2/2,5 mt) adiacenti al muro divisorio.una casetta ha addirittura un condizionatore installato, il cui motore esterno, montato in alto, è in parte all'interno della mia proprietà;-questo muro divisorio, di altezza 1,70 circa, è palesemente inclinato e non più perpendicolare al terreno, con tutti i rischi del caso.immagino che il peso di queste costruzioni abbia in parte contribuito a questa anomalia.e' presente altresì, sempre nella mia proprietà, un muretto di altezza circa 30 cm (a distanza 30-40 cm da muro divisorio); essendo un terrapieno, immagino faccia da "contenimento".lo vorrei togliere ma non posso, temendo gli effetti della sua dismissione.essendo "nuovo" non vorrei inimicarmi nessuno, ma lo scempio alla vista è evidente e non trascurabile e, cosa più importante, ho paura che col tempo il muro divisorio possa cedere. come posso/devo comportarmi e quali diritti ho a termini di legge nei confronti dei proprietari delle unità immobiliari adiacenti?un'altra domanda che ho è questa: essendo questo muro anche di confine fra i 2 consorzi, in un eventuale contenzioso posso/devo essere "appoggiato" dal mio consorzio oppure devo/posso sbrigarmela autonomamente?grazie mille per l'eventuale aiuto.saluti stefano" />
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Abusi consorzio confinante e muro pericolante di confine


Stefo75
login
17 Novembre 2015 ore 10:30 1
Buongiorno a tutti,
prima di tutto piacere di "conoscervi", sono Stefano e sono nuovo del forum.
Ho comprato casa in un consorzio nel comune di Ardea (Rm); la mia proprietà confina a sud-est con un altro consorzio: uno dei miei muri di confine del giardino, infatti, divide (in parte) i 2 consorzi.
In particolare, la porzione di muro divisorio interna alla mia proprietà è confinante con 4 unità immobiliari dell'altro consorzio.
Si presentano 2 problematiche:
-in ognuna (!) delle 4 proprietà ci sono abusi evidenti, come casette di legno (una addirittura in muratura) con altezze variabili (sempre >2/2,5 mt) adiacenti al muro divisorio.
Una casetta ha addirittura un condizionatore installato, il cui motore esterno, montato in alto, è in parte all'interno della mia proprietà;
-questo muro divisorio, di altezza 1,70 circa, è palesemente inclinato e non più perpendicolare al terreno, con tutti i rischi del caso.
Immagino che il peso di queste costruzioni abbia in parte contribuito a questa anomalia.
E' presente altresì, sempre nella mia proprietà, un muretto di altezza circa 30 cm (a distanza 30-40 cm da muro divisorio); essendo un terrapieno, immagino faccia da "contenimento".
Lo vorrei togliere ma non posso, temendo gli effetti della sua dismissione.
Essendo "nuovo" non vorrei inimicarmi nessuno, ma lo scempio alla vista è evidente e non trascurabile e, cosa più importante, ho paura che col tempo il muro divisorio possa cedere.
Come posso/devo comportarmi e quali diritti ho a termini di legge nei confronti dei proprietari delle unità immobiliari adiacenti?
Un'altra domanda che ho è questa: essendo questo muro anche di confine fra i 2 consorzi, in un eventuale contenzioso posso/devo essere "appoggiato" dal mio consorzio oppure devo/posso sbrigarmela autonomamente?
Grazie mille per l'eventuale aiuto.
Saluti
Stefano
  • arch-ily
    Arch-ily Ricerca discussioni per utente
    Martedì 17 Novembre 2015, alle ore 10:41
    Purtroppo sitratta di quesiti abastanza specifici, per i quali a mio parere occorre sentire il parere di un avvocato.
    Tuttavia, posso anticiparle che il Codice Civile prescrive che:
    -          Il muro di confine è in comunione, e perciò le spese di manutenzione spettano in parti uguali a entrambe le parti;
    -          A mio parere le distanze minime (1 metro, articolo 889) prescritte per le canalizzazioni si applicano anche ai condizionatori d’aria). Ad avvallare questo fatto a mio parere c’è anche questa sentenza di Cassazione (Sez. II, 16-12-2010, n. 25475 rv. 615880): ““La distanza di almeno un metro dal confine è prescritta dall’art. 889, secondo comma, cod. civ., per l’installazione dei tubi dell’acqua, del gas e simili, giacché per tali condutture, aventi un flusso costante di sostanze liquide o gassose, il legislatore ha tenuto conto della loro potenziale attitudine ad arrecare danno alla proprietà contigua, stabilendo, con valutazione “ex ante”, una presunzione “iuris et de iure” di pericolosità. Tra dette opere non rientrano i tubi destinati all’illuminazione e i loro arredi per i quali, non espressamente contemplati nella menzionata disposizione, non soccorre la presunzione assoluta di pericolosità ed è, pertanto, necessario – affinché in via di interpretazione estensiva possa ritenersi ugualmente sussistente l’obbligo di rispettare le distanze ivi previste – accertare in concreto, sulla base delle loro specifiche caratteristiche e con onere della prova a carico della parte istante, se abbiano o meno attitudine a cagionare danno. (Cassa con rinvio, App. Catanzaro, 24/02/2005)”.

    Inoltre, per esprimere un parere sul fuori piombo bisognerebbe valutare varie cose, come ad esempio l’altimetria del terreno, la presenza di eventuali segni di frane o cedimenti (buche, avvallamenti, eccetera) o infine anche l’eventuale esecuzione di scavi che potrebbero aver provocato assestamenti nel terreno.
    rispondi citando
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