Sto vendendo un appartamento che per ignoranza mia e malizie altrui, scopro avere un tetto massimo di vendita imposto per convenzione dal comune. Chiaramente si tratta di appartamenti costruiti in diritto di superficie di 99 anni rinnovabili. Premetto di non essere stato il primo assegnatario, di non aver quindi usufruito di alcuna agevolazione e di aver comprato al prezzo di mercato nel 1992. Con la finanziaria ora sono bloccato nella vendita e questo, come oramai si sa dipende dalla impossibilità di vendere praticamente a qualcuno ad un prezzo di molto superiore a ciò che scrive il comune (il valore di una Punto), mentre il mio acquisto è stato già fermato da una sostanziale caparra.
Purtroppo ho letto la convenzione e quello che risalta di più all'occhio è la mancanza di una scadenza, presente invece nelle altre convenzioni. Ad oggi sono passati più di 30 anni dalla scrittura notarile della convenzione essendo stata redatta nel 1976. E' assurdo trovarsi in queste situazioni, con la frustrazione aggravante di sentirsi dire che magari sono stato agevolato all'atto di acquistarla. Eppure sappiamo benissimo che quello di denunciare ad un prezzo più basso era il vizietto dell'Italia tutta ma questo purtroppo non mi ha permesso di accorgermi che quel prezzo descritto sul rogito non era basso per scelta ma per imposizione.
Non so più dove andare a sbattere... ho provato anche al comune, si parla di riacquisire pagando il diritto di proprietà ma occorrerebbe farlo in blocco, tutti i condomini... e la cosa è altamente improbabile.
Spero in un aiuto o un idea...o un appiglio di legge vista la mancanza di scadenza nella suddetta.... ci vuole proprio un genio! HELP!