Ho firmato una proposta di acquisto ma non ho più i soldi


Ho firmato una proposta irrevocabile d'acquisto per un appartamento di 220.000 Euro; accettata e controfirmata.
Preso dall'entusiasmo e poiché mio suocero mi avrebbe dato più della metà della somma, mi sono impegnato a pagare in unica soluzione al rogito da effettuare tra una settimana.
Ho litigato purtroppo col suocero che non mi darà più niente.
La casa vorrei prenderla comunque con un mutuo.
Se risulto inadempiente e il venditore chiede i danni (in quanto sta per comprare un'altra casa) a quanto potrebbero ammontare?
Quando ho firmato la proposta non pensavo che fosse già un contratto definitivo.
Sono spacciato oppure ho ancora qualche soluzione?
Grazie
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Domenica 13 Maggio 2018, alle ore 16:42
    Buongiorno, sarebbe opportuno chiarire meglio i contenuti della proposta di acquisto in questione. In mancanza di ulteriori precisazioni preciso che normalmente, qualora dopo l’accettazione da parte del venditore, sia l’acquirente ad avere un ripensamento e voler rinunciare all’acquisto, il deposito cauzionale avvenuto in fase di accettazione non verrà restituito. Poiché nella fattispecie mi sembra di capire che le parti si sono impegnate direttamente alla stipula del rogito, l’accordo concluso con l’accettazione fungeva da preliminare. Pertanto con ogni probabilità l’agenzia immobiliare pretenderà il pagamento della provvigione.E fino a qui stiamo affrontando i problemi di tipo economico. La parte peggiore concerne ll valore che la giurisprudenza di recente sta riservando alle proposte di acquisto accettate, e cioè di un vero preliminare dal quale scaturisce l’obbligo a contrarre alle condizioni pattuite. Mi chiedo quali sono queste condizioni? Sono stati effettuati tutti gli accertamenti sulle caratteristiche dell’immobile? Confermo pertanto l’importanza delle clausole riportate sulla proposta.Unica strada percorribile è tentare di spostare la data del rogito di comune accordo con il venditore al fine di avere il tempo necessario per fare richiesta di un mutuo.
    Saluti
    rispondi citando
  • lucag1979
    Lucag1979 Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 16 Maggio 2018, alle ore 18:21
    Mi unisco a quanto detto e aggiungo: la delicatezza della situazione può essere valutata solamente in seguito ad un'attenta lettura della proposta. Il danno minore potrebbe essere la perdita della caparra, il peggiore la richiesta giudiziale di concludere il contratto. Io ritengo che sia comunque utile instaurare un dialogo con i venditori, specie s ed aparte tua c'è comunque la volontaà/possiiblità di acquisirla con un mutuo, Eppi magari prova a fare pace con tuo suocere, c'è anche sua figlia per lo mezzo.
    rispondi citando
  • renzino
    Renzino Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 18 Maggio 2018, alle ore 23:18 - ultima modifica: Venerdì 18 Maggio 2018, alle ore 23:21
    La banca ieri mi ha detto che ho i requisiti per avere il mutuo. Oggi ho firmato per iniziare l'iter dell'istruttoria. La banca mi dice che l'iter terminera entro un mese o un mese e mezzo. Sulla proposta di acquisto era stato definito che l'atto finale doveva essere fatto la metà di giugno. Con l'AI mi sono messo d'accordo che lunedi prossimo farò il compromesso dal notaio dove verserò 20K + la provvigione per l'agenzia e la data del rogito sarà prorogata fino a fine mese. Il mio dubbio è questo : se entro fine giugno non mi sarà erogato il mutuo (o mi sarà erogato a luglio) cosa succederà? Perderò i 20K e la casa non mi sarà più consegnata? Cosa devo scrivere nel preliminare per tutelarmi in qualche modo?

    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Sabato 19 Maggio 2018, alle ore 11:17
    Buongiorno, a quanto pare la situazione si sta risolvendo per il meglio. Ad ulteriore tutela della sua posizione suggerisco di inserire nel compromesso una clausola contenente una condizione sospensiva. Mi spiego meglio; la legge prevede la possibilità di subordinare l'efficacia del contratto (soprattutto il preliminare di vendita) al verificarsi di determinati eventi, ad esempio l'erogazione del mutuo, proprio a tutela del futuro acquirente. In questo caso, poiché il mutuo è di fatto già stato accettato dalla banca non vedo motivi per i quali il venditore non dovesse essere concorde.
    Suggerisco la lettura dell'articolo da me redatto sull'argomento:
    https://www.lavorincasa.it/compromesso-e-condizione-sospensiva/

    Saluti
    rispondi citando
  • renzino
    Renzino Ricerca discussioni per utente Manuelamargilio
    Sabato 19 Maggio 2018, alle ore 18:01
    Buongiorno, a quanto pare la situazione si sta risolvendo per il meglio. Ad ulteriore tutela della sua posizione suggerisco di inserire nel compromesso una clausola contenente una condizione sospensiva. Mi spiego meglio; la legge prevede la possibilità di subordinare l'efficacia del contratto (soprattutto il preliminare di vendita) al verificarsi di determinati eventi, ad esempio l'erogazione del mutuo, proprio a tutela del futuro acquirente. In questo caso, poiché il mutuo è di fatto già stato accettato dalla banca non vedo motivi per i quali il venditore non dovesse essere concorde.
    Suggerisco la lettura dell'articolo da me redatto sull'argomento:
    https://www.lavorincasa.it/compromesso-e-condizione-sospensiva/

    Saluti
    Grazie per la risposta. Ma se il venditore si rifiuta di inserire la clausola sospensiva, i 20K glieli devo dare comunque? Nella proposta d'acquisto non era stata inserita nessuna clausola sospensiva. La mia preoccupazione maggiore è quella di perdere denaro e casa. L' A I una volta riscossa la sua provviggione si defilerà e io non avrò più tutele.
    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Sabato 19 Maggio 2018, alle ore 18:17
    Buongiorno, la clausola con la condizione sospensiva può essere inserita nel compromesso anche se non prevista nella proposta di acquisto. All'atto della stipula del preliminare Lei dovrà regolarmente versare la caparra ma per il resto le parti possono accordarsi come meglio credono, sia in ordine alle clausole che in merito ai termini di pagamento del prezzo, datarogitoe terminedi consegna della casa. Poiché la situazione è variata rispetto a prima,in quanto Lei non è più in condizione di dover rinunciare alla casa per mancanza di risorse economiche, la cosa più ragionevole sarebbe spostare la data del rogito (aspetto da precisare nel compromesso)tenendo conto dei tempi della banca. Non è nell'interesse di nessuno presentarsi davanti al notaio sapendo già che Lei non consegnerà ildenaro e il venditore la casa.
    Quindi due le alternative, o si inserisce la clausola o si sposta il rogito.
    rispondi citando
  • renzino
    Renzino Ricerca discussioni per utente Manuelamargilio
    Domenica 20 Maggio 2018, alle ore 20:00
    Buongiorno, la clausola con la condizione sospensiva può essere inserita nel compromesso anche se non prevista nella proposta di acquisto. All'atto della stipula del preliminare Lei dovrà regolarmente versare la caparra ma per il resto le parti possono accordarsi come meglio credono, sia in ordine alle clausole che in merito ai termini di pagamento del prezzo, datarogitoe terminedi consegna della casa. Poiché la situazione è variata rispetto a prima,in quanto Lei non è più in condizione di dover rinunciare alla casa per mancanza di risorse economiche, la cosa più ragionevole sarebbe spostare la data del rogito (aspetto da precisare nel compromesso)tenendo conto dei tempi della banca. Non è nell'interesse di nessuno presentarsi davanti al notaio sapendo già che Lei non consegnerà ildenaro e il venditore la casa.
    Quindi due le alternative, o si inserisce la clausola o si sposta il rogito.
    Un'ultima cosa: ho sentito parlare della possibile "messa in mora" da parte del venditore nel caso non riusciamo a concludere il rogito nella data prevista.
    E' possibile avere un chiarimento in merito? Più che altro la preoccupazione è per la caparra ingente che verserò che non so se nel caso di ritardo possa essere comunque persa nel caso della messa in mora.
    Grazie
    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 21 Maggio 2018, alle ore 16:02
    Buongiorno Renzino, la messa in mora del debitore può sorgere in caso di ritardo nell'adempimento di un'obbligazione nascente ad esempio da un contratto. Nella fattispecie si pensi all'obbligazione del futuro compratore a presentarsi davanti al notaio per la stipula del rogito in una data ben precisa e all'obbligazione di corrispondere il prezzo della casa in quella sede.

    Nel vostro caso, proprio al fine di evitare il ritardo o la mancata corresponsione del prezzo per mancata disponibilità del denaro, la data del rogito deve essere stabilita nel compromesso tenendo conto di questi aspetti. Deve cioò slittare al momento in cui pensa che i soldi le vengano erogati dalla banca. Nella proposta di acquisto era già stata fissata una data? Ove così non fosse vi è libertà delle parti per accordarsi. Non è nell'interesse di nessuno far sfumare l'affare. Se lei fosse inadempiente perderebbe la caparra ma il venditore si troverebbe con la casa invenduta e senza i soldi cui faceva affidamento magari per concludere altri affari.

    In conclusione si deve andare al rogito nelle condizioni di poter essere adempienti.
    Saluti
    rispondi citando
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