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2009-12-23 15:06:31

Acquisto senza certificati


Pulcepulce
login
28 Ottobre 2009 ore 21:39 11
Saluti a tutti!

Sono alla ricerca della mia prima casa e sono interessato ad un appartamento che fa parte di un condominio costruito circa 30 anni fa.

Naturalmente non credo che possa avere alcuna certificazione energetica, non ha un impianto di riscaldamento, l'impianto elettrico e' obsoleto eccetera..

Essendo di una superficie catastale di circa 95 metri quadri, posso richiedere le certificazioni mancanti e far leva su questo aspetto per far scendere il prezzo?

E quando sarebbe il momento e il modo migliore per chiedere? Prima della proposta di acquisto?

Grazie per tutti i consigli!
  • nabor
    0
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    Giovedì 29 Ottobre 2009, alle ore 16:13
    Ciao, devi considerare che la certificazione energetica non ha lo stesso rilievo di quella pertinente gli impianti: la prima è ormai obbligatoria, mentre la seconda può anche non sussistere, ai fini della circolazione dell'immobile. Piuttosto, mi accerterei che non vi siano difformità edilizie, o problemi con l'agibilità.

  • pulcepulce
    0
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    Giovedì 29 Ottobre 2009, alle ore 20:21
    Dunque, se ho capito bene, ricapitolando.. prima di tutto devo pretendere il certificato di agibilità per fare una proposta ufficiale.. la certificazione energetica e' obbligatoria e, anche se di sicuro non ce l'hanno e non spenderanno i soldi per farsela fare, la chiedo.. i certificati per gli impianti non sono obbligatori ed e' anche inutile richiederli perché è evidente che gli impianti sono obsoleti.. e forse basta cosi?

  • nabor
    0
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    Venerdì 30 Ottobre 2009, alle ore 18:10
    Gli accertamenti importanti, in altre parole, sono tutti quelli non demandabili al Notaio in sede di rogito (che sono tre, conformità edilizia, gravami pendenti e, ora, certificazione energetica)

  • pulcepulce
    0
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    Mercoledì 4 Novembre 2009, alle ore 19:07
    Dunque, l'appartamento non ha un certificato di abitabilità né agibilità e secondo i proprietari e' stato costruito prima del 1967, quindi è sufficiente una loro dichiarazione in tal senso ai fini della compravendita.
    Devo chiedere altra documentazione che comprovi le loro affermazioni?

    Rettifica - dopo verifica dell'agenzia, l'immobile è stato ultimato nel 1968 e non ha l'agibilità perché né le Poste né gli assegnatari si sono mai procurati di produrla.

  • nabor
    0
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    Venerdì 6 Novembre 2009, alle ore 17:04
    Nel tuo caso, io subordinerei l'efficacia del contratto all'ottenimento dell'agibilità, ovviamente ponendo l'onere della stesso al promittente venditore, ed entro un termine perentorio. Se non dovessero accettare questa clausola, sconsiglio l'acquisto.

  • lollolalla
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Martedì 24 Novembre 2009, alle ore 10:56
    Dici che non ha un impianto di riscaldamento, quindi la certificazione energetica non si può fare.

  • nabor
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Martedì 24 Novembre 2009, alle ore 17:42
    Osservazione risolutiva, per quanto riguarda l'A.C.E.
    Per l'agibilità, vale quanto già scritto.

  • pulcepulce
    0
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    Mercoledì 16 Dicembre 2009, alle ore 19:42
    Grazie davvero per i consigli, mi sono stati utili!

    Alla fine quella compravendita non si è conclusa, perché non è stato raggiunto un accordo.

    Ho raggiunto invece un accordo (proposta di acquisto controfirmata) per un altro immobile, del '91, il cui proprietario attuale è un privato che ha acquistato da un altro privato che ha acquistato da cooperativa.

    Anche questo immobile è sprovvisto di certificato di agibilità, tuttavia sulla proposta firmata abbiamo inserito la clausola che la proposta è subordinata all'ottenimento del certificato di agibilità entro due anni.

    Abbiamo inserito questa data perché è il tempo che è stato stimato per l'ottenimento del certificato. La stima è stata fatta dal curatore fallimentare della cooperativa, che al momento è in stato di fallimento.
    Per motivo a me ignoto sembra che il certificato si possa ottenere solo allo scioglimento della cooperativa.

    Il dubbio che mi è sorto è se posso richiedere che venga inserito dal notaio sul compromesso una penale in caso il certificato non venga prodotto nei tempi richiesti.

    Soprattutto ho il dubbio se il proprietario debba accettare o no questa penale, e se non accetta se ho diritto a chiedere la restituzione della cauzione già versata.

    Inoltre vorrei sapere, nel caso in cui accetti la penale e la paghi, e successivamente ottenga il certificato, se può richiedere indietro la penale.

    Oppure vorrei sapere se potrebbe rifiutare di pagare la penale, dimostrando di aver fatto tutto il necessario per ottenere il certificato anche se questo poi non è stato prodotto (validità dei mezzi e non del risultato).

    Grazie!!

  • nabor
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 18 Dicembre 2009, alle ore 16:20
    Ciao, il problema è terminologico: la penale ha lo scopo di determinare e limitare il risarcimento, e va pagata quando si verifica l'inadempimento. Altra funzione (cautelare) ha la cauzione, che va consegnata contestualmente all'acquisto. A proposito, già che l'immobile è in regime di edilizia convenzionata, il prezzo d'acquisto rispetta quello imposto dalla convenzione, o è quello di mercato?

  • pulcepulce
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Martedì 22 Dicembre 2009, alle ore 23:58
    E' il prezzo di mercato.. perché? Esiste un prezzo convenzionato? Cosa significa?

  • nabor
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 23 Dicembre 2009, alle ore 15:06
    Ciao, in estrema sintesi, in regime di edilizia convenzionata, se la convenzione è ancora in essere, l'assegnatario dell'immobile, ed i suoi aventi causa, non possono vendere a prezzo di mercato, ma al corrispettivo predeterminato e aggiornato annualmente. Ti rimando ad un articolo su www.greenlex.it (archivio, marzo/aprile 2008)

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