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2010-11-10 07:05:22

Posizione inverter impianto fotovoltaico


Niconic
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26 Ottobre 2010 ore 13:27 8
Che distanza è giusto che ci sia tral'inverter ed i pannelli fotovoltaici?

il mio installatore usa dei cavi da 4.5mm, ed ho un impianto da 3.6Kw

So che c'è una perdita di carico dovuta al surriscaldamento dei cavi che collegano i pannelli all'inverter, ma non so che tipo di perdita ho se metto l'inverter nel garage, che dista circa 20-25 metri lineari dai pannelli
Potrei metterlo in soffitta più vicino ai pannelli (circa 10 metri di distanza) ma sarebbe poco accessibile e brutto da vedere.

se sapessi che, aggiungendo 20 metri, ho una perdita dell'1% non mi preoccuperei, ma se fosse già del 5% ....

sapete darmi info?
Grazie
Nico
  • fabiopue
    0
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    Sabato 30 Ottobre 2010, alle ore 13:11
    Ho installato un impianto simile al tuo e, per quanto mi è dato di sapere, non sono i fili ad aver problemi di surriscaldamento, quanto l'inverter che lavorando dissipa calore. 20 metri tra i pannelli e l'inverter non mi sembrano una distanza proibitiva ma un calcolo preciso andrebbe effettuato con gli strumenti. Io ho preferito posizionarlo sotto il tetto per massimizzare la produzione in quanto, come certo saprai, le perdite nei tratti in CC sono assai più sensibili che in quelli in alternata. Ciao. Fabio

  • stefan
    0
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    Domenica 31 Ottobre 2010, alle ore 14:56
    Se i cavi surriscaldano sono di sezione troppo sottile. 20 m lineari cosa significa ? Quello che conta è la lunghezza totale del conduttore, inoltre è importante che i tubi in cui scorre siano di diametro adeguato.
    Cavi da 4,5 mm cosa significa ? Diametro o sezione (4,5mmq) ? perché in quest'ultimo caso è una sezione un po' strana...

    x fabio, mi spieghi perché nei tratti in CC le perdite sono assai più grandi che nei tratti AC ?

  • fabiopue
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 3 Novembre 2010, alle ore 21:21
    Le perdite in corrente continua sono unicamente dovute all'effetto joule: quindi P= RxI^2 dove R è la resistenza del conduttore utilizzato ed I l'intensità di corrente che lo attraversa. In regime sinusoidale, alle perdite per effetto joule si aggiungono generalmente le perdite nei materiali magnetici utilizzati, perdite dovute alle correnti parassite ed all'isteresi magnetica. Nonostante questi dati di fatto, il mio installatore ha insistito nell'affermazione che sarebbe stato molto meglio tenere al minimo della lunghezza le tratte in CC, probabilmente perché tensioni e correnti prodotte dalle stringhe, prima del "trattamento" dell'inverter, sono tutt'altro che stabili. O forse me l'hanno raccontata bene. Ciao. Fabio

  • robire
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 4 Novembre 2010, alle ore 09:33
    A me hanno fatto tenere l'inverter il più vicino possibile per avere il massimo rendimento visto che il contatore con cui mi pagano è proprio li accanto.
    secondo me può essere anche una questione di costi, se non ho capito male quelli che scendono dai pannelli all'inverter sono "speciali".

  • stefan
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Sabato 6 Novembre 2010, alle ore 17:52
    Eh si Fabio, in effetti è proprio così (ovvero il contrario), vedo che hai fatto una ricerca in rete...
    Quindi, secondo il tuo elettricista, i pannelli producono una tensione talmente instabile da diventare AC ?
    ) con una frequenza superiore a quella di rete (50 cicli al secondo)......

  • anonimo
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 8 Novembre 2010, alle ore 21:58
    Salve a tutti,
    la questione interessa anche a me e vorrei capire dagli esperti la soluzione.
    Provo a riformulare la domanda:
    Fissata la distanza pannelli-contatore, e' meglio minimizzare la distanza pannelli-inverter oppure quella inverter-contatore?
    Grazie mille

    danilo

  • claudiotermografia
    0
    Ricerca discussioni per utenteNessuna
    Martedì 9 Novembre 2010, alle ore 13:46
    Sinceramente non ho mai notato questo genere di problema

    sui nei grandi impianti su capannoni dove un inverter gestisce più stringhe ne nell' impianto casalingo con l'inverter posizionato in cantina

    se cè una perdita è valutabile con la strumentazione di controllo e si può adeguare dove occorre la sezione dei fili.

    Dei due io consiglio l'installazione dell' inverter in un punto dove possa avere una buona aerazione senza rischio di surriscaldamento e la corretta posa dei pannelli in modo da permettere una buona ventilazione degli stessi

  • anonymous
    0
    Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 10 Novembre 2010, alle ore 07:05
    Non cambia nulla, se la sezione dei fili è adeguata alla potenza massima fornita dall'impianto col massimo irraggiamento.
    L'importante è che l'inverter sia in un luogo accessibile ventilato e asciutto.
    Poi, altro discorso, per le fantasie di qualche "elettricista" c'è sempre la possibilità di informarsi in internet o su qualche libro di elettrotecnica di base.
    Una cella fotovoltaica (con una spiegazione terra terra) si può vedere come un led al contrario, uno gli dai corrente e da luce, l'altro gli dai luce e da corrente, e siccome sono entrambi una giunzione P-N, e le stringhe non sono altro che tante giunzioni P-N messe in fila (serie) la corrente non può che fluire in un unico senso DC o CC in italiano.

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