Canna fumaria per stufa a pellet


Ispanico.78
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31 Luglio 2018 ore 09:19 1
Nella palazzina in cui vivo, costituita da 3 piani, c’è un condomino del piano terra che possiede una stufa a pellet, attualmente dotata di scarico a parete (nel suo appartamento). Il condomino confinante gli ha tuttavia intimato di mettere a norma lo scarico perché lamenta problemi di esalazioni fumose nel suo giardino e di sporcizia (polveri) sugli indumenti stesi.
Per mettere a norma questo scarico dovrebbe realizarne uno a tetto; considerando che la palazzina è priva di canna fumaria, ne andrebbe realizzata una ex-novo, chiaramente a spese del condomino interessato.
Lui sostiene di poter procedere senza nemmeno la necessità di chiedere una delibera assembleare specifica.
Chiaramente questa ipotesi ci ha lasciato perplessi, considerando che dal piano terra al tetto si devono superare 2 piani, si dovrebbero rispettare delle distanze di sicurezza e, poi, soprattutto, chi abita all’ultimo piano ha giustamente lamentato il rischio di problemi analoghi (esalazioni e polveri), considerando che ci sono i balconi, usati per stendere gli indumenti, e nel tetto sono presenti delle finestre lucernari, spesso aperte per arieggiare gli ambienti (compresa una cucina ed una camera da letto). Per farvi capire la situazione ecco una foto della palazzina (il piano terra da cui parte la stufa non si vede perché coperto dal muretto):
Inoltre, si è fatto presente anche il problema estetico (una canaletta esterna deturperebbe la facciata del palazzo) e l'esigenza di manutenzioni periodiche, che richiederebbe probabilmente di accedere al tetto, e non avendo lo stabile un accesso diretto, dovrebbe chiedere il permesso al proprietario dell'ultimo piano per accedere dalle lucernari, appunto.
Mi interessava avere un vostro parere se sia legittima un'operazione del genere e quali limiti possono essere interposti per evitare che venga presa questa iniziativa. Inoltre, se esiste qualche forma alternativa di scarico fumi che non richieda un intervento così invasivo.
Modificato il 31 Luglio 2018 ore 09:21
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Sabato 4 Agosto 2018, alle ore 17:31
    Ci chiediamo se le stufe possono funzionare senza canna fumaria, cioè con lo scarico fumi a parete. Si tratta di un’interpretazione errata della normativa vigente e di una pratica che non solo non è ammessa a norma di legge, ma è soprattutto dannosa per la salute e la sicurezza delle persone.I fumi,devono necessariamenteessere scaricatisulla copertura dell’edificio, al di fuori della zona di reflusso in modo che possano disperdersi nel migliore dei modi in atmosfera senza pregiudicare la salute delle persone.


    Il cosiddetto “scarico a parete” contravviene alla normativa nazionale in materia, sia a quella attinente la sicurezza sia a quella di carattere energetico ed ambientale.Nello specifico, lo scarico a parete di un generatore a pellet contravviene al DM 37/08, alla norma UNI 10683:2012, al DPR 412/1993 (in particolare al recentemente rivisto articolo 9 ), che richiedono espressamente che i generatori di calore a legna e a pellet siano provvisti di sistema fumario con scarico a tetto, senza alcuna eccezione.

    A questo punto ci chiediamo se è possibile installare autonomamente una canna fumaria sul muro perimetrale del condominio senza chiedere il consenso agli altri partecipanti.
    La risposta è si!
    L’orientamento giurisprudenziale è ormai pacifico, poichè basato sull’art. 1102 del c.c. che testualmente recita: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso”

    In base alla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, sentenza 3 gennaio 2006, n° 11:
    Il singolo condomino ha titolo, anche se il condominio non abbia dato o abbia negato il proprio consenso, ad ottenere la concessione edilizia per un’opera a servizio della sua abitazione e sita sul muro perimetrale comune, che si attenga ai limiti dell’art. 1102 cod. civ. […]”
    Ne consegueche ciascun condòmino può appoggiarsi al muro comune perimetrale per l’installazione della canna fumaria, a sue spese, e purchè non impedisca l’altrui parimenti uso e non rechi pregiudizio alla stabilità e alla sicurezza dell’edificio.
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