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2026-02-03 16:27:53

Dimensionamento terrazzo/soppalco esterno


Buongiorno a tutti, è tanto tempo che non mi rivolgo al forum per consigli.
Il mio quesito riguarda la realizzazione di un soppalco esterno (in giardino), una specie di terrazzone.
Come prima cosa, non so se utilizzare legno o travi IPE, ma lo vorrei il più leggero e meno invasivo possibile.
La forma sarà un quadrato 3x3 metri e verrà addossato (ma senza appoggi) a degli alberi (ci starà in mezzo, tipo una casetta sull'albero ma senza appoggiarcisi).
Come colonne vorrei uitilizzare 4 puntelli a croce (scelta discutibile, ma più pratici e meno ingombranti di travi in legno).
Leggendo in giro, commenti e tabelle di portata, mi hanno creato un po' di confusione.
L'idea che mi ero fatto era due travi IPE 80mm su due lati opposti (come detto le luci sono di 3 metri), e 6 morali 80x80 quindi a cica 60cm l'uno dall'altro, e l'assito spesso 2cm.
Oppure al posto delle 2 IPE, abete lamellare 10x12x300
Secondo voi quanto carico/persone potrà reggere in sicurezza?
Grazie per l'attenzione e buona giornata
  • Tutor
    0
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    Lunedì 19 Gennaio 2026, alle ore 09:47
    Buongiorno,
    l’idea di realizzare un piccolo soppalco esterno sospeso, ispirato alle casette sugli alberi ma indipendente da essi, è molto affascinante e sta diventando sempre più diffusa in giardini privati. Tuttavia, anche se si tratta di una struttura di dimensioni contenute, è fondamentale progettarla con attenzione per garantirne la sicurezza statica.

    Le dimensioni indicate (3x3 metri) non sono eccessive, ma il carico totale che una struttura di questo tipo può sopportare dipende fortemente dalla scelta dei materiali, dalle sezioni utilizzate, e soprattutto dalla corretta posa e ancoraggio a terra dei montanti verticali.

    Per quanto riguarda la scelta tra IPE in acciaio e legno lamellare, entrambi sono materiali adatti, ma presentano caratteristiche differenti.
    Le travi IPE 80, pur essendo leggere e adatte per piccole luci come quella da 3 metri, hanno una rigidezza limitata se non ben vincolate, e potrebbero flettere sotto carichi concentrati se usate come unica struttura portante. Il legno lamellare 10x12, se ben trattato per l’esterno, può essere un’ottima soluzione alternativa, anche più facile da lavorare e di aspetto meno “freddo”.

    La soluzione con 6 morali da 80x80 mm distanziati ogni 60 cm, se ben fissata a due travi principali robuste, può funzionare, ma va comunque verificata in termini di carico massimo distribuito e deformazione ammissibile. Un assito da 2 cm, a sua volta, va bene solo se i travetti sottostanti sono stabili e ben distribuiti.
    Per dare un’idea approssimativa, una struttura del genere, se ben realizzata, dovrebbe sopportare senza problemi almeno 200 kg/m² di carico distribuito, che è lo standard minimo per solai accessibili in ambito residenziale esterno.

    Per quanto riguarda i montanti verticali, usare dei “puntelli a croce” può essere una soluzione ingegnosa per risparmiare spazio, ma è fondamentale che siano ben ancorati al terreno, con piastre idonee o plinti di fondazione, e che resistano non solo al peso verticale ma anche alle spinte orizzontali (effetto vento, sbilanciamento del carico, ecc.).

    Il consiglio, vista la destinazione d’uso e la volontà di ospitare persone sulla pedana, è di farsi almeno affiancare da un tecnico per una verifica strutturale semplificata, anche solo per definire le sezioni minime di sicurezza e i dettagli di ancoraggio.


  • zdoura
    0
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    Lunedì 19 Gennaio 2026, alle ore 10:27
    Buongiorno e grazie per la risposta.Una domanda da ignorante in materia, dalle tabelle dei carichi utili vedo molta differenza tra la IPE 80 e la trave lamellare e come dici tu hanno rigidità diverse, ma per il tipo di struttura che vorrei fare quale potrebbe essere la più indicata in temini di carico e sicurezza?Per i montanti vericali, utilizzerò dei plinti di 50/60cm3.Poi in realtà già c'è un piccolo terrazzino ancorato a tre tronchi e con solo un paletto in ferro di sostegno.
    Ma due tronchi su 3 li taglierò e la nuova terrazza anche se andrà appoggiata su quella esistente, la considererò comunque autoportante come scritto, come se non fosse appoggiata a quella esistente più piccolina.Provo anche ad allegare qualche foto attuali anche se non credo che rendano l'idea.Grazie


  • Tutor
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 2 Febbraio 2026, alle ore 12:19
    Buongiorno,
    per una pedana 3x3 metri destinata a stare all’esterno e a ospitare persone, la scelta più “sicura” non è solo una questione di portata teorica da tabella, ma di comportamento reale della struttura, quindi rigidezza, collegamenti e stabilità laterale.
    Detto questo, tra IPE 80 e lamellare 10x12, nella sua configurazione l’acciaio tende a dare più margine di sicurezza “a parità di ingombro”, mentre il legno richiede spesso sezioni un po’ più generose per avere la stessa rigidità percepita.

    Con luce di 3 metri, una IPE 80 può anche lavorare, ma spesso il punto non è “se regge”, è “quanto flette e quanto vibra”.
    Se il suo obiettivo è una pedana che non dia sensazione di mollezza quando ci cammina sopra, di solito conviene stare più larghi con la trave principale, perché l’effetto elastico su una struttura esterna leggera si avverte subito.
    Per questo, nella pratica, si vede spesso usare una sezione un po’ superiore a IPE 80, oppure si scelgono due travi principali ben controventate e con traversi correttamente collegati.

    Il lamellare 10x12 può andare bene, ma all’esterno diventa fondamentale la protezione dall’acqua e il dettaglio costruttivo dei giunti.
    Il legno in sé non è “meno sicuro”, ma è più sensibile agli errori di posa, ai punti in cui ristagna l’acqua e alle connessioni metalliche se non sono pensate per l’esterno.
    Se la struttura deve essere “meno invasiva” visivamente, il lamellare può essere più gradevole, ma per la stessa sensazione di solidità spesso si sale di sezione o si riduce l’interasse dei travetti.

    Sui plinti da 50/60 cm, il concetto è giusto, ma la differenza la fa come vengono realizzati e collegati ai montanti.
    Se per “50/60 cm3” intende un plinto di lato 50/60 cm, bene, ma serve anche profondità adeguata e soprattutto una piastra di base corretta, con tirafondi e distacco da terra, altrimenti la zona del piede del montante è quella che si degrada prima.

    Il fatto che oggi ci sia un terrazzino ancorato a tronchi e con un solo paletto in ferro è un campanello importante.
    Gli alberi non sono appoggi affidabili nel tempo, perché si muovono, crescono, flettono col vento e cambiano comportamento con le stagioni.
    Tagliando due tronchi su tre fa bene a “staccarsi” da quella logica, ma attenzione al punto che ha scritto: appoggiarsi alla struttura esistente, anche solo “di fatto”, crea comunque un’interazione.
    Se la nuova pedana è davvero autoportante, deve poter stare in piedi e lavorare bene anche se la vecchia non ci fosse, e l’eventuale contatto va gestito come semplice giunto di dilatazione, non come supporto strutturale.

    In termini pratici, se il suo obiettivo è massima sicurezza e rigidità con sezioni snelle, l’acciaio è spesso la strada più semplice e prevedibile, a patto di curare bene la protezione anticorrosione e i dettagli dei collegamenti.
    Se preferisce una soluzione più “calda” e integrata nel giardino, il lamellare funziona, ma andrebbe dimensionato con un po’ più margine e protetto molto bene, soprattutto sui tagli e sulle teste delle travi.


  • zdoura
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Martedì 3 Febbraio 2026, alle ore 09:28
    Buongiorno,molte grazie per le informazioni ed i consigli!Ho deciso per le travi IPE e farò alcune modifiche nell'ottica di una maggior stabilità e sicurezza.Riduco anche se di poco a 270cm la distanza delle quattro colonne che saranno dei puntelli a croce, due di essi li posiziono in modo che siamo ancorati saldamente ad un esistente muro di contenimento sottostante (nella foto, sotto il rettangolo disegnato) lungo 5 metri e largo 40cm (50cm nelle fondamenta). Avendo quasi tutto il giardino in pendenza, avevo fatto costruire alcune viminate e muri di contenimento, uno dei quali è quasi sotto agli alberi che ospiteranno la casetta, e con un minimo di spostamento, riesco a posizionare due delle 4 colonne su questo muro.Una terza andrà a filo di una viminata di pali in castagno cementata ed anch'essa già esistente, quindi realizzerò in continuità di quest'ultima il suo plinto, ovviamente ancorandolo alla viminata.L'ultima colonna avrà il suo plinto a sè come già indicato.Sperando di essere riuscito a spiegarmi, potrebbe andare come soluzione?Grazie e buona giornata


  • jakasspeech1
    0
    Ricerca discussioni per utente Zdoura
    Martedì 3 Febbraio 2026, alle ore 12:49
    Buongiorno,molte grazie per le informazioni ed i consigli!Ho deciso per le travi IPE e farò alcune modifiche nell'ottica di una maggior stabilità e sicurezza.Riduco anche se di poco a 270cm la distanza delle quattro colonne che saranno dei puntelli a croce, due di essi li posiziono in modo che siamo ancorati saldamente ad un esistente muro di contenimento sottostante (nella foto, sotto il rettangolo disegnato) lungo 5 metri e largo 40cm (50cm nelle fondamenta). Avendo quasi tutto il giardino in pendenza, avevo fatto costruire alcune viminate e muri di contenimento, uno dei quali è quasi sotto agli alberi che ospiteranno la casetta, e con un minimo di spostamento, riesco a posizionare due delle 4 colonne su questo muro.Una terza andrà a filo di una viminata di pali in castagno cementata ed anch'essa già esistente, quindi realizzerò in continuità di quest'ultima il suo plinto, ovviamente ancorandolo alla viminata.L'ultima colonna avrà il suo plinto a sè come già indicato.Sperando di essere riuscito a spiegarmi, potrebbe andare come soluzione?Grazie e buona giornata
    La soluzione di sfruttare il muro di contenimento è intelligente per la stabilità laterale.Verifica solo bene lo stato del calcestruzzo del muro esistente prima di tassellarci le piastre dei puntelli. Spesso i muri vecchi in giardino tendono a sgretolarsi un po' in superficie. Magari usa tasselli chimici lunghi per andare a prendere la parte "sana" del muro in profondità, così sei tranquillo anche contro le spinte laterali del vento.

  • zdoura
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Martedì 3 Febbraio 2026, alle ore 14:40
    Grazie per i consigli!Per quanto riguarda i 4 puntelli a croce che utilizzerò come colonne, fatto salvo il buon ancoraggio con piastre e tasselli chimici, nonostante la mia perplessità iniziale, mi hanno assicurato che riusciranno a reggere molto bene la struttura che costruirò (dimensioni di 2,70 x 2,70 metri), secondo voi mi hanno detto bene? c'è qualche altro accorgimento da adottare?Grazie ancora

  • jovis
    0
    Ricerca discussioni per utente Zdoura
    Martedì 3 Febbraio 2026, alle ore 15:28
    Grazie per i consigli!Per quanto riguarda i 4 puntelli a croce che utilizzerò come colonne, fatto salvo il buon ancoraggio con piastre e tasselli chimici, nonostante la mia perplessità iniziale, mi hanno assicurato che riusciranno a reggere molto bene la struttura che costruirò (dimensioni di 2,70 x 2,70 metri), secondo voi mi hanno detto bene? c'è qualche altro accorgimento da adottare?Grazie ancora
    Il post è molto interessante e tecnico strutturalmente e progettualmente ma da curioso chiedo se mura di contenimento a parte, gettata di calcestruzzo...legno, plinti zavorre taglio tronchi di questa porzione di giardino per la creazione di terrazzo-soppalco esterno, seppure da legare anche alle pareti del fabbricato, mi fa sorgere il dubbio del sottofondo, ovvero essendo parte del giardino attistante che sia stato analizzato, non dimentichiamo ad esempio che il taglio di tronchi d'albero fa perdere il legame statico delle radici... e quindi porgo solo questa domanda di che cosa è composto il terreno sottostante?

  • zdoura
    0
    Ricerca discussioni per utente Jovis
    Martedì 3 Febbraio 2026, alle ore 16:27
    Il post è molto interessante e tecnico strutturalmente e progettualmente ma da curioso chiedo se mura di contenimento a parte, gettata di calcestruzzo...legno, plinti zavorre taglio tronchi di questa porzione di giardino per la creazione di terrazzo-soppalco esterno, seppure da legare anche alle pareti del fabbricato, mi fa sorgere il dubbio del sottofondo, ovvero essendo parte del giardino attistante che sia stato analizzato, non dimentichiamo ad esempio che il taglio di tronchi d'albero fa perdere il legame statico delle radici... e quindi porgo solo questa domanda di che cosa è composto il terreno sottostante?
    Il muro di contenimento che ho indicato, lungo 5 metri, spesso 40cm (50cm alle fondamenta), ed alto 2 metri fuoriterra, si trova esattamente a valle dei 3 tronchi sui quali insiste l'attuale soppalco, si tratta quindi di una buon contenimento per la terra sottostante al soppalco.Purtroppo i 3 alberi sono morti qualche anno fa, lascerò comunque i trochi fino all'altezza del soppalco, ma come detto, non fungeranno da base di appoggio, le colonne di appoggio saranno i 4 puntelli a croce

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