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2007-09-13 19:05:33

Riscaldamento a pavimento - 2188


Ciao.. sono una "Neonata" del forum. Ho letto un po' tutto quel che avete scritto sull'argomento, avrei,comunque, alcuni dubbi.
Io ho optato per un impianto di questo tipo. Mi chiedevo se fosse possibile utilizzare una pavimentazione rettificata o se sono necessarie le fughe e se per avere una maggiore temperatura nei bagni è sufficiente applicare uno scaldasalviette per compensazione. Si possono dividere le zone ed impostare diverse temperature?
Grazie 1000 per l'attenzione.
  • fabbb
    Fabbb Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 5 Maggio 2005, alle ore 22:43
    Ciao, sono nuovo anchio del forum, sarebbe piaciuto anche a me utilizzare questo tipo di riscaldamento x l'appartamento che sto' realizzando. Ma poi mi ha raccontato, un mio collega, che questo tipo di riscaldamento lo usavano nell'ospedale dove lavorava la sua ragazza e hanno dovuto eliminarlo xche' erano venute le vene varicose a tutti gli infermieri di quell'ospedale. Il motivo era che passando molte ore in piedi con il calore che arriva dal basso, le vene gambe si surriscaldano e si causa questo problema. Non so se sia vero, ma io ho rinunciato a questo tipo di riscaldamento e ho optato x quello tradizionale a caoloriferi. Ciao a tutti.

  • annasax
    Annasax Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 6 Maggio 2005, alle ore 11:22
    Ciao, sono nuovo anchio del forum, sarebbe piaciuto anche a me utilizzare questo tipo di riscaldamento x l'appartamento che sto' realizzando. Ma poi mi ha raccontato, un mio collega, che questo tipo di riscaldamento lo usavano nell'ospedale dove lavorava la sua ragazza e hanno dovuto eliminarlo xche' erano venute le vene varicose a tutti gli infermieri di quell'ospedale. Il motivo era che passando molte ore in piedi con il calore che arriva dal basso, le vene gambe si surriscaldano e si causa questo problema. Non so se sia vero, ma io ho rinunciato a questo tipo di riscaldamento e ho optato x quello tradizionale a caoloriferi. Ciao a tutti.

    E' un peccato che tu abbia rinunciato all'idea del riscaldamento a pavimento. Una volta questo tipo di riscaldamento comportava diversi fastidi perché nelle tubature scorreva acqua calda (60°C) ora l'acqua passa a bassa temperatura, che oltre ad evitare i problemi che hai elencato, comporta anche un certo risparmio.
    Ciao, ciao!

  • beppe64
    Beppe64 Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 6 Maggio 2005, alle ore 21:23
    E chi ti dice che anche a bassa temperatura non fa male? c'è qualche medico che certificherebbe questo? oppure può succedere che tra una decina d'anno ci diranno che anche a bassa temperatura non fa poi così bene. Certamente i produttori lo sanno ma non lo dicono...e allora nel dubbio cosa facciamo?

  • sardiata
    Sardiata Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 9 Maggio 2005, alle ore 11:57
    E chi ti dice che anche a bassa temperatura non fa male? c'è qualche medico che certificherebbe questo? oppure può succedere che tra una decina d'anno ci diranno che anche a bassa temperatura non fa poi così bene. Certamente i produttori lo sanno ma non lo dicono...e allora nel dubbio cosa facciamo?

    E' una vita che in estate cammino su pavimenti ed asfalto a quella temperatura (anzi anche di più nella mia zona) anche per diverse ore e non mi è successo niente....

  • beppe64
    Beppe64 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 9 Maggio 2005, alle ore 15:42
    E allora dobbiamo smentire chi dice che l'impianto a pavimento "di una volta", dove l'acqua viaggiava a 50-60°, fa male!!! e dire a tutte le persone che i problemi circolatori, soprattutto alle gambe, che hanno avuto non sono dovuti all'impianto, o no?

  • fabbb
    Fabbb Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 9 Maggio 2005, alle ore 21:24
    Non so cosa dire, io ho solo riportato un racconto di un mio collega, forse il problema era veramente di una volta, quando l'acqua era ad alta temperatura e poi gli infermieri stavano ore ed ore in piedi. Forse era proprio l'unione delle due cose a causare il problema. Ciao a tutti.

  • sardiata
    Sardiata Ricerca discussioni per utente
    Martedì 10 Maggio 2005, alle ore 15:30
    Battute a parte, io che non essendo esperto nel settore ho cercato di informarmi al meglio anche in campo medico;
    ho avuto anche in quest'ultimo caso la piena conferma che la temperatura del pavimento a pieno regime di riscaldamento ragggiunta da un impianto ben regolato (fattore importante), variabile cioè fra i 20° e i 22° non è assolutamente dannosa per il nostro corpo (parola di medici).
    Nè caro Beppe64 bisogna smentire chi ha accusato problemi in passato con pavimenti che raggiungevano temperature di 50° che effettivamente creavano disturbi.
    Quindi una cosa non smentisce l'altra.
    Saluti

  • edrian
    Edrian Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 11 Maggio 2005, alle ore 21:02
    Buongiorno o buonasera a tutti. Sono molto interessata alle vostre discussioni sulla questione del riscaldamento a pavimento e la circolazione... In questi giorni stavo cercando notizie su questo argomento e mi sono imbattuta in questo Forum...Volevo dirVi che io sto valutando alcune ditte che propongono il riscaldamento a parete e addirittura a soffitto con la stessa tecnologia degli impianti a pavimento...Qualcuno di voi ci ha mai pensato o ha avuto esperienza in merito???
    Ciao Adriana

  • dario70
    Dario70 Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 13 Maggio 2005, alle ore 10:41
    Ciao a tutte. Anch'io sto ristrutturando casa e abbiamo già deciso per il riscaldamento a pavimento. Quello che posso dire è che è eccezionale: io lavoro in un ufficio dove c'è questo tipo di riscaldamento e, tra l'altro, il pavimento è in parquet!
    La temperatura ottimale è tra i 20 e i 22° e posso assicurarvi che non ho mai avuto problemi di circolazione alle gambe di alcun genere.
    E poi il vantaggio principale, a parte l'aspetto estetico, è il risparmio sul riscaldamento.

    Saluti.

  • pollock
    Pollock Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 13 Maggio 2005, alle ore 21:47
    Vantaggi: bassa temperatura in gioco, non si movono particelle di polvere come nel caso dei termosifoni e/o convettori e la curva di calore riguardante il riscaldamento è ottimale.

    Savantaggi: non è consigliato per chi vive poco in casa, il riscaldamento a penneli ha in inerzia termica e pertanto non è un riscaldamento immediato come lo può essere un riscaldamento a termosifoni o meglio uno a convettori. Bisogna fare molta attenzione alle regolazioni di temperatura.

    Il riscaldamento a pannelli nelle pareti peronalmente non mi convice ....e se dovessi appendere un quadro ?.... Ehi e avete mai pensato di fare un riscaldamento a termoconvettori e d'estate....usare gli stessi convettori per un raffrescamento. Con il riscaldamento a pannelli non sarebbe il massimo....è possibile...ma c'è la neccessità di un deumidificatore altrimenti i valotrì di umidità salirebbero...troppo.

  • ecocomp
    Ecocomp Ricerca discussioni per utente
    Sabato 14 Maggio 2005, alle ore 13:22
    Pollok scrive:
    Svantaggi: non è consigliato per chi vive poco in casa, il riscaldamento a
    panneli ha in inerzia termica e pertanto non è un riscaldamento immediato come lo può essere un riscaldamento a termosifoni o meglio uno a convettori. Bisogna fare molta attenzione alle regolazioni di temperatura.

    Non è esatto, l'inerzia termica delle strutture è anche un fatto positivo, infatti spento l'impianto radiante, la struttura continua a cedere il calore, dopo 2-3 ore la temperatura ambiente non è diminuita, a differenza dei radiatori che dopo 1/2 ora senti l'ambiente già più freddo.Proprio per questo motivo gli impianti radianti possono funzionare "a ore" a secondo della presenza o meno delle persone. Negli impianti radianti la temperatura dei singoli locali si regola con un termostato che interviene sul circuito interessato, allo stesso modo degli altri sistemi tradizionali, non capisco dovo sono le difficoltà??!!

    pollok scrive:
    Il riscaldamento a pannelli nelle pareti peronalmente non mi convice ....e se dovessi appendere un quadro ?....

    Esistono sistemi a pareti radianti dove le tubazioni riscaldanti (2-3 tubi in rame sottointonaco) non superano l'altezza del davanzale delle finestre, dove presumo non appendi i quadri, se vuoi puoi farti un giro su www.sistemaecotermo.it e puoi vedere delle applicazioni.

    pollok scrive:
    Ehi e avete mai pensato di fare un riscaldamento a termoconvettori e d'estate....usare gli stessi convettori per un raffrescamento. Con il riscaldamento a pannelli non sarebbe il massimo....è possibile...ma c'è la neccessità di un deumidificatore altrimenti i valotrì di umidità salirebbero...troppo.

    Si lo pensato, ma quando ho visto che all'inverno l'aria scaldata saliva verso l'alto del locale (per differenza di peso specifico), mentre l'obiettivo era di scaldare la struttura nella parte bassa in cui vivo, misurando una temperatura a 1 mt di altezza dal pavimento di 20°C, mentre a livello del lampadario ho misurato 22-23 °C, ho capito che l'aria è un pessimo fluido per tasmettere il calore, con la conseguenza di avere maggiori dispersioni termiche verso l'esterno senza avere i relativi benefici. Quindi i sistemi radianti, specie la parete, trattengono il calore all'interno, mantenendo in equilibrio termico l'ambiente, e quindi migliori condizioni di benessere per le persone.Infine, non dimenticare che anche i sistemi a "convettori" o meglio a ventilconvettori necessitano all'estate di un gruppo frigorifero per fornire l'energia frigorifera agli apparecchi. ben più costoso di un deumidificatore.
    Un saluto a tutti....

  • luposky
    Luposky Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 16 Maggio 2005, alle ore 11:12
    Salve a tutti sono nuovo. Sono uno studente di architettura a Firenze e mi sono imbattuto nel forum cercando informazioni per il mio lavoro di tesi. Quello che sto cercando è se esistono sistemi di pavimenti radianti galleggianti. Ciao...

  • nereide
    Nereide Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 18 Maggio 2005, alle ore 21:45
    Ciao, sono nuovo anchio del forum, sarebbe piaciuto anche a me utilizzare questo tipo di riscaldamento x l'appartamento che sto' realizzando. Ma poi mi ha raccontato, un mio collega, che questo tipo di riscaldamento lo usavano nell'ospedale dove lavorava la sua ragazza e hanno dovuto eliminarlo xche' erano venute le vene varicose a tutti gli infermieri di quell'ospedale. Il motivo era che passando molte ore in piedi con il calore che arriva dal basso, le vene gambe si surriscaldano e si causa questo problema. Non so se sia vero, ma io ho rinunciato a questo tipo di riscaldamento e ho optato x quello tradizionale a caoloriferi. Ciao a tutti.

    Ciao a tutti
    sono nuova del forum.
    Cercavo informazioni per il riscaldamento a pavimento o a parete radiante per la casa che sto costruendo ma ora ho le idee un po' confuse...
    La casa è costrita in bioedilizia, quindi niente cemento e uso di isolanti naturali (fiocchi di cellulosa trattati con sali di boro).
    Il mio problema è il tipo di impianto di riscaldamento...Io ho già problemi di circolazione e vorrei contattare qualcuno che ha il mio stesso problema e stà usando il riscaldamento a pavimento per sapere come si trova. Mi piacerebbe inoltre sapere se, chi già usa questo tipo di riscaldamento ha realmete riscontrato un risparmio e di quanto.
    Grazie a tutti....questo forum è fantastico.

  • nereide
    Nereide Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 19 Maggio 2005, alle ore 08:23
    Buongiorno o buonasera a tutti. Sono molto interessata alle vostre discussioni sulla questione del riscaldamento a pavimento e la circolazione... In questi giorni stavo cercando notizie su questo argomento e mi sono imbattuta in questo Forum...Volevo dirVi che io sto valutando alcune ditte che propongono il riscaldamento a parete e addirittura a soffitto con la stessa tecnologia degli impianti a pavimento...Qualcuno di voi ci ha mai pensato o ha avuto esperienza in merito???
    Ciao Adriana

    Posso solo dirti che il caldo sale, non scende, quindi trovo perfettamente inutile usare pannelli radianti a soffitto, non credo che riusciresti a scaldare bene la casa.....Ciao

  • nellyna
    Nellyna Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 27 Maggio 2005, alle ore 17:24
    Una domanda ai tecnici del furum o a chi ha già installato il pavimento radiante: prima di posare le piastrelle o il parquet quando tempo deve passare per far asciugare il massetto sovrastante le tubature? In piena estate bisogna attivare la caldaia per far asciugare il massetto? Per quanto e a quanti gradi? Grazie 1000

  • sardiata
    Sardiata Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 30 Maggio 2005, alle ore 09:38
    Allora, dalle caratteristiche tecniche che ho ricevuto da alcune aziende leader nel settore, si evince che il tempo di "riposo" del massetto prima della posa dei rivestimenti è di 28 giorni;
    tuttavia con l'aggiunta di un additivo essiccante per cemento, da aggiungere nell'impasto prima della gettata, una settimana diventa un tempo più che sufficente.
    E' indispensabile che durante la gettata del massetto, l'impianto sia in funzione alla temperature di regime e continui ad esserlo per almeno 48h; mentre prima di questa fase l'impianto deve essere collaudato ad una pressione ed una temperatura più elevate.

  • joef70
    Joef70 Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 22 Febbraio 2006, alle ore 13:43
    Buongiorno a tutti i partecipanti del Forum.

    Lavoro per una primaria azienda che produce sistemi di riscaldamento a pavimento (di cui ometto volontariamente il nome), solitamente leggo Post come questi per capire l'opinione della gente in merito a questo tipo di impianti (si faccio la spia

    Mi permetto di intervenire in questo caso perché l'informazione data in risposta all'ultimo quesito è errata e pericolosa.

    La procedura corretta da seguire una volta ultimato il massetto è:

    - attendere 21 giorni per la maturazione del massetto (a meno che non si usi un accelerante di presa)

    - fare il collaudo del massetto scaldandolo secondo il ciclo previsto dalla norma

    - posare la pavimentazione (nel caso di posa di legno va verificata l'umidità residua)

    Ma soprattutto è importante NON accendere l'impianto durante i primi 21 giorni perché si rischia di rovinare la consistenza e la resistenza meccanica del massetto.

    Un saluto a tutti.

  • max60
    Max60 Ricerca discussioni per utente
    Domenica 2 Luglio 2006, alle ore 16:27
    E' un luogo "molto" comune ma inesatto.
    E' l'aria calda che va in alto, non il calore. La radiazione termica va indifferentemente in tutte le direzioni e riscalda la massa solida (pareti, pavimento, soffitto,...). Altrimenti come si spiegherebbe che passando dall'ombra al sole si sente immediatamente calore? (il sole è "in alto"!)
    E poi esistono testi universitari che parlano del soffitto radiante e decine di migliaia di metri quadri installati da anni in Germania, Austria, Svizzera, Svezia. Saranno mica tutti matti?

  • darioin
    Darioin Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 10 Settembre 2007, alle ore 17:10
    Scusatemi per l'oggetto, sembra essere un pò polemico, però non potevo fare a meno di commentare in modo positivo l'ultimo post di max60.

    Questo tipo di impianti, a soffitto o a pavimento che siano, riescono a riscaldare/raffrescare gli ambienti in modo ottimale in quanto non fanno altro che irradiare calore (da qui il termine riscaldamento radiante, volgarmente pannelli radianti)...

    O dall'alto (impianto a soffitto) o dal basso (impianto a pavimento) la sensazione di confort è sempre la stessa e la resa la medesima.

    Per intenderci, l'ideale sarebbe quello di realizzare l'impianto a pavimento nell'intera abitazione e l'impianto a soffitto nelle camere da letto; in questo modo, si riuscirebbe a cogliere al meglio gli effetti dei due sistemi.

    La paura che si possa danneggiare la serpentina è quasi nulla; realizzando l'impianto con tubo multistrato si deve fare solo attenzione in fase di piegatura (per la realizzazione delle curve). Rispettare il progetto, i passi di posa e quant'altro prescritto da chi fornisce il materiale è fondamentale per un'ottima resa dell'impianto.

    Invece, per chi è passato alla fase successiva, vorrei sottoporre il seguente quesito:
    Ho fatto realizzare la serpentina radiante passo 10, nell'intenzione di rivestire con parquet. Successivamente, per motivi economici, ho deciso di acquistare ceramica, per l'esattezza gres porcellanato in lastre 20x60.
    Il massetto, anzichè realizzarlo in cantiere con il fluidificante prescritto, è stato acquistato pronto, specifico per questo tipo di impianti.
    Essendo un massetto tecnico, non prevedeva giunti di dilatazione, fino ad una superfice di 100mq. Dato, quindi, che la mia abitazione è 100mq su due livelli, non è stato previsto alcun giunto.
    Il mio dubbio ora è il seguente:
    - che tipo di prodotto devo utilizzare come collante e fugante per non avere problemi con la pavimentazione?
    In commercio non ho trovato nulla di specifico, qualcuno saprebbe consigliarmi?
    -

  • zx2007
    Zx2007 Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 10:34
    Salve, volevo chiedere agli esperti se la tubazione dei pannelli radianti può essere in polibutilene, in quanto un idraulico afferma che non è obbligatorio usare quelli a barriera di ossigeno.

  • darioin
    Darioin Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 13:07
    Non mi sento un esperto, ma posso affermare che quelli a barriera d'ossigeno (tipo multistrato), appunto per la caratteristica tecnica, non permettono la formazione di calcare all'interno delle tubature.
    Correggetemi se sbaglio...

  • dendro
    Dendro Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 13:33
    Il tubo con barriera all'ossigeno evita che entri gas all'interno del circuito idraulico (mi rendo conto che è banale). Il gas nel circuito danneggia gli scambiatori delle caldaie a causa della formazione di ossido che, trasportato dal fluido può occludere i circuiti, inoltre ostacola la circolazione dell'acqua.

    E'meglio un tubo con barriera o, in alternativa per proteggere la caldaia, separare con uno scambiatore esterno il circuito caldaia da quello a pavimento; in questo modo però, salvo usare scambiatori con piastre inox, il circuito a pavimento e comunqe a rischio.

  • zx2007
    Zx2007 Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 18:56
    Meglio la barriera di ossigeno quindi,
    grazie per le risposte.

  • emanet
    Emanet Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 19:04
    Ciao, sono nuovo anchio del forum, sarebbe piaciuto anche a me utilizzare questo tipo di riscaldamento x l'appartamento che sto' realizzando. Ma poi mi ha raccontato, un mio collega, che questo tipo di riscaldamento lo usavano nell'ospedale dove lavorava la sua ragazza e hanno dovuto eliminarlo xche' erano venute le vene varicose a tutti gli infermieri di quell'ospedale. Il motivo era che passando molte ore in piedi con il calore che arriva dal basso, le vene gambe si surriscaldano e si causa questo problema. Non so se sia vero, ma io ho rinunciato a questo tipo di riscaldamento e ho optato x quello tradizionale a caoloriferi. Ciao a tutti.


    io ho montato l'imp. a pavimento e abito la casa da settembre 2006......
    per carità non fate il mio errore !!!!! io e mia moglie abbiamo le vene varicose grosse come corde !!!!! inoltre abbiamo sempre le caviglie gonfie !!!!!! dobbiamo camminare scalzi perché il pavimento è bollente !!!! Inoltre per un inverno abbiamo speso 30000 euro di gas metano !!!!!
    Mamma mia mi raccomando installate i termosifoni !!!! mi raccomando !!!!!

    ehehehhehehe...che ridere !!!!!!! :lol


    per chi dice che fa male......io questa estate avevo il pavimento + caldo di quest'inverno !!!!!!!!!!....
    quando è acceso l'imp. il pavimento a contatto con la mano non è caldo ma è "normale".....
    considerate che l'uscita della caldaia quando è molto freddo furi l'acqua va a circa 36-38° quindi inevitabilemnte quando arriva dentro "il massetto" è più fredda per questo al tatto del nostro corpo che è a circa36-37° ci risulta fresca, ditemi come può far male !!!!!

    chiaro che l'impianto deve essere progettato da un termotecnico , realizzato ad arte , la caldaia deve essere a condesazione con sonda esterna perché adatterà la temp. dell'acqua in funzione del freddo che c'è fuori

    L'inverno scorso tenevo 21° zona giorno (e spesso stavo in maglietta) e 19° zona notte........
    aumentavo e diminuivo la temperatura di 1° durante il giorno ovvero l'aumento di un grado iniziava il pomeriggio e rientrava la sera verso le 20.... cosi facendo la caldaia praticamente attaccava solo il pomeriggio perché quel grado che calavo la sera la casa lo manteneva tutta la notte fino alla metà mattina successiva.

    E' questo il segreto !!!! coibentare casa !!!!!!!!!!!!!!! io ho fatto cappotto esterno, tetto in legno coibentato e ventilato, finestre in PVC con vetri atermici basso emissivi.

    Cosi facendo l'anno scorso il primo inverno di casa costrita nuova (è risaputo che si spende +) casa di circa 210mq isolata 4 lati esposti ( e quelli a nord anche molto) !!!!! ho speso circa 1300 euro di gas......
    chiaramente impianto acceso i primi di novembre e spento a marzo mi sembra.....

    Quest'anno ho anche montato i pannelli solari, 42 tubi sottovuoto.

    CHiaro che per gestire l'impianto e interfacciarlo al meglio con la caldia e i pannelli ho installato una cella termica da 800 litri.....

  • zx2007
    Zx2007 Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 19:32
    CHiaro che per gestire l'impianto e interfacciarlo al meglio con la caldia e i pannelli ho installato una cella termica da 800 litri.....

    e pensare che a me un installatore mi ha detto che si può fare il tutto, senza nessun serbatoio di accumulo (superficie 100 mq. circa)

  • emanet
    Emanet Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 21:06
    CHiaro che per gestire l'impianto e interfacciarlo al meglio con la caldia e i pannelli ho installato una cella termica da 800 litri.....

    e pensare che a me un installatore mi ha detto che si può fare il tutto, senza nessun serbatoio di accumulo (superficie 100 mq. circa)


    tutto si fa......di certo se vuoi interfacciare i pannelli solari un accumulo è obbligatori !!!!!

  • zx2007
    Zx2007 Ricerca discussioni per utente
    Martedì 11 Settembre 2007, alle ore 22:06
    Tutto si fa......di certo se vuoi interfacciare i pannelli solari un accumulo è obbligatori

    è questo che voglio dire, sembrerebbe che il tutto si limita ad una valvola che in assenza di acqua calda dai pannelli solari bypassa quella della caldaia, stop.

  • emanet
    Emanet Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 12 Settembre 2007, alle ore 06:43
    Tutto si fa......di certo se vuoi interfacciare i pannelli solari un accumulo è obbligatori

    è questo che voglio dire, sembrerebbe che il tutto si limita ad una valvola che in assenza di acqua calda dai pannelli solari bypassa quella della caldaia, stop.

    è fiìondamentale avere una sorta di "batteria" per accumulare il caldo "catturato" dai pannelli durante il giorno e riutilizzarlo quando ti serve chiaramente nell'arco di qualche ora (per esempio la sera), per questo si usano le celle ecotermiche o accumuli o puffer come + ti piace.
    Considera che io con 2 pannelli da 21 tubi sottovuoto ciascuno in questo periodo ho l'acqua della cella ecot. ( sono 800 litri) a circa 65-70 °.
    Quasta temperatura la uso tranquillamente fino la mattina successiva per l'acqua sanitaria inquanto in una notte mediamente perdo 5° .
    Da Aprile ho chiuso la manetta del gas e credo fino ottobre non la riapro !!!!! è una soddisfazione vedere il contatore praticamente fermo !!!!!!!

  • zx2007
    Zx2007 Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 12 Settembre 2007, alle ore 12:32
    Considera che io con 2 pannelli da 21 tubi sottovuoto ciascuno in questo periodo ho l'acqua della cella ecot. ( sono 800 litri) a circa 65-70 °.
    Quasta temperatura la uso tranquillamente fino la mattina successiva per l'acqua sanitaria inquanto in una notte mediamente perdo 5° .
    Da Aprile ho chiuso la manetta del gas e credo fino ottobre non la riapro !!!!! è una soddisfazione vedere il contatore praticamente fermo !!!!!!!

    Sono totalmente daccordo, con due pannelli così, anche con 400-500 lt. dovrei avere soddisfazioni.

  • darioin
    Darioin Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 12 Settembre 2007, alle ore 19:03
    Scusate, capisco l'entusiasmo, spero di dire lo stesso il prossimo inverno.
    Il mio dubbio rimane quello della colla e della fuga (quesito più dettagliato nel post precedente).
    Qualcuno saprebbe indicarmi se esistono prodotti specifici che evitino problemi con il massetto radiante?

  • emanet
    Emanet Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 12 Settembre 2007, alle ore 20:44
    Scusate, capisco l'entusiasmo, spero di dire lo stesso il prossimo inverno.
    Il mio dubbio rimane quello della colla e della fuga (quesito più dettagliato nel post precedente).
    Qualcuno saprebbe indicarmi se esistono prodotti specifici che evitino problemi con il massetto radiante?

    basta che utilizzi prodotti di marca....per esempio mapei e va sul sicuro !!!!!!!!!!

  • darioin
    Darioin Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 12 Settembre 2007, alle ore 21:26
    So che esistono prodotti specifici, magari di marche meno blasonate...

  • emanet
    Emanet Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 13 Settembre 2007, alle ore 06:45
    So che esistono prodotti specifici, magari di marche meno blasonate...

    allora la domanda dovevi formularla in altro modo, ovvero esistono colle e stucchi economici per impianto a pavimento?????

    Mio consiglio personale : non risparmiare su colla e stucco, magari risparmia sull'arredamento, perché una volta incollato il pavimento ti resta per tutta la vita, e se poi dopo qualche anno ti da problemi, ti iniziano a "suonare" le mattonelle......sono ca**i !!!!!

  • darioin
    Darioin Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 13 Settembre 2007, alle ore 17:45
    Mi dispiace ma hai fatto un buco nell'acqua!!!
    Risparmio!!!
    Con queste cose non scherzo, perché la penso come te...

    Immagina che non ho seguito neanche i consigli della ditta, la quale mi diceva di far eseguire il massetto in cantiere con la semplice aggiunta di un fluidificante!!!
    Infatti, ho preferito spendere per 3 volte, acquistando un massetto tecnico specifico per termopavimenti (Laterlite MassettoMix PaRis).

    Il consiglio che cercavo è appunto a seguito del massetto da me utilizzato, il quale, non necessitando di giunti di dilatazione (fino a 100mq), è stato realizzato senza giunzioni.
    Il massetto assorbirà i microspostamenti dovuti agli sbalzi di tempetura, ma il gres porcellanato 20 x 60 che comportamento avrà?

    Attualmente sono indirizzato per Kerakoll H40 Super (bicomponente), ed additiverò la fuga (fugabella) con il prodotto al lattice che ne abbassa il modulo elastico, sempre kerakoll.

    Però cercavo qualcosa di più specifico...

    Ad esempio per il massetto, ne Mapei ne Kerakoll avevano nulla di specifico; mi consigliavano i classici massetti a ritiro controllato ed asciugatura rapida (quelli per il parquet, per intenderci).
    Invece, ricercando su marchi meno blasonati, ho trovato questo prodotto che è specifico per termopavimenti ed è l'unico ad avere un altissimo coefficiente di trasmittanza certificato.

    Accetto consigli......

  • archibagno.it
    Archibagno.it Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 13 Settembre 2007, alle ore 18:18
    Ma abbi pazienza...

    Contatti l'azienda che produce il tuo pannello radiante e ti fai spiegare come devi pavimentarlo...

    Gli esperimenti ti portano solo a perdere l'eventuale garanzia, con la scusa che poi non hai seguito le loro indicazioni...

  • darioin
    Darioin Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 13 Settembre 2007, alle ore 19:05
    Garanzia!!!
    In queste cose la garanzia è relativa!

    La Geberit mi ha progettato l'impianto e mi ha fornito: materiale, calcolo termico, resa dell'impianto, spessori minimi dei massetti, regolazione delle valvole tetentrici in funzione dei circuiti...
    Io ho rifiutato il solo fluidificante per il massetto è ho acquistato un prodotto tecnico che mi garantisce in soli 3cm di spessore sopra il tubo, anzichè dai 4 agli 8 cm prescritti, una efficienza (resistenza ed inerzia termica) superiore.

    Se tra un paio di anni mi si rovina il tubo, oppure si schiaccia, si fora, la colpa è certamente del materiale; in questo caso corrisponderà Geberit ovviamente a seguito di un'attenta analisi del guasto...

    Se invece a primo inverno mi saltano le mattonelle, ed il massetto rimane intero, la colpa è del collante; quindi dovrà corrispondere chi mi ha garantito che quella colla era per quegli utilizzi.

    Se invece si crepa il massetto, quindi mi si spaccano le mattonelle, la colpa è del massetto; quindi la ditta che me lo ha garantito deve assumersi le proprie responsabilità:
    - Non mi dirà di certo che dovevo realizzare i giunti, perché la caratteristica del prodotto è proprio quella (nessun giunto fino a 100mq). -- Non mi potrà dire che 3 cm sopra il tubo sono insufficienti, perché il prodotto è garantito per quelle quantità (in quanto fibrorinforzato con fibre di acciaio inox).

    Quindi ogni processo vede un responsabile, compreso chi ha posato in opera il materiale. Se, ad esempio, la geberit mi avrebbe detto che il massetto da me scelto a lungo andare corrode i tubi, certamente non l'avrei utilizzato. Quindi tutto torna, e penso, fin ora, di aver fatto tutto secondo i dettami della regola d'arte...

    Per continuare secondo tali dettami, sto cercando colla e fuga specifici, informazione che certo la Geberit o la Laterlite non possono darmi...

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