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2008-10-10 07:43:43

Circolarore caldaia per impianto riscaldamento a pavimento


Anonymous
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09 Ottobre 2008 ore 10:19 6
Buongiorno a tutti, ho un questo riguardo il funzionemento del mio impianto di riscladamento radiante:
ho una caldaia murale da incasso a condensazione la cui pompa rappresenta anche l'unico circolarore dell'impianto (che è diviso in due zone con due piccoli collettori di zona).
il mio quesito è questo: come è giusto che venga attivato il circolatore della caldaia?
La caldaia prevede tre possibili impostazioni per il funzionamento della pompa di circolazione (in modalità inverno=riscaldamento ):
NORMALE (la pompa si avvia ad ogni richiesta di calore per il riscaldamento e resta in funzione per tutto il tempo della richiesta e per i successivi 30 secondi di post-circolazione);
PERMANENTE (con impianto in madalità riscladamento [ossia non solo acqua sanitariain modalità inverno=riscaldamento la pompa funziona in modo continuo ossia sempre attivo nei mesi invernali);
SPENTA (in modalità riscaldamento la pompa è disattivata ).

L'ultima soluzione la scatro a priori in quanto sarebbero necessari ricolatori esterni che non ci sono!
La cosa che mi trae in dubbio è che il mio insallatore ritiene di dover avere sempre attiva la pompa per tutto il periodo invernale... quindi settare la caldaia con il circolatore in modalità permanente! E' corretto questo nel caso di un impianto a pannelli??

Grazie
Andrea
  • dendro
    0
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    Giovedì 9 Ottobre 2008, alle ore 11:29
    La risposta dipende da come è fatto l'impianto. In linea generale si può dire questo:

    una pompa sempre accesa presuppone che la richiesta di calore (il termostato) agisca sul bruciatore: quando serve calore parte il bruciatore e la pompa, sempre acesa, fa circolare l'acqua calda; ammesso questo, avere una pompa sempre accesa consuma energia elettrica anche quando fa circolare acqua fredda.

    Di norma un impianto a pavimento prevede due circuiti separati idraulicamente: il primo, quello di caldaia, mantiene in circolo sempre acqua calda; il secondo, di utilizzo, preleva il calore con altri circolatori attivati su necessità. In questo caso serve la pompa sempre accesa sul primario (di basso consumo perché deve sola far circolare acqua in caldaia)

    Invece una pompa che si avvia su richiesta di calore presuppone che il termostato comandi la pompa. In questo caso la pompa fa circolare acqua calda quando richiesto consumando meno energia elettrica. Nel tuo caso potrebbe essere la soluzione migliore.
    In questo caso verifica che il sistema di regolazione riesca a mantenere la temperatura prefissata in casa e che non ci sia troppa instabilità perché, in base a come è fatto l'impianto, potrebbe essere troppo lento a reagire.

  • anonymous
    0
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    Giovedì 9 Ottobre 2008, alle ore 11:49
    L'impianto è composto con il cronotermostato della caldaia che funge anche da regolatore climatico in quanto gestisce anche la sonda di temperatura esterna e regola di conseguenza la temperatura di mandata della caldaia.
    La caldaia è a condensazione quindi lavora spessissimo con il bruciatore spento ma in questa fase la richiesta di calore da parte del cronotermostato è cmq sempre attiva.

    Di norma un impianto a pavimento prevede due circuiti separati idraulicamente: il primo, quello di caldaia, mantiene in circolo sempre acqua calda; il secondo, di utilizzo, preleva il calore con altri circolatori attivati su necessità.

    Questo funzionamento si sposa, soprattutto, con un impianto che lavora a 'punto fisso' spillando calore da un circuito primario a alta temperatura. (Correggimi se sbaglio).
    La cosa che mi sembra strano è che il mio installatore abbia impstato in maniera permanente il funzionamento del circolarore di caldaia (l'unico che fa circolare l'acqua nell'impianto) facendo si che quando accenderò l'impianto (nel senso che abiliterò anche il funaioznament del riscaldamento) la pompa entrerà in funzione e continuerà ad andare fino a marzo-aprile!! Mi sembra assurdo... vero è, anche, che un sistema a pavimento concettualmente dovrebbe funzionare in maniera continuativa!



    Invece una pompa che si avvia su richiesta di calore presuppone che il termostato comandi la pompa. In questo caso la pompa fa circolare acqua calda quando richiesto consumando meno energia elettrica. Nel tuo caso potrebbe essere la soluzione migliore.

    Anche secondo me questa è la soluzione più corretta in quanto: quando in casa il termostato raggiunge la temperatura ferma il bruciatore e poco dopo (la caldaia) fermerà la pompa ...e nell'impianto rimarrà ferma lacqua alla temperatura dell'ultima mandata (che andrà poi raffreddandosi)!


    Ciao
    Andrea

  • paolo31
    0
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    Giovedì 9 Ottobre 2008, alle ore 12:46
    Sono 2 approcci diversi comunque validi !
    Far funzionare sempre la pompa significa che la temperatura di mandata è variabile in base alla richiesta massimizzando il rendimento della caldaia.
    Far funzionare il circolatore con delle rampe presuppone che l'acqua di ritorno si raffreddi e quindi la caldaia tenderà ad aumentare la fiamma (normalmente le caldaie a condensazione hanno la fimma che modula) e probabilmente non condenserà in camera di combusione penalizzando il rendimento.
    Il consumo del circolatore sarà di ca. 100 w una casa molto ben coibentata disperde 5 kw/h nei mesi più freddi.

    Secondo il mio modo di vedere il tuo idraulico ci ha fatto un ottimo impianto semplice (e non è poco). Il fatto di dividerlo draulicamente ti permetterebbe di scaldare solo alcune zone della casa e altre no, ma qui ci sarebbe da discutere se è bene o male.

    Conosco un tipo che ha eliminato tutti i termostati e le testine elettriche sui collettori, ha una caldaia a condensazione con il circolatore che va sempre se ha freddo apre una valvola altrimenti la chiude, per il resto ci pensa la caldaia a variare la temperatura di mandata.....

  • anonymous
    0
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    Giovedì 9 Ottobre 2008, alle ore 13:28
    Far funzionare il circolatore con delle rampe presuppone che l'acqua di ritorno si raffreddi e quindi la caldaia tenderà ad aumentare la fiamma (normalmente le caldaie a condensazione hanno la fimma che modula) e probabilmente non condenserà in camera di combusione penalizzando il rendimento.

    Aggiungo un fattore che prima non avevo segnalato... il cronotermostato di cui parlo non è il classico termostato on-off ma è la centralina di controllo remoto della caldaia con gestione climatica...quindi semplicemente modula la temperatura di mandata in funzione del delta di temperatura tra quella impostata e l'attuale tenendo conto del livello della temperatura esterna...

    Quindi, correggimi se sbaglio, quando la temperatura ambiente raggiunge quella desiderata la caldaia spegne il bruciatore o cmq cessa di scaldare ulteriormente l'acqua... quindi la successiva riaccensione del bruciatore comunque soffrirebbe del medesimo problema! (mi riferisco alla penalizzazione del rendimento di cui parlavi!)

    Andrea

  • paolo31
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 10 Ottobre 2008, alle ore 07:22
    Dovrebbe funzionare così il bruciatore si spegne quando la temperatura di mandata raggiunge la temperatura di mandata impostata + un K. La temperatura di mandata è variabile in funzione della temperatura ambiente o esterna a seconda della filosofia si scelga.

  • paolo31
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 10 Ottobre 2008, alle ore 07:43
    Credo che tra qualche settimana quando comincerà a fare freddo sul serio, potrai valutare la soluzione migliore. Considera che per scaldare bene il massetto ci vogliono 2 giorni, quindi dopo un worm-up di 2-3 giorni prova 2 gg con una soluzione e 2 gg con l'altra leggendo i mc di gas consumato.

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