti non traspiranti.
    Gli affioramenti semplicemente si spostano più in alto.
    rispondi citando
  • bartoli
    Bartoli Ricerca discussioni per utente
    Martedì 25 Febbraio 2014, alle ore 21:01
    C'è ancora un altra cosa da chiarire: come faccio a capire che si tratta di umidità di risalita oppure, invece, è l'acqua piovana che battendo sul marciapiede impregna il muro rovinando l'intonaco? 
    Difatti, il dubbio nasce proprio dal fatto che  dentro le case il problema non sussiste.
    Questo fatto avvalorerebbe a tesi che non sia umidità di risalita.
    Addirittura, se così fosse, credo che  cambierebbe completamente la strategia: invece di un intonaco traspirante a base di calce, servirebbe un intonaco impermeabile all'acqua battente. 
    Naturalmente sono solo supposizioni e sarebbe bello trovare un sistema scientifico per stabilire di che tipo di umidità si tratta.
    rispondi citando
  • elettt
    Elettt Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 27 Febbraio 2014, alle ore 11:41
    Rtengo abbastanza improbabile che la pioggia possa impregnare il muro, anche una semplice pittura al quarzo l'impedisce.
    Se poi ci sono i sali direi che si può essere certi si tratti di risalita.
    Puoi fare una semplice prova: ti procuri una punta da trapano abbastanza lunga ma sottile, tipo 300x8 e fai un foro nella pietra.
    La polvere rossa che esce deve essere rosa, asciutta e molto volatile. Se il muro è umido solo esternamente, mamo a mano che entri dovrebbe passare dal rosso scuro al rosa, e quello che esce dovrebbe fare polvere, come quando ti cade la farina.
    Se poi la punta (come è probabile) si impasta e rallenta di brutto il trapano, hai la certezza matematica che parte dall'interno.
    Occhio perché capita spesso di fare fori del genere nei muri umidi e dover tirar fuori la punta con le pinze "svitandola" come fosse una vite....
    rispondi citando
  • ing.veridani
    Ing.veridani Ricerca discussioni per utente
    Martedì 20 Dicembre 2016, alle ore 14:45
    Io sto facendo diversi lavori con www.dryrod.it e devo dire che funziona egregiamente,
    ne sono entusiasta; dalle informazioni tecniche che riportano, funziona anche su muri già umidi

    cordialmente
    EV

    rispondi citando
  • macmarco70
    Macmarco70 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 5 Dicembre 2019, alle ore 09:03
    Buongiorno,

    confermo l'efficacia dei prodotti in crema, che ho testato su un muro in calcestruzzo umido. Dopo lunghe ricerche e incontri con i vari rappresentanti ho scelto di utilizzare mapestop cream che costa di meno, anche se necessita di una pistola per salsicciotti. Non convengo con la teoria che, se resta per errore, una sezione non trattata,allora in quel punto aumenterà l'altezza di risalita. Non stiamo parlando di un liquido in pressione all'interno di un tubo che aumenta pressione e velocità in corrispondenza di un restringimento. Ricordiamoci che è il diametro del singolo capillare che determina l'altezza di risalita non il numero di capillari coinvolti! E' vero invece che l'altezza di risalita aumenta applicando un intonaco poco permeabile o impermeabile, in quanto i capillari non trovano un punto di intersezione con la superfircie e quindi di interruzione della loro continuità. I capillari funzionano come dei "pescatori". Se impedisco ad uno di pescare quello accanto continuerà a pescare come prima, senza aumentare i volumi pescati.
    Vista la data dei post sapreste comunicarmi i vostri risultati a distanza di 3 anni ?

    Grazie
    rispondi citando
  • macmarco70
    Macmarco70 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 13 Febbraio 2020, alle ore 16:58
    Confermo l'efficacia dei prodotti in crema. Non condivido la teoria secondo la quale lasciare una sezione non trattata aumenterebbe il transito di acqua in quella parte. Non ha fondamento fisico, in quanto la risalita capillare si innesca su ogni singolo "capillare" con la stessa forza(a parità di diametro del capillare). Altrimenti una colonna "succhierebbe" più acqua di una parete estesa. Ciò non avviene.
    rispondi citando
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