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Le piante del mio vicino


Lupo.alberto
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31 Luglio 2018 ore 17:04 12
Cerco aiuto tra gli iscritti a Lavorincasa per un problema che dura da cinque anni con il mio vicino, siamo due villette a schiera.
Tra i due giardinetti c’è un muro divisorio altro 1,50 metri, cinque anni fa il mio vicino ha fatto pavimentare tutta la superficie e ha creato, attaccato al muro, nel suo lato delle aiuole di una quarantina di cm di larghezza, piantandovi delle piante di eugenia tra i 20 cm e 5 cm dal limite del muretto.
Dopo +/- un anno e mezzo, sono pochi ma è vero, le piante sono arrivate di oltre mezzo metro oltre il muretto e vista la distanza metà della pianta era nella mia parte.
Ho chiesto all’amministratore di far tagliare i rami che oltrepassavano il muretto, il mio vicino dopo un +/- mese, io ero fuori a fare la spesa, ha montato una grata alta 1,20 metri e attaccato un telone verde SUL MIO LATO.
Ieri, nell’ultimo incontro per la conciliazione, il loro avvocato pretende di mantenere le piante al livello superiore della grata, preciso che negli anni le piante sono arrivate a oltre cinque metri, oggi li hanno tagliate a filo della grata.
L’aiuto consisterebbe in questo, qualche mese fa cercando sentenze varie che mi potessero aiutare, avevo letto che le piante non potevano superare il muretto e che la grata montata non poteva essere assolutamente conteggiata come se fosse un prolungamento del muretto.So che ho scritto molto e me ne scuso, potete suggerirmi qualche appiglio, una sentenza, un link qualcosa che faccia al caso mio.
Loro si appellano, per la privacy a questa, Corte di Cassazione, Sezione 6 Civile, Ordinanza 28 marzo 2013, n. 7805.
Grazie anticipatamente
Alberto
  • jovis
    Jovis Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 1 Agosto 2018, alle ore 12:51
    Ciao!
    mi ha incuriosito la tua problematica, mi informerò pure io e ti farò sapere appena avrò informazioni in merito.
    Per ora ti posso solo dire che è aberrante quanto la mente umana arrivi a fare pur di arrogarsi diritto in ogni senso e cosa.:-((
    rispondi citando
  • lupo.alberto
    Lupo.alberto Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 2 Agosto 2018, alle ore 16:48
    Grazie Jovis, avevo letto di questa cosa, che la grata non deve essere conteggiata per far aumentare l'altezza delle piante ma mi sono dimenticato di salvare il link. Spero tu mi possa aiutare. l'invito è rivolto naturalmente anche a tutti coloro che possono farlo. Grazie
    rispondi citando
  • jovis
    Jovis Ricerca discussioni per utente Lupo.alberto
    Giovedì 2 Agosto 2018, alle ore 18:10 - ultima modifica: Giovedì 2 Agosto 2018, alle ore 18:16
    Grazie Jovis, avevo letto di questa cosa, che la grata non deve essere conteggiata per far aumentare l'altezza delle piante ma mi sono dimenticato di salvare il link. Spero tu mi possa aiutare. l'invito è rivolto naturalmente anche a tutti coloro che possono farlo. Grazie
    Ciao,
    per ora ti potrà fare chiarezza questa lettura redazionale;.lavorincasa.it/distanze-da-rispettare.

    Altrettanto interessante ritengo questo Link :http://www.notiziediprato.it/news/i-rami-dell-albero-del-vicino-invadono-il-nostro-giardino-e-lecito-chiedere-di-potarli

    qualche spunto sulle distanze e altezze, educazione civica a parte:-))
    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Sabato 4 Agosto 2018, alle ore 16:49
    Buongiorno, partiamo col dire che il codice civile stabilisce che chi vuole piantare alberi presso il confine deve rispettare le distanze stabilite dai regolamenti o, in assenza di questi, dagli usi locali. Se né gli uni né gli altri prevedono nulla, allora scatta la disciplina prevista dalla legge, la quale impone le seguenti distanze minime:– tre metri per gli alberi di alto fusto;– un metro e mezzo per gli alberi non di alto fusto;– mezzo metro per le viti, gli arbusti e le siepi vive.
    Ciò significa che chi voglia piantare qualcosa deve mantenersi, a seconda del tipo di piantagione, alle predette distanze dal confine rispetto alla proprietà del vicino.

    Tali distanze, però, non sono più obbligatorie tutte le volte in cui, sul confine tra le due proprietà, esista un muro divisorio, a condizione che le piante siano tenute a un’altezza che non superi quella del muro stesso: questo è ciò che dice la legge ed è indiscutibile. Ciò perché, in tal caso, non c’è più pericolo che i rami e le foglie dell’albero eliminino l’aria e la veduta del vicino, essendo esse già limitate dal muro.

    Quindi le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste unmuro divisorio, proprio o comune, purché le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.Il vicino non vede le piante e non danno fastidio.
    rispondi citando
  • jovis
    Jovis Ricerca discussioni per utente Manuelamargilio
    Domenica 5 Agosto 2018, alle ore 10:14
    Buongiorno, partiamo col dire che il codice civile stabilisce che chi vuole piantare alberi presso il confine deve rispettare le distanze stabilite dai regolamenti o, in assenza di questi, dagli usi locali. Se né gli uni né gli altri prevedono nulla, allora scatta la disciplina prevista dalla legge, la quale impone le seguenti distanze minime:– tre metri per gli alberi di alto fusto;– un metro e mezzo per gli alberi non di alto fusto;– mezzo metro per le viti, gli arbusti e le siepi vive.
    Ciò significa che chi voglia piantare qualcosa deve mantenersi, a seconda del tipo di piantagione, alle predette distanze dal confine rispetto alla proprietà del vicino.

    Tali distanze, però, non sono più obbligatorie tutte le volte in cui, sul confine tra le due proprietà, esista un muro divisorio, a condizione che le piante siano tenute a un’altezza che non superi quella del muro stesso: questo è ciò che dice la legge ed è indiscutibile. Ciò perché, in tal caso, non c’è più pericolo che i rami e le foglie dell’albero eliminino l’aria e la veduta del vicino, essendo esse già limitate dal muro.

    Quindi le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste unmuro divisorio, proprio o comune, purché le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.Il vicino non vede le piante e non danno fastidio.
    Hai ragione,
    <"occhio non vede cuore non duole".

    Se la legge dice non oltrepassare il muro del confine o l'altezza dello stesso come prestabilito, perchè inventare sempre...mille astuzie, cerchiamo di essere normali e non fare i furbetti, sopratutto quando il vicino è in vacanza a scanso di equivoci futuri:-))
    rispondi citando
  • lupo.alberto
    Lupo.alberto Ricerca discussioni per utente
    Domenica 5 Agosto 2018, alle ore 10:33
    Ciao, credo di essere stato frainteso. Vi allego due delle foto che dimostrano quanto i miei vicini mi vogliano bene. Hanno lasciato crescere le piante per oltre quattro metri e meta delle piante era nel mio giardino. Solo perchè ho avuto l'ardire di chiedere, tramite amministratore il taglio dei rami che entravano nel mio giardini, NON TAGLIARE LE PIANTE A LIVELLO DEL MURETTO, mi sono ritrovato con grata e telo, SCHIFOSO solo a vedere. Loro vorrebbero mantenere le piante alte fino alla cima della grata solo per il fatto di averla messa. Ho letto da qualche parte che la grata non può essere valutata ai fini della altezza delle piante. Grazie dell'aiuto Alberto

    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Domenica 5 Agosto 2018, alle ore 10:48
    La situazione è chiara. I suoi vicini stanno infrangendo la legge e si può valutare l'invio di una lettera per pretendere il ripristino dei luoghi secondo normativa.
    rispondi citando
  • jovis
    Jovis Ricerca discussioni per utente Manuelamargilio
    Domenica 5 Agosto 2018, alle ore 11:08 - ultima modifica: Domenica 5 Agosto 2018, alle ore 11:12
    La situazione è chiara. I suoi vicini stanno infrangendo la legge e si può valutare l'invio di una lettera per pretendere il ripristino dei luoghi secondo normativa.
    Hai ragione, ma si puo' fare senza spendere soldi? 
    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Domenica 5 Agosto 2018, alle ore 11:17
    Si può scrivere una lettera formale per trovare una soluzione bonaria. Poi se non serve si invia altra lettera minacciando di intraprendere le vie legali. In questo caso iniziano le spese
    rispondi citando
  • lupo.alberto
    Lupo.alberto Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 6 Agosto 2018, alle ore 12:18 - ultima modifica: Lunedì 6 Agosto 2018, alle ore 12:21
    Buongiorno, siamo molto oltre la lettera formale, l'amministratore non mi ha nemmeno risposto e sono stato costretto a rivolgermi ad un avvocato per una conciliazione.
    Il mio vicino è il cosiddetto "pezzo grosso" una politicante da strapazzo e io sono "solo" un pensionato con pochi soldi.
    Il "mio avvocato", negli incontri per la conciliazione, 17 INCONTRI, di solito ne bastano uno o due e +/- e un mese, invece sono CINQUE ANNI che combatto, ho avuto la sensazione che mi avesse venduto.
    Grazie Alberto
    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 6 Agosto 2018, alle ore 12:29
    Visto che siete così avanti e soprattutto alle strette e di fronte a veri soprusi forse la strategia legale non è delle migliori..si va davanti al giudice con quello che ne consegue
    rispondi citando
  • lupo.alberto
    Lupo.alberto Ricerca discussioni per utente
    Martedì 7 Agosto 2018, alle ore 17:18
    Infatti io vorrei farlo ma gli "avvocati" continuano a rinviare ogni volta nonostante io abbia manifestato la volonta di chiudere e andare in giudizio. Il conciliatore ha fatto una proposta che io ho detto di accettare, il loro avvocato si è presentato con il mio avvocato senza informarmi della cosa e una volta nella sede del conciliatore mi ""HANNO TELEFONATO"" ma non ho risposto sia al cellulare che al numero fisso e hanno fatto l'ennesimo rinvio. Quel giorno ero a casa con la mia compagna ma non "ABBIAMO SENTITO" gli squilli ne del cellulare ne del telefono fisso. Strano. Grazie dell'aiuto
    rispondi citando
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