Umidità di risalita e ponti termici


Buongiorno a tutti,
questo è il primo messaggio che scrivo, dopo aver letto diverse discussioni e volendo provare ad avere un vostro parere in quanto sicuramente più esperti.
Trattasi di un condominio costruito ex novo nel 2006. 2-3 anni dopo la costruzione sono iniziati i primi problemi. ai ponti termici in corrispondenza dei pilastri in c.a. si sono aggiunti fenomeni di macchie probabilmente dovute ad umidità di risalita.
La casa si trova a Lecce ed è attualmente oggetto di contenzioso con l'impresa costruttrice sulla base di una azione legale del 2008.
è stata costruito, stando a quanto indicato nel capitolato, con struttura a telaio in c.a. e tamponamenti in mattoni in calcestruzzo del tipo Protermo di cui al seguente link http://www.lavibrocompressi.com/prodotti.html
ma dei quali non sono riuscito a trovare granché in termini di caratteristiche (conducibilità, permeabilità...).
Nessuna coibentazione prevista e realizzata, con conseguente formazione di ponti termici su travi e pilastri e comparsa di muffe nel corso del tempo nel momento in cui si accendono a ciclo continuo i riscaldamenti.
Dal momento che i lavori previsti dal costruttore, sembrano ridursi essenzialmente ad un ripristino dell'intonaco esterno e (a detta dei miei che ne sono proprietari) un eliminazione dello zoccolino esterno, vorrei capire con voi se si tratta di umidità di risalita e ponti termici e quali altre strade di intervento ci potrebbero essere.
La situazione nelle camere da letto è evidente nelle foto allegate, faccio vedere sempre la situazione all'esterno e all'interno.
E ancora vari dettagli di un angolo in corrispondenza del pilastro in c.a.. Mi chiedo se sia normale che l'intonaco (tra l'altro di spessore nettamente differente tra i due lati) vada al di sotto della pavimentazione esterna e se possa essere utile ad evitare infiltrazioni una eventuale guaina al di sotto della pavimentazione esterna per risalire almeno una 20 di cm sulla parete prima della posa dell'intonaco.
Questa è ancora un'altra situazione su un pilastro fortunatamente isolato dall'abitazione ma comunque oggetto di distacchi dello zoccolino
E infine altre foto fatte sulla scala esterna in cui si possono vedere muffe in corrispondenza di travi e pilastri
Io avrei pensato ad una soluzione per l'umidità, senza intervenire con fori su pareti e iniezione di resine o altro, mediante asportazione della pavimentazione esterna, stesura di guaina impermeabile per almeno 40-50cm in piano e almeno 20 di risvolto sulla parete.
Per i ponti termici, non essendo intenzionato il costruttore a coibentare l'edificio, ma avendo proposto un rifacimento dell'intonaco, pensavo di far richiedere l'utilizzo di un intonaco isolante da studiare in maniera opportuna.
Ovviamente non è una soluzione altamente efficace ma almeno tenderà a ridurre in generale le dispersioni dell'appartamento. qualora poi non fosse sufficiente pensavo all'inserimento di pannelli in aerogel da 5mm da posizionare allì'interno della casa in corrispondenza dei soli pilastri.
Fatemi sapere cosa ne pensate e grazie a tutti in anticipo.
  • claudiolongagnani
    Claudiolongagnani Ricerca discussioni per utente
    Domenica 23 Ottobre 2016, alle ore 20:52
    Dalle foto che ha riportato io non vedo muffe da ponti permici, ben si difetti nel confinamento dell' acqua e problemi di infiltrazioni varie, compresi possibili assorbimenti di acqua piovana battente dovuti al rivestimento esterno cavillati per probabili difetti di posa o uso di prodotti scadenti o non idonei.
    Se questo fosse confermato da una perizia ne risulterebbe un vizio non trascurabile di costruzione di cui il costruttore ne deve rispondere.

    In questo caso non mi sento di consigliarle nessuna soluzione, ne quelle da lei ipotizzate ne altre, in quanto la complessità della situazione va per forza valutata in modo tecnico sul posto.

    Il mio consiglio nel caso abbandoniate il contenzioso è quella di rivolgervi ad un tecnico della vostra zona per una perizia sull' immobile e il ripristino dei difetti con le dovute correzioni
    rispondi citando
  • claudiotermografia
    Claudiotermografia Ricerca discussioni per utenteRea Termografia
    Domenica 23 Ottobre 2016, alle ore 20:55
    Dalle foto che ha riportato io non vedo muffe da ponti permici, ben si difetti nel confinamento dell' acqua e problemi di infiltrazioni varie, compresi possibili assorbimenti di acqua piovana battente dovuti al rivestimento esterno cavillati per probabili difetti di posa o uso di prodotti scadenti o non idonei.
    Se questo fosse confermato da una perizia ne risulterebbe un vizio non trascurabile di costruzione di cui il costruttore ne deve rispondere.

    In questo caso non mi sento di consigliarle nessuna soluzione, ne quelle da lei ipotizzate ne altre, in quanto la complessità della situazione va per forza valutata in modo tecnico sul posto.

    Il mio consiglio nel caso abbandoniate il contenzioso è quella di rivolgervi ad un tecnico della vostra zona per una perizia sull' immobile e il ripristino dei difetti con le dovute correzioni
    rispondi citando
  • avalu81
    Avalu81 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 24 Ottobre 2016, alle ore 20:00
    Grazie mille Claudio per la risposta. Probabilmente sono stato poco chiaro io nell'esposizione del problema.
    Le muffe presenti all'interno dell'abitazione e visibile nelle foto non sono sicuramente dovute a ponti termici ma all'umidità che però non riesco a capire se sia da risalita o da semplice infiltrazione. Il costruttore ne ha comunque preso atto e, anche se non sono riuscito a capire come (purtroppo non seguo la causa direttamente, ma riporto quello che mi dicono i miei) sembra intenzionato ad intervenire.
    La questione dei ponti termici, in questo momento non è visibile all'interno dell'appartamento in quanto lo stesso, dopo una meticolosa imbiancatura delle pareti dopo un'esperienza di inquilini morosi è rimasto disabitato. Non essendoci calore all'interno dell'abitazione in inverno, non si generano fenomeni di condensa.
    Quando invece è stato abitato, l'appartamento, in corrispondenza dei pilastri, presentava evidenti zone scure per tutta l'altezza del piano e per la larghezza dei pilastri esterni.
    Ora mi chiedo, considerando il pacchetto perimetrale, senza alcun tipo di coibenatazione e quindi lontano anni luce dai requisiti di legge, se la fine lavori è del 2006, la legge 10/91 e la 192/2005, non obbligavano comunque a progettare e costruire secondo precisi parametri di contenimento energetico?
    e se ciò fosse vero, il Comune, in sede di rilascio dell'agibilità, non avrebbe dovuto quantomeno prendere atto della relazione ex legge 10?
    I miei purtroppo, non essendo del mestiere, si sono fidati di un disciplinare di costruzione di 3 pagine, in cui a grandi linee si diceva come sarebbe stato realizzato l'edificio e le pareti esterne purtroppo erano descritte proprio con un semplice pacchetto di blocchi Protermo e intonacatura sui due lati....

    Vista la burocrazia e i cavilli giudiziari italiani, non sono fiducioso di un buon esito del contenzioso prima che arrivi la prescrizione.

    MI chiedo quindi se, quantomeno per i ponti termici sui pilastri, il posizionamento di pannelli di aerogel da 5mm , previa asportazione dell'intonaco interno e successivo ripristino, possano giovare in qualche modo o contribuire a peggiorare la situazione visto che risolverei solo la parte frontale che da sulle camere, ma non isolerei comunque le facce laterali del pilastro.
    INoltre mi chiedevo se, non avendo speranze che il costruttore intervenga con un cappotto esterno, si possa quantomeno chiedere di rifare l'intonaco con uno del tipo isolante.

    grazie
    rispondi citando
  • lucaciuffo
    Lucaciuffo Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 24 Ottobre 2016, alle ore 20:36
    non lecconsiglio di tamponare i pilastri di cemento con materiale coibente, in presenza di umidità di risalita e infiltrazioni non é una soluzione coprire col cappotto. Si creerebbe solo un punto di rugiada in cui l'umidità si condensa.. ci sono soluzioni decisamente collaudate come il drymat, che blocca l'umidità di risalita alle fondazioni. Io ho risolto un problema analogo in un'abitazione a Venezia, dove l'acqua salmastra mi stava distruggendo le malte con esiti nefasti per la tenuta del muro in mattoni. Inoltre é una tecnologia che non richiede grandi interventi e lavori, provi a cercare in rete, c'é un distributore in Italia (é un sistema tedesco). In bocca al lupo
    rispondi citando
  • avalu81
    Avalu81 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 24 Ottobre 2016, alle ore 20:40
    Grazie mille Luca, cerco di approfondire la soluzione da Lei indicata.
    Mi chiedo però a questo punto, se i pilastri sono un evidente ponte termico e sarà praticamente impossibile intervenire dall'esterno, siamo costretti a tenerli così con tutte le conseguenze del caso?
    o ho capito male io?
    rispondi citando
  • claudiotermografia
    Claudiotermografia Ricerca discussioni per utenteRea Termografia Avalu81
    Lunedì 24 Ottobre 2016, alle ore 21:32
    Grazie mille Luca, cerco di approfondire la soluzione da Lei indicata.
    Mi chiedo però a questo punto, se i pilastri sono un evidente ponte termico e sarà praticamente impossibile intervenire dall'esterno, siamo costretti a tenerli così con tutte le conseguenze del caso?
    o ho capito male io?
    Concordo con quanto le ha detto Luca, ciò che mi preoccupa maggiormente sono le infiltrazioni e capire se effettivamente c'è umidità di risalita o se è sempre un fenomeno legato alla pioggia battente e cattiva esecuzione del confinamento dell' acqua.

    Per i ponti temrici e l'isolamento delle parete c'è sempre rimedio e consiglio di farlo in un secondo tempo solo dopo aver risolto gli altri problemi
    rispondi citando
  • ing.veridani
    Ing.veridani Ricerca discussioni per utente
    Martedì 20 Dicembre 2016, alle ore 14:57
    Dopo anni di esperienza, oggi uso www.dryrod.it che è il sistema più efficace e semplice, oltre che certificato. Sono stick impregnati di idrorepellente che si infilano su fori a 12 cm di distanza creando una barriera certificata 20 anni.
    Provato personamente anche a casa mia con successo.
    lo raccomando ai colleghi ingegneri.
    Saluti
    EV
    rispondi citando
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