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2026-02-19 16:57:17

Detrazione fiscale ecobonus 2026


Salve.
Le agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, compreso l'ecobonus, sono state prorogate anche per il 2026, al 50% per le unità immobiliari di proprietà e come dimora principale.
Vorrei sapere in una situazione di ristrutturazione completa dell'immobile, quali sono gli inteventi che possono essere inseriti come ecobonus per evitare di superare il tetto delle 96.000 euro con il bonus ristrutturazioni.
Premetto che la caldaia non devo cambiarla poichè sostituita nel 2024 con una caldaia a condensazione.
In sostanza quali potrebbero essere gli interventi in fase di ristrutturazione che potrebbero esere eseguiti con l'agevolazione fiscale del 50% ecobonus (impianto radiante a pavimento, coibentazione interna dei muri perimetrali, impianto centralizzato di climatizzazione estate/inverno, impianto di ricambio aria VMC..ecc.)
Grazie per le risposte che saprete darmi.
  • Tutor
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 29 Gennaio 2026, alle ore 16:04
    Buongiorno,
    il suo ragionamento è corretto ed è condiviso da molti contribuenti che affrontano una ristrutturazione completa e vogliono gestire in modo efficiente i diversi tetti di spesa disponibili.
    La possibilità di affiancare bonus ristrutturazioni ed ecobonus serve proprio a evitare di saturare il limite dei 96.000 euro con interventi che hanno una chiara valenza energetica.

    In linea generale, possono rientrare nell’ecobonus al 50% tutti quegli interventi che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, purché rispettino i requisiti tecnici previsti dalla normativa vigente e siano correttamente asseverati e trasmessi a ENEA.

    Nel suo caso, il fatto che la caldaia sia già stata sostituita nel 2024 non preclude l’accesso all’ecobonus per altri interventi, a condizione che l’impianto esistente sia conforme e che gli interventi migliorativi siano dimostrabili dal punto di vista energetico.

    L’impianto radiante a pavimento, ad esempio, può rientrare nell’ecobonus se inserito in un contesto di riqualificazione energetica dell’impianto termico, quindi come intervento che migliora l’efficienza del sistema di distribuzione del calore.
    Non è agevolabile come ecobonus se considerato una semplice modifica impiantistica priva di incidenza sulle prestazioni energetiche complessive.

    La coibentazione interna delle pareti perimetrali è uno degli interventi più tipici da portare in ecobonus, purché vengano rispettati i valori di trasmittanza limite previsti per la zona climatica di riferimento. In questo caso, la spesa può essere sottratta al plafond dei 96.000 euro del bonus ristrutturazioni e gestita separatamente come ecobonus, con un proprio tetto di spesa.

    Anche un impianto di climatizzazione invernale ed estiva può rientrare nell’ecobonus, se costituisce una sostituzione o integrazione efficiente dell’impianto esistente e se rispetta i requisiti di efficienza richiesti.
    È importante che non venga qualificato come semplice impianto di raffrescamento, ma come sistema integrato per il comfort termo-igrometrico dell’abitazione.

    La VMC, soprattutto se dotata di recupero di calore, è generalmente ammessa all’ecobonus come intervento funzionale al miglioramento delle prestazioni energetiche e della qualità dell’aria interna. Anche in questo caso è necessaria una corretta progettazione e la dimostrazione del beneficio energetico.

    In pratica, durante una ristrutturazione completa, è possibile destinare al bonus ristrutturazioni tutte le opere edilizie “pure” e riservare l’ecobonus agli interventi su involucro e impianti che incidono direttamente sui consumi energetici, così da distribuire in modo più efficiente le spese tra i due incentivi.

    Il consiglio finale è di impostare fin dall’inizio un quadro riepilogativo degli interventi, condiviso con il tecnico e con il commercialista, in modo da classificare correttamente ogni lavorazione ed evitare sovrapposizioni o contestazioni future.


  • paoloan
    0
    Ricerca discussioni per utente Tutor
    Giovedì 29 Gennaio 2026, alle ore 16:11
    Buongiorno,
    il suo ragionamento è corretto ed è condiviso da molti contribuenti che affrontano una ristrutturazione completa e vogliono gestire in modo efficiente i diversi tetti di spesa disponibili.
    La possibilità di affiancare bonus ristrutturazioni ed ecobonus serve proprio a evitare di saturare il limite dei 96.000 euro con interventi che hanno una chiara valenza energetica.

    In linea generale, possono rientrare nell’ecobonus al 50% tutti quegli interventi che comportano un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, purché rispettino i requisiti tecnici previsti dalla normativa vigente e siano correttamente asseverati e trasmessi a ENEA.

    Nel suo caso, il fatto che la caldaia sia già stata sostituita nel 2024 non preclude l’accesso all’ecobonus per altri interventi, a condizione che l’impianto esistente sia conforme e che gli interventi migliorativi siano dimostrabili dal punto di vista energetico.

    L’impianto radiante a pavimento, ad esempio, può rientrare nell’ecobonus se inserito in un contesto di riqualificazione energetica dell’impianto termico, quindi come intervento che migliora l’efficienza del sistema di distribuzione del calore.
    Non è agevolabile come ecobonus se considerato una semplice modifica impiantistica priva di incidenza sulle prestazioni energetiche complessive.

    La coibentazione interna delle pareti perimetrali è uno degli interventi più tipici da portare in ecobonus, purché vengano rispettati i valori di trasmittanza limite previsti per la zona climatica di riferimento. In questo caso, la spesa può essere sottratta al plafond dei 96.000 euro del bonus ristrutturazioni e gestita separatamente come ecobonus, con un proprio tetto di spesa.

    Anche un impianto di climatizzazione invernale ed estiva può rientrare nell’ecobonus, se costituisce una sostituzione o integrazione efficiente dell’impianto esistente e se rispetta i requisiti di efficienza richiesti.
    È importante che non venga qualificato come semplice impianto di raffrescamento, ma come sistema integrato per il comfort termo-igrometrico dell’abitazione.

    La VMC, soprattutto se dotata di recupero di calore, è generalmente ammessa all’ecobonus come intervento funzionale al miglioramento delle prestazioni energetiche e della qualità dell’aria interna. Anche in questo caso è necessaria una corretta progettazione e la dimostrazione del beneficio energetico.

    In pratica, durante una ristrutturazione completa, è possibile destinare al bonus ristrutturazioni tutte le opere edilizie “pure” e riservare l’ecobonus agli interventi su involucro e impianti che incidono direttamente sui consumi energetici, così da distribuire in modo più efficiente le spese tra i due incentivi.

    Il consiglio finale è di impostare fin dall’inizio un quadro riepilogativo degli interventi, condiviso con il tecnico e con il commercialista, in modo da classificare correttamente ogni lavorazione ed evitare sovrapposizioni o contestazioni future.

    Grazie infinite dei consigli, preziosissimi.Cordiali saluti

  • ligabue
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 19 Febbraio 2026, alle ore 16:57
    La detrazione fiscale sugli interventi di riqulifica energetica degli edifici è stata prorogata per gli anni 2025, 2026 e 2027, ma la vecchia aliquota del 65% è decaduta dopo il 31.12.24, sostituita dal 1° gennaio 2025 dalle seguenti aliquote applicative:per il biennio 2025-26 una detrazionepari al 50% per le sole abitazioni principalie al36% per le altre abitazioni;per il 2027 una detrazione al36% per le abitazioni principalie al30% per le altre abitazioni.
    INTERVENTI DETRAIBILI –
    L’agevolazione consiste nel riconoscimento di una detrazione del 50-36% per il 2025 (a seconda dell'immobile) da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di spesa che varia a seconda degli interventi previsti. Si tratta di riduzioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) concesse perinterventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistentie che riguardano, in particolare, le spese sostenute per:- l’involucro di edifici esistenti edifici (per esempio, pareti, finestre, tetti e pavimenti)- l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione ad aria o ad acqua;- la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia;- la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;l’acquisto e posa in opera di schermature solari;- l’acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;- l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative.
    IMPORTI MASSIMI –
    I tetti massimi d’importo (cioè di spesa effettuata) sui quali calcolare la detrazione variano in funzione del tipo di intervento:153.846 europer la riqualificazione energetica di edifici esistenti;92.307 europer l’involucro degli edifici (pareti, finestre, compresi gli infissi, su edifici esistenti); l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; l’acquisto e posa in opera di schermature solari;46.153 europer la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia; la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.Saluti

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