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Termostufa per riscaldamento e acqua sannitaria


Gianfry2866
login
01 Ottobre 2008 ore 10:54 11
Spero qualcuno possa aiutarmi anhe in questo caso cosi' come accaduto nel passato ....quindi ringrazio anticipatamente.....

Vi spiego il mio problema....
Ho una casa unifamiliare 3 livelli di 260mq....che ora riscaldo con una caldaia a metano associata ad un boiler smart line per acqua sanitaria....

Funziona tutto benissimo e tutto e' inserito in un locale caldaia tipo centrale termica....

Il problema sono i consumi (praticamente sono quasi azionista eni)...
Volevo un consiglio su una termostufa a pellets da inserire sempre nel locale caldaia per fare riscaldamento ed acqua sanitaria....

potete darmi consigli su marca e modello???????????????

GRAZIE a tutti
  • radiante
    Radiante Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 1 Ottobre 2008, alle ore 13:04
    Ricordati che hai una casetta di 260mq non un appartamento miciomiciobaubau,vedi pvt
    rispondi citando
  • fornello
    Fornello Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 1 Ottobre 2008, alle ore 16:08
    Potenza della caldaia a metano?
    rispondi citando
  • gianfry2866
    Gianfry2866 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 2 Ottobre 2008, alle ore 17:09
    La potenza della caldaia a metano e' una BIASI 42.000
    rispondi citando
  • fornello
    Fornello Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 3 Ottobre 2008, alle ore 06:29
    42000 cosa?
    Dammi il modello.
    rispondi citando
  • radiante
    Radiante Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 3 Ottobre 2008, alle ore 12:35
    Caso in cui sia una basamento in ghisa,va eliminata ,dovresti montarne una a condensazione di quelle serie,corredarla di tutti i suio ammennicoli realizzare i collettori di distribuzione con un equilibratore ,sonda temperatura estrna ,aumentare dove possibile le dimensioni dei radiatori,tarare la caldaia e imposrare la curva climatica,la taratura va fatta anche per il bollitore,inutile bruciare 42mila k)cal quando il bollitore ne scambia 16mila ,poi fatto tutto questo lasci l'impianto sempre acceso mantenendo una temp costante consumando il minimo possibile,qui vanno fatti interventi di isolamento termico per abbattere i consumi,
    La caldaia a pallet è una buona cosa ma personalmente prima di arrivare a quella opterei per quanto sopra descritto,altrimento consumerai un autotreno di pallet a stagione
    rispondi citando
  • dendro
    Dendro Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 9 Ottobre 2008, alle ore 11:44
    Spero qualcuno possa aiutarmi anhe in questo caso cosi' come accaduto nel passato ....quindi ringrazio anticipatamente.....

    Vi spiego il mio problema....
    Ho una casa unifamiliare 3 livelli di 260mq....che ora riscaldo con una caldaia a metano associata ad un boiler smart line per acqua sanitaria....

    Funziona tutto benissimo e tutto e' inserito in un locale caldaia tipo centrale termica....

    Il problema sono i consumi (praticamente sono quasi azionista eni)...
    Volevo un consiglio su una termostufa a pellets da inserire sempre nel locale caldaia per fare riscaldamento ed acqua sanitaria....

    potete darmi consigli su marca e modello???????????????

    GRAZIE a tutti
    Esistono valide caldaie (non termostufe) a pellet o a legna.
    Avendo una centrale termica puoi affiancare alla caldaia a metano una caldaia a legna o pellet e risolvi il problema del costo del gas.
    Questo ti consente di usare l'impianto di distribuzione (e acqua sanitarria) pre-esistente.
    Intervento agevolabile al 55 %.
    rispondi citando
  • fornello
    Fornello Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 9 Ottobre 2008, alle ore 13:26

    Avendo una centrale termica puoi affiancare alla caldaia a metano una caldaia a legna o pellet e risolvi il problema del costo del gas.
    Intervento agevolabile al 55 %.
    Non è esatto, decreto 11 marzo 2008:
    Fermo restando quanto disposto al comma 1, qualora l?intervento realizzato ai fini dell?applicazione del comma 344 dell?articolo 1 della legge finanziaria 2007, includa la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, i medesimi generatori di calore alimentati da biomasse combustibili devono contestualmente rispettare le seguenti ulteriori condizioni: omissis
    Deve sostituire la caldaia, ecco perché gli ho chiesto chiarimenti sulla potenza, ma sembra che qualcuno metta richieste così per dire, non per fare.
    rispondi citando
  • dendro
    Dendro Ricerca discussioni per utente
    Sabato 18 Ottobre 2008, alle ore 16:41
    Mi sembra che la questione di Gianfry2866 sia rimasta in sospeso per cui riprendo il tema.

    Ritengo possibile usufruire dell?agevolazione fiscale per l?installazione di una caldaia a legna senza obbligo di dismissione della preesistente caldaia a metano.

    Per quanto mi riguarda, mi baso su queste considerazioni:
    - gli interventi di riqualificazione energetica indicati al comma 344 della Finanziaria 2007, hanno come unico requisito quello di conseguire una riduzione del fabbisogno di energia, senza una indicazione prescrittiva del tipo di intervento da fare;
    - la circolare AdE n°36 del 2007 interviene specificando che rientrano, ?a titolo esemplificativo, la sostituzione o l'installazione di impianti di climatizzazione invernale anche con generatori di calore non a condensazione, con pompe di calore, con scambiatori per teleriscaldamento, con caldaie a biomasse? quindi, per il comma 344, si parla anche di "installazione" oltre che di "sostituzione";

    In effeti il DM 11.3.2008 fornisce una specificazione relativa alle caratteristiche dei generatori a biomassa, nei casi di interventi che prevedono la sostituzione del vecchio generatore senza dire nulla in merito ad interventi che prevedano l'integrazione con una nuova caldaia a biomassa; non credo, però, che un DM possa ridurre la portata di un intervento previsto in un D.Lgs.

    Morale: visto che per la riqualificazione energetica non sono specificati nel dettaglio gli interventi necessari, e che in quest?ambito non è esclusa a priori la ?sostituzione parziale? o ?l'integrazione? del preesistente impianto di climatizzazione, ed essendo la caldaia uno degli elementi di tale impianto, direi che è possibile procedere con un intervento di "integrazione".

    Casomai la questione si sposta su come valutare il risparmio di energia primaria nel caso di un intervento del genere. Ma questo è compito del tecnico incaricato.

    Per finire, caro Fornello, non mi sarei mai sognato di dire che tu metta richieste così per dire: tutt'altro.

    Ciao
    rispondi citando
  • fornello
    Fornello Ricerca discussioni per utente
    Sabato 18 Ottobre 2008, alle ore 22:41
    Il risparmio di energia primaria con l'adozione di una caldaia a biomassa è sempre verificato perché al comma 3 dell'art.3 del decretro 11 marzo 2008 si dice:

    3. Ai soli fini dell?accesso alle detrazioni dell?imposta sul reddito di cui di cui all?articolo 1, comma 344, della legge finanziaria 2007, per il calcolo dell?indice di prestazione energetica conseguente all?installazione di generatori di calore a biomasse che rispettano i valori minimi prestazionali di cui all?articolo 1, comma 2, il potere calorifico della biomassa viene considerato pari a zero.

    IL Decreto 11 marzo 2008 è un decreto attuativo che attua ovvero integra, modifica toglie quanto indicato nel Decreto Legislativo.
    Per esempio modifica completamente i valori di trasmittanza termica per coperture e pavimenti rispetto al decreto originale e tante, ma tante altre prescrizioni.

    Tornando alla discussione, la mia osservazione sul dire ed il fare era legata al fatto che un utente ha iniziato una discussione, con dati un tantino evanescenti e quando gli è stato chiesto di precisare, ha mollato la discussione alla grande.
    rispondi citando
  • ringhiobis
    Ringhiobis Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 19 Novembre 2008, alle ore 07:12
    Se dovete acquistare una termostufa a pellets e vi propongono una F.E.T.M. nella zona del canavese Torino leggete a cosa sono andato incontro:
    Dopo aver ordinato la stufa e aver atteso oltre 30 giorni per la casegna e avevendo concordato anche l'istallazione mi sento rispondere che la sfufa e ferma in un magazzino a Milano e dell'istallatore nessuna traccia, il veditore risponde che non sa nulla di stufe e non è possibile ne comunicare con l'idraulico ne con la casa produttrice se non attraverso lui, oltre a pagare in contanti la termostufa il venditore mi ha chiesto altri 500 euro in contanti oltre il prezzo delle stufa per la sua provigione.
    Dopo essermi lamentato perché comunque la stufa non arrivava e l'idraulico poteva venire solo dopo 10 giorni dalla consegna, mi è stato comunicato che la mia stufa era stata venduta ad un altro cliente perché io avevo creavo problemi.
    Paolo.
    rispondi citando
  • dendro
    Dendro Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 9 Gennaio 2009, alle ore 11:58
    ... beh, 30 gg per la consegna (se detto in fase d'ordine) ci possono anche stare.

    Ci sta un po' meno se hai pagato in contanti (in anticipo) e invece hanno venduto la tua stufa ad altri.
    rispondi citando
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