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Richiesta quota spese costruzione parti comuni dopo il rogito!


Martacogo
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21 Aprile 2018 ore 09:37 2
Buongiorno a tutti,
mi trovo in questa situazione: dopo aver acquistato un immobile al grezzo a maggio dell’anno scorso, il costruttore (che mi ha venduto la casa come privato e che è lo stesso che ha nel lontano 2007 ha costruito anche tutto il “quartiere” con altre 7 biville, strada di accesso, cancelli, allacciamenti, campanelli, cassette della posta ecc) ad un anno dal rogito mi presenta un conto di 4.000€ come quota unitaria della somma di tutte queste spese da lui sostenute più di 10 anni fa.
Ha diritto a farlo?
Se si, come posso io giustificare questa spesa dato che tutte le fatture sono a nome della sua azienda con cui io non ho avuto nulla a che fare?
Puntualizzo che nell’atto di compravendita io ho acquistato la casa da lui “con ogni annesso è connesso, pertinenza e accessorio, servitù e quota millesimale delle parti comuni”.
Grazie a chi vorrà rispondermi.
Marta
  • lucag1979
    Lucag1979 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 26 Aprile 2018, alle ore 16:37
    La questione va necessariamente approfondita "carte alla mano". Così, senza esame della documentazione, non è possibile dare risposte. Va chiarito di che spese si tratta. Se sono spese inerenti a lavori connessi alla consegna del bene, allora la spesa va pagata dal costruttore, a meno che nell'atto tu non ti sei accollato un qualche onere. Se, invece, sono spese di gestione delle cose comuni, andrebbe capito di che spese si tratta per capire se puoi contestarle.
    rispondi citando
  • manuelamargilio
    Manuelamargilio Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 27 Aprile 2018, alle ore 19:25
    Buongiorno, in merito alla fattispecie descritta farei anche una considerazione: la legge stabilisce dei termini massimi entro i quali richiedere il pagamento di un credito. In particolare si prevede che, in linea generale, i diritti di credito si prescrivono, questo vuol dire che trascorso un certo lasso di tempo non si può pretendere più nulla. Il termine di prescrizione ordinario è pari a 10 annni che decorronodal momento in cui il credito stesso è sorto (si farà riferimento ad esempio al contratto originariamente stipulato) .Se il creditore nei dieci anni non compie atti interruttivi della prescrizione, ad esempio con una lettera di messa in mora, questo suo diritto si estingue e da quel momento non può più pretendere alcunchè.
    Inoltre, è il creditore che avanza delle pretese a dover dimostrare la sussistenza del credito ancora pendente che a suo dire non sia stato pagato.
    Saluti
    rispondi citando
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