Buongiorno a tutti e scusate se torno ancora sull'argomento ma purtroppo devo:
sono, dal 2001 sfortunata proprietaria di alloggio costruito in penotata proprietà in base alla convenzione stpulata in data 28.12.1977. A parte la truffa subita all'atto d'acquisto per la quale mi rivolgerò in settimana ad un legale in quanto posso dimostrare d'aver pagato un prezzo superiore a quanto indicato in rogito e corrispondente a quanto previsto dalla convenzione, ora mi trovo a dover vendere il mio appartamento e credevo che:
- fatta la richiesta di intavolazione della piena proprietà a mio nome,
- trascorsi più di 30 anni dalla data di stipula della prima convenzione (ex T.U. edilizia art. 18)
l'appartamento fosse liberamente vendibile.
Però il Comune di Trieste, per vendere l'appartamento mi chiede 9.000,00 euro stabiliti forfetariamente previo successivo conguaglio per "sostituzione pro quota millesimale - ex art. 31, comma 46 e seguenti della legge n. 448/98 - della originaria convenzione stipulata ai sensi dell'art. 35 della L. 865/71 per gli interventi realizzati su aree cedute in piena proprietà con le convenzioni di acui all'art. 8 della L. 10/77 previo pagamento del corrispettivo determinato secondo i criteri indicati al comma 48 dell'art. 31 della L. 448/98 (giusto prezzo di espropriazione).
Ora io non riesco a capire come il Comune possa SOSTITUIRE una convenzione che trascorsi 30 anni non esiste più, e, inoltre, la mia casa è stata costruita su terreno demaniale trasferito gratuitamente alla Regione e successivamente al comune con D. Lgs. n. 237/2001.
Mi sento in un ginepraio, se qualcuno è capace di aiutarmi.
Ringrazio infinitamente.