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Casa retrocessa da classe a a classe b


Labieno
login
17 Febbraio 2008 ore 20:18 15
Ciao a tutti,
io e mia moglie stiamo valutando l'acquisto di una casa in costruzione che, in primo luogo, ci è stata indicata dal costruttore come rientrante nella classe di consumo energetico A.
Al secondo appuntamento, con riferimento al fatto che la regione Lombardia ha sbagliato le tabelle relative al cosnumo energetico (?), ci è stato detto che in realtà la casa non rientra in classe A, ma in "una buona classe B".
In base alle vostre esperienze, come si quantifica la differenza di valore di un immobile in questo caso (se c'è una differenza di valore)?
Il prezzo proposto in partenza in che modo può essere rivisto considerando la diversa classe energetica?
Chiedo scusa se la domanda non è pertinente agli argomenti del forum.
Grazie in anticipo a chiunque vorrà rispondermi.
  • cosmic
    Cosmic Ricerca discussioni per utente
    Domenica 17 Febbraio 2008, alle ore 23:18
    La lombardia non ha sbagliato le tabelle!!

    è una fesseria, probabilmente chi lo dice non ha le idee chiare.
    la lombardia, diversamente dalle altre regioni, ha semplicemente deciso di non attendere l'emanazione delle linee guida delle leggi nazionali relative al risparmio energetico (D.Lgs. 192/2005 e D.Lgs. 311/2006, che attendono ancora decreti attuativi) e ha di conseguenza deliberato (DGR 5018 e DGR 5773) per "accelerare i tempi" rispetto al resto della nazione, richiedendo prestazioni energetiche da subito molto migliori rispetto alle precedenti e fissando già da ora quei valori limite restrittivi che nel resto d'Italia saranno da rispettare tra due anni.
    per riassumere: nel resto d'italia hanno dei valori tabellari (per isolamenti, serramenti, impianti) validi fino al 2010 ed altri più restrittivi ancora dal 2010 in poi.
    in lombardia abbiamo già l'obbligo di rispettare i valori del 2010.

    non ci sono tabelle sbagliate!
    sbaglia chi, in questa regione, fa i calcoli con i valori meno restrittivi e poi si accorge di non aver rispettato la più severa normativa regionale.

    detto questo, è d'obbligo chiarire che le prestazioni energetiche minime stabilite dalle leggi devono essere distinte dalla classificazione energetica!
    infatti, pur rispettando anche la normativa più restrittiva, non è detto che l'edificio ricada in classe A! potrebbe pure trovarsi in classe C, senza violare alcuna legge.
    infatti non viene stabilita una classe minima!
    c'è l'obbligo di certificazione, certo (per ora su nuove costruzioni e su edifici esistenti "indipendenti" come villette, dal 2009 anche sulle singole unità immobiliari esistenti).
    ma non c'è l'obbligo di rientrare in classi energetiche elevate.

    la classe A è davvero un livello difficile da raggiungere... non fatevi incantare da promesse..

    secondo me nel vostro caso c'è stata confusione tra requisiti minimi prestazionali e classificazione.
    sarei curiosa di sapere se davvero alla fine vi certificheranno una classe B...
    sarei pronta a scommettere sulla classe C.

    per darti un'idea: casa mia non ha nemmeno due anni ed è stata realizzata secondo le normative del 2005.
    ho fatto i calcoli per la classificazione ed è risultata in classe D.

    se hai bisogno di chiarimenti, chiedi pure
    in bocca al lupo
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 18 Febbraio 2008, alle ore 12:29
    Il costruttore ha parlato chiaramente di classe energetica A tanto è vero che anche il cartello con i dettagli dell'appalto sul cantiere ha la dicitura Classe A del risparmio energetico.
    essendo una casa piuttosto grande temo che le spese relative al riscaldamento saranno elevate e per questo la classe a era l'ideale.
    grazie per la risposta cosmic....
    rispondi citando
  • cosmic
    Cosmic Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 18 Febbraio 2008, alle ore 13:54
    C'è da dire innanzitutto che la certificazione della classe viene fatta alla FINE della costruzione.
    prima della costruzione si può prevedere quale sarà la classe, inserendo i dati della relazione sugli isolamenti e sugli impianti (che deve essere presentata da un progettista DIVERSO dal certificatore prima dell'inizio dei lavori) nel software apposito per la certificazione (si chiama CENED), e dando per scontato che l'esecuzione dei lavori verrà fatta in conformità con quanto progettato.
    dal punto di vista del mercato: se vendono una casa come "futura classe A", chiederanno sicuramente un prezzo molto, molto alto.
    anche la classe B è ottima ed il prezzo sarà alto, ma di certo non uguale..
    i consumi, naturalmente, saranno più elevati...
    ma non bisogna dimenticare che le case recenti sono comunque in classe D (e quelle più vecchie in classe F) ...
    una precisazione: le classi sono calcolate sulla base di un FABBISOGNO dell'edificio in condizioni standard.
    se avete una casa in classe A e tenete il riscaldamento acceso 24ore su 24 a 25°, consumerete comunque di più di chi ha una classe B e accende qualche ora a 20°!

    ora: cerco di interpretare il motivo per cui hanno previsto una classe A e ora si sono resi conto che sarà classe B. mi vengono in mente solo:

    ipotesi 1: avevano sbagliato i calcoli, inserendo nel software dati sbagliati. ora hanno ripetuto la procedura o hanno chiesto ad altro professionista più attento... e si sono accorti che il risultato è diverso.

    ipotesi2: il progettista di isolamenti e impianti aveva previsto il meglio del meglio del meglio provando a verificare quale classe potesse risultare alla fine (ci sono dei software che consentono il confronto), poi il costruttore ha fatto due conti e gli ha chiesto di poter risparmiare...

    COMUNQUE la scusa "la regione lombardia ha sbagliato le tabelle" è assurda!
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 18 Febbraio 2008, alle ore 14:31
    Forse mi sto facendo troppi problemi su questa cosa...però c'è il rischio che uno compri una casa ad esempio proposta in classe b (come sembra essere ora il mio caso) poi a fine lavori è invece in classe c...e se hai pagato un prezzo alto, come tu hai detto, ti attacchi.
    sigh...rimango nel mio appartamentino.

    grazie ancora del tuo aiuto!
    rispondi citando
  • claudik
    Claudik Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 18 Febbraio 2008, alle ore 21:48
    Nulla ti vieta di (proporre) di fare un compromesso dove affermi che il SALDO pattuito lo darai al rogito MENO una cifra X. Cifra che consegnerai appena potrai vedere la relazione che attesti la classe energetica dell'edificio...

    potresti proporre anche una sorta di penale. Scrivendo che al saldo decurterai, per esempio 20.000 se sarà di classe B, 40.000 se risulterà di classe C eccetera.

    IN base alla risposta dell'impresa vedi se sono seri o no (se già sanno che sforeranno in basso la classe o no..)

    vedi. con i tempi attuali della giustizia è bene che il risacimento sia PREVISTO PRIMA, appunto con un contratto che automaticamente preveda quanto tu incassi se l0altro non rispetta un qualcosa...

    P.S. prevedi che la relazione sia controllabile anche da un tecnico di tua fiducia..
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Martedì 19 Febbraio 2008, alle ore 12:31
    Infatti è quello che pensavo di fare...anche se sarà difficile perchè sono le prime in vendita in quel complesso e per invogliare il prezzo è già abbastanza basso.
    rispondi citando
  • cosmic
    Cosmic Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 20 Febbraio 2008, alle ore 09:19
    Secondo me potresti provare a contattare il progettista degli isolamenti+impianti (se il costruttore non vuole dirti chi è, vai all'ufficio tecnico e chiedi di poter vedere la pratica, DIA o Permesso di Costruire, e di poter consultare quella che ancora tutti chiamiamo "relazione Legge10").
    la certificazione della classe deve essere fatta alla fine, però non consiste in una relazione facilmente interpretabile: è solo un foglio...
    per produrre quel foglio però il certificatore deve inserire tutti i dati in un programma, e quei dati vengono raccolti soprattutto dalla relazione di cui sopra.
    per questo motivo si può prevedere da prima quale sarà la classe dell'edificio, ma bisogna dare per scontato che i lavori eseguiti seguiranno perfettamente il progetto.

    il procedimento è questo (lo spiego meglio perché mi rendo conto di non essere stata chiara fino ad ora):
    - il progettista A redige il progetto degli isolamenti e degli impianti, verificando che le prestazioni minime richieste dalla legge vengano soddisfatte;
    - l'impresa B DEVE attenersi a quelle indicazioni;
    - il Direttore Lavori C DEVE controllare che ci sia conformità tra progetto presentato ed edificio realizzato e deve certificare questa conformità, ASSUMENDOSENE LA RESPONSABILITA';
    - il certificatore D raccoglie i dati e -fidandosi che DAVVERO sia stato fatto tutto a regola- calcola e certifica.

    il certificatore potrebbe fare sopralluoghi durante i lavori, perché il direttore lavori potrebbe non essere attento (o potrebbe essere strapagato dall'impresa per chiudere un occhio...) e potrebbero emergere differenze nella realizzazione rispetto a quanto previsto (se nel muro ci mettono meno isolante, alla fine dei lavori come si fa a vedere?!).
    la Regione Lombardia, però, ha emanato una circolare dove chiarisce che il certificatore non deve interferire con la realizzazione, deve limitarsi a certificare sulla base delle dichiarazioni degli altri...

    al cliente non resta che fidarsi pure lui??

    il cliente potrebbe chiedere una certificazione ad altro incaricato sulla base di VERIFICHE in situ, effettuate con strumenti quali la termocamera e/o il termoflussimetro, prova fumi per la caldaia etc.
    però a questo punto, se il risultato è diverso da quanto certificato in precedenza, si va praticamente a sconfessare la dichiarazione del Direttore Lavori, che resta responsabile per come sono stati effettuati i lavori... e si va in causa, specialmente se era stato previsto un sovrapprezzo per elevata classe energetica.

    dunque: chiarisci nero su bianco, come ha detto claudik, e minaccia di riservarti controlli a posteriori...

    molti costruttori stanno prendendo legnate perché i clienti li portano in causa dopo l'acquisto della casa perché chiamano dei tecnici a verificare le prestazioni termiche, acustiche etc...

    fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!

    facci sapere
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 25 Febbraio 2008, alle ore 10:51
    L'architetto mi ha fornito la relazione tecnica termoigrometrica della casa...
    la tramittanza totale è calcolata a 0.249 W /m2 °C...
    se non ho capito male per la regione lombardia il limite per la classe a sarà fissato a 0.3 quindi dovrebbe rientrare...o ci sono altri parametri da considerare?
    perdonate la mia ignoranza!

    grazie.
    rispondi citando
  • cosmic
    Cosmic Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 25 Febbraio 2008, alle ore 12:29
    è necessario innanzitutto chiarire che non c'è un solo parametro che determina la classe della casa, altrimenti non ci sarebbe bisogno di software per il calcolo, nè di professionisti specializzati ed accreditati.

    i valori di trasmittanza indicati nella relazione DEVONO rientare nei limiti della normativa, perché bisogna soddisfare PER LEGGE, per tutti gli edifici, dei requisiti minimi.

    il soddisfacimento dei requisiti non determina però direttamente la classe.
    se analizzi tutta la relazione valore per valore, non arrivi a nessuna conclusione relativamente alla classificazione, troverai solo (mi auguro!) che i valori sono tutti al di sotto dei limiti.
    si parla di trasmittanza delle pareti opache verticali, ma anche di trasmittanza dei solai, delle superfici vetrate...
    poi di sicuro dovranno esserci i pannelli solari per soddisfare almeno il 50% di fabbisogno di acqua calda sanitaria.
    poi l'impianto di riscaldamento dovrà essere ad alto rendimento...

    detto questo: l'architetto non può prevedere la classe energetica senza averla calcolata sulla base della procedura corretta ed aggiornata.

    deve essere chiaro questo punto e lo ripeto all'infinito: il soddisfacimento dei requisiti di prestazione energetica non implica una altissima classe energetica.
    i parametri sono moltissimi e ogni edificio è a se stante.

    due edifici con pareti aventi la medesima trasmittanza potrebbero avere classe diversa.

    dipende dalla forma dell'edificio (più è compatta, meglio è), dall'esposizione (meglio a sud, ovviamente), dal colore delle pareti esterne, dalle condizioni al contorno (altri edifici riscaldati accostati? altri edifici che fanno ombra?), dal numero di finestre (non solo dal tipo), dalla presenza eventuale di serre solari, dalla presenza di un sistema di ventilazione meccanica con recuperatore di calore (per limitare le dispersioni per ventilazione dovute al ricambio d'aria effettuato aprendo le finestre), dal tipo di impianto (caldaia a condensazione o caldaietta esterna? cambia moltissimo!), dal sistema di emissione (pannelli radianti isolati o radiatori?), da quello di regolazione (vari termostati nei diversi ambienti, valvole termostatiche etc..), dall'eventuale approvvigionamento da fonti energetiche rinnovabili....

    insomma: non si può dire quale sarà la classe dell'edificio senza aver preso in considerazione tutti i parametri, ciascuno con la sua incidenza.
    i calcoli sono complessi e una valutazione spannometrica non è possibile, specialmente quando si parla di classi elevate.

    sarebbe troppo facile se ci fosse una ricetta per ottenere edifici in classe A!

    quello che devi chiedere è: "avete provato a CALCOLARE con procedura CENED la classe energetica che risulterà alla fine?".
    se la stanno supponendo, solo perché hanno deciso di fare dei bei muri ben isolati con (spero) cappotto esterno e hanno ordinato serramenti con vetri tripli basso emissivi... beh, potrebbero avere delle sorprese alla fine, specie se l'edificio non ha altri accorgimenti speciali e ha una forma articolata!
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 25 Febbraio 2008, alle ore 13:09
    Grazie mille cosmic!
    molto chiaro.
    rispondi citando
  • paolo31
    Paolo31 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 25 Febbraio 2008, alle ore 14:37
    Si può sapere qual'è la configurazione degli elementi dell'edificio ?
    come sono fatte le murature, solai, finestre, tipo di vetri.

    es la mia casa muro in poroton sp30 e cappotto da 8 cm finestre k 1,5 classe risultante C con pannelli solari forse arriverò a sfiorare la B, ma è tutto da verificare.
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 25 Febbraio 2008, alle ore 14:47
    Per quanto riguarda il solaio:

    - strato liminare interno
    - tegole 2cm
    - ISOLPIU 150 10 cm
    - fogli materiale sintetico 0.5 cm
    - ISOLMANT SPECIAL 0.5 cm
    - pino-flusso perpendicolare 3 cm
    - strato liminare esterno

    per i muri perimetrali:

    - strato liminare interno
    - intonaco di calce e gesso 1.5 cm
    - mattone forato 1.1.21 120 12 cm
    - polistirene estruso con pelle 10 cm
    - poroton 800 30x19x25 25 cm
    - malta di calce o calce cemento 1.5 cm
    - strato liminare esterno

    per i vetri sto ancora aspettando la documentazione.

    ciao.
    rispondi citando
  • paolo31
    Paolo31 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 28 Febbraio 2008, alle ore 13:42
    La struttura edilizia è buona, grossa impotanza ha la modalità esecutiva, ovviamente.
    Dato che di solito si elencano gli elementi dall'interno vs. l'esterno il muro di poroton 800 30x19x25 25 cm è esterno ?
    L'isolante e il poroton 800 30x19x25 25 cm copre anche la struttura di cls ?
    rispondi citando
  • labieno
    Labieno Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 28 Febbraio 2008, alle ore 16:09
    Ho riportato i dati nell'ordine in cui appaiono nella relazione tecnica...di più non sò
    rispondi citando
  • nabor
    Nabor Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Marzo 2008, alle ore 10:52
    I risultati della certificazione eneregetica non costituiscono ancora un dato rilevante, ai fini contrattuali, per un mero problema cronologico, ossia di vigore della normativa preposta: premesso che non vi è ancora giurisprudenza al riguardo, comunque ritengo che i presupposti per i classici rimedi civilistici (riduzione del prezzo, o risoluzione del contratto), in esito al 'cambiamento di classe' dell'immobile, ci siano tutti.
    rispondi citando
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