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Consumo gas metano per riscaldamento a pavimento


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03 Dicembre 2004 ore 14:28 35
Ciao a tutti.
Volevo fare un confronto con chi ha il riscaldamento a pavimento.
Io ho una casa singola con riscaldamento a pavimento che riscalda circa 200 mq. divisi in due piani.
Al piano giorno sono impostati 20° fissi dalle 6.30 alle 21, piano notte 18° dalla 6.30 alle 20.30.
Di notte abbasso di 3°.
Spendo al mese circa 250 Euro.
Sono nella norma, spendo troppo o spendo poco?
Interessante sarebbe, per poter fare un confronto, sapere cosa si spende con il classico impianto a radiatori per gli stessi mq.
Fatemi sapere e poi possiamo darci dei suggerimenti per ottimizzare al meglio i nostri impianti.
Ciao Antonio68
  • Ecocomp Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 3 Dicembre 2004, alle ore 18:38
    Il costo di ?250/mese, è la media dei 6mesi invernali ??!!, o il mese di dicembre, gennaio, notoriamente i più freddi della stagione;per darti un consiglio mirato sarebbe meglio sapere il costo totale del periodo (6mesi) e quale tipo di combustibile è stato impiegato....saluti
    rispondi citando
  • Antonio68 Ricerca discussioni per utente
    Sabato 4 Dicembre 2004, alle ore 10:01
    Grazie innazitutto per la risposta.
    Il costo di ?250/mese, lo raggiungo nei mesi più freddi mentre negli altri la spesa si aggira sui ?200/mese.
    Utilizzo gas metano.
    Nella spesa mensile è compreso anche il consumo ad uso domestico cioè acqua calda bagni e fornelli, che calcolo 1 Mc/giorno.
    Spendo per sei mesi circa 1.400,00 ?, compresi i consumi domestici.
    Per essere più preciso ti dico che nei giorni con temperatura media di 8° (per spiegarci qualle attuale) consumo circa 12 Mc/giorno mentre con temperatura media da 5 a -3 (giorno e notte) consumo circa 17 Mc/giorno.
    Un'ultima cosa i tubi dell'impianto, quelli che partono dalla caldaia e arrivano alle pompe, non sono coibentati e nel collettore girano sempre circa 100 litri.
    Purtroppo non ho una caldaia a condensazione, ho una caldaia AXIA Mod. 29E che cmq. mi sembra possa portare una riduzione dei cosumi.
    Chiedi altre notizie se servono a fare delle comparazioni.
    Spero di aprire una valida discussione che sia di aiuto e confronto per tanti, anche per chi ha un impianto tradizioanale. Ciao
    rispondi citando
  • Ecocomp Ricerca discussioni per utente
    Sabato 4 Dicembre 2004, alle ore 11:21
    Ti segnalo la mia esperienza diretta di una casa unifamiliare in Lombardia costruita recentemente, munita di un sistema di riscaldamento a pareti radianti (2-3 tubi riscaldanti in rame, posti sotto intonaco, correnti generalmente solo sui muri perimetrali). L'abitazione ha una superficie di 150 mq. altezza dei locali 3 m, volume totale 450 mc. L'impianto funziona con una caldaia a condensazione a metano da 25 kW, il consumo di metano nella stagione 2003-04,(6 mesi) è stato di 990 mc. equivalenti a 2,2 mc. di metano per mc. di volume riscaldato. Nel tuo caso, supposto il costo del metano di 0,6 ?/mc (con IVA), il consumo di metano risulta di 1400?/0,6 = 2400 mc. meno il consumo per altri usi di c.a. 200 mc. il consumo di metano per il tuo impianto è di 2200 mc. La tua abitazione da 200 mq. supposto una altezza di 3 m. ha un volume totale di 600 mc. Il consumo specifico risulta pari a 3,7 mc. di metano per mc. di ambiente, superiore del 40% rispetto al primo caso. Con l'adozione di una caldaia a condensazione riduci di circa il 15% il consumo di metano.Il restante maggior consumo (25%)dipende dalla coibentazione dei muri, e dalla scelta del tipo di sistema di riscaldamento. Ti ringrazio di aver "lanciato" questo argomento, spero si possa aprire una discussione proficua, in cui altri possano portare le proprie esperienze....ciao a tutti
    rispondi citando
  • Antonio68 Ricerca discussioni per utente
    Domenica 5 Dicembre 2004, alle ore 15:42
    Ciao Ecocomp, finalmente ho trovato una persona che parla la mia stessa "lingua". Non hai idea con quanti idraulici e tecnici ho iniziato questo discorso e tutti mi hanno dato risposte vaghe, superficiali. Nessuno che abbia riportato un esempio concreto. Ma come fanno poi a consigliare i loro clienti!!!!!!!!!!!!!!!
    Cmq. la discussione mi appassione e mi tocca nel vivo quindi ti do altri nr.
    Ho approfondito il tema, la superficie che riscaldo a casa mia è di 193 Mq che corrisponndono a 520 Mc.
    Il mese scorso l'impianto ha funzionato per 23 gg con un consumo di 326 Mc di gas metano.
    Tieni conto che rimaneva acceso così: dalle 06.30/8.20 a 21° - 8.20/17.30 18° - 17.30/21 a 21°.
    Questi primi cinque giorni funziona: al piano giorno sono impostati 20° fissi dalle 6.30 alle 21, piano notte 18° dalla 6.30 alle 20.30.
    Di notte abbasso di 3°.
    La media di questi 5 gg è di 14 Mc.
    Spero che qualcun altro si inserisca nella discussione e mi dica se sono in media.
    Ciao
    rispondi citando
  • Giacuratolo Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 6 Dicembre 2004, alle ore 23:33
    Come fanno i clienti a chiedere questi consigli agli idraulici! spesso il cliente non si rende conto di avere a che fare con un "INSTALLATORE" e non con un tecnico. in parole povere questo idraulico potrebbe avere imparato "guardando" per anni un altro idraulico e ciò non toglie che non sia un bravo idraulico. ma per le consulenze bisogna rivolgersi ai termotecnici e comunque a specializzati.
    rispondi citando
  • Antonio68 Ricerca discussioni per utente
    Martedì 7 Dicembre 2004, alle ore 13:44
    Ciao Giacuratolo.
    Io non sono d'accordo con te.
    C'è un vecchio detto che recita: il bidello conosce più del preside.
    Un buon idraulico deve sapere quale resa ha un impianto, poichè spesso il progettista progetta su carta senza mai conoscere a fondo tutte le varie sfaccettature che può avere una casa in fase di costruzione.
    Antonio68
    rispondi citando
  • Giacuratolo Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 8 Dicembre 2004, alle ore 16:36
    Ciao Antonio 68.
    Se molti bidelli conoscessero più del preside non sarebbe neanche tanto un guaio, non si spiegherebbe però perchè uno non sta al posto dell'altro e viceversa.
    Il fatto è che molto spesso molti bidelli pensano di conoscere più del preside, e questo sarebbe molto grave.
    Allora è bene che ognuno faccia il suo lavoro.
    Metafore a parte ti dico come la penso:
    un impianto termoidraulico deve essere progettato da un tecnico abilitato, che se è in gamba conosce il suo lavoro e sa che cosa vuole dire costruire una casa. Un idraulico si deve preoccupare di eseguire bene gli ordini scritti del progettista e deve montare ed assemblare tutte le parti che compongono l'impianto stesso. Da buoni installatori possono uscire ottimi consigli ma non si può fondare un progetto termotecnico sui loro pareri. Per di più che non è che un impianto ha una determinata resa e basta altrimenti esisterebbe un solo tipo di impianto; esistono tantissimi fattori e variabili che solo chi progetta di mestiere può conoscere.
    giacuratolo
    rispondi citando
  • Ecocomp Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 9 Dicembre 2004, alle ore 07:38
    In via di principio condivido le precisazioni di ?giacuratolo?, ma poi dobbiamo fare i conti con la realtà. Non sempre esiste il progetto fatto da un termotecnico, spesso l?idraulico o installatore si arroga la capacità di installare o modificare l?impianto senza il supporto del progettista e allora cominciano i guai per il cliente. In questo caso il cliente ha come unico contraente l?idraulico, e quindi una figura giuridica ben definita, spesso una ditta individuale, che a tutti gli effetti deve rispondere della funzionalità del lavoro e dare tutte le garanzie e informazioni per il corretto funzionamento dell?impianto, anche per quanto riguarda consumi, rese, etc.Il livello professionale degli idraulici è in genere mediocre, salvo qualche lodevole eccezione. La categoria dei progettisti termotecnici è in genere preparata, fino a quando la richiesta del cliente resta nell?impiantistica tradizionale (radiatori, termoconvettori, etc), appena la richiesta si orienta verso sistemi di riscaldamento innovativi, a basso consumo o a energia rinnovabile, i discorsi diventono fumosi, incerti, di poco aiuto. Il mondo delle innovazioni tecnologiche avanza velocemente, basti pensare all?uso delle ?pile a combustione? ormai una realtà, per contro la proposta più frequente del progettista e dell?idraulico non va oltre ai radiatori, pannelli radianti a pavimento, caldaie tradizionali o al massimo la caldaia a condensazione. Spesso ho trovato più sensibilità e preparazione nei clienti, riguardo i nuovi sistemi ; infatti si documentano, frequentono mostre, comprono manuali sulla bio-architettura e sulle energie rinnovabili, trovando spesso impreparati sia gli idraulici che i progettisti. Mi scuso dello sfogo, ma è stato spontaneo,?..saluti a tutti
    rispondi citando
  • Antonio68 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 9 Dicembre 2004, alle ore 13:37
    Mi dispiace che questa doscussione sia stata "deviata" in una sorta di polemica.
    Mi scuso con tutti ma non era certamente mia intenzione.
    Il mio intento era quello di poter fare un paragone con qualcuno che potesse avere la mia stessa curiosità ed interesse a sapere se il proprio impianto è efficiente in termini di resa calorifica e risparmio energetico.
    Al di la di quanto possa aver scritto e firmato un professionista.
    Pertanto rinnovo l'invito a tutti per un confronto sereno in tal senso.
    Il mio consiglio è quello di non fidarsi totalmente dei dati forniti sulla carta poichè ci possono essere delle sorprese per chi non è del mestiere.
    rispondi citando
  • Antonellas Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 15 Dicembre 2004, alle ore 11:48
    Insomma polemiche a parte Antonio risparmia o no rispetto a un riscaldamento con i radiatori???
    Chiedo perchè la cosa mi interessa, e molto anche.
    Devo ristrutturare casa e pur vivendo in prov. di Bari (e quindi pur non avendo temperature sotto lo zero) vorrei installare un impianto di riscaldamento/raffrescamento a pavimento. La mia abitazione è composta da 1° piano - zona giorno (80 mq), 2° piano - zona notte (80 mq), 3° piano - mansarda (30 mq) con terrazzo indipendente. Le volte sono alte 3.60 m e i muri perimetrali spessi circa 60 cm.
    Che ne dite mi conviene?
    C'è un effettivo risparmio con l'impianto a pavimento o la spesa non vale l'impresa?


    Grazie.

    Anto
    rispondi citando
  • Yuri.helga Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 15 Dicembre 2004, alle ore 22:29
    Ciao Antonio68,
    dal 2002 ho un'impianto a pavimento con caldaia a condensazione alimentata a metano.
    Lo studio è stato fatto da un ingeniere che ha stabilito innanzitutto la coibentazione esterna con rivestimento a "cappotto", le varie zone nel mio caso 3 (giorno,notte e bagni), e tutti i calcoli relativi alla quantità di tubi per ogni locale.
    Casa mia è circa 100mq disposti su di un piano, anche il mio impianto è utilizzato per l'acqua calda e i fornelli (siamo in 2).
    Mantenendo una buona temperatura 20 22 gradi ho una spesa annua di circa 1000euro.
    Chi viveva prima di me in questa casa con un'impianto tradizionale mi ha detto che spendo la metà o meno di quello che spendevano loro.
    Spero aiutare te e altri che sono interessati a questo tipo di impianto.
    Ciao.
    rispondi citando
  • Antonio68 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 16 Dicembre 2004, alle ore 13:06
    Ciao yuri.helga,
    la tua informazione è molto preziosa poichè mi da già alcuni riferimenti.
    La mia casa non il "cappotto" ma ha il muro da 45 cm ovvero 20 di mattone, 6 di coibentazione e 12 di tramezza ed il resto sono le malte.
    Purtroppo ho delle ampie vetrate a nord senza copertura e questo mi porta una perdita termica notevole.
    Cmq. ho già scritto che io per i sei mesi invernali spendo circa ?1.400,00 mettiamo che durante l'estate ne spenda altri 100 ho una spesa totale di ?1.500,00.
    La mia casa è di circa 200 mq.
    Credo di essere nella media ma spero in altri interventi che possano aiutare me e adesso anche te a capire l'efficienza dei nostri impianti.
    Ciao e auguri.
    rispondi citando
  • Anonymous Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 18 Febbraio 2005, alle ore 11:48
    Prima di tutto ciao a tutti.
    Premetto di essere abbastanza ignorante in materia!!
    Ho appena firmato un contratto di locazione di un appartamento con riscaldamento a pavimento, nel quale è installato un modulo satellitare "futura AC" della ditta "comparato".
    Vorrei sapere, se possibile e in linea di massima quanti Kw si producono con un metro cubo di metano e come può variare tale consumo, visto che i calcoli effettuati dall'installatore sembrano eccessivi sia a me che al proprietario di casa. La caldaia ha un rendimento del 95% e l'appartamento è di 47 metri quadri.
    Mi scuso per i termini forse non proprio tecnici e Vi ringrazio anticipatamente per le eventuali e graditissime informazioni che vorrete inviarmi.
    Emanuele
    rispondi citando
  • Enry68 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 21 Febbraio 2005, alle ore 13:57
    Ciao mi sento di spezzare una lancia in favore degli installatori, vi garantisco che in giro ci sono progetisti che valgono meno di un installatore, Per ritornare al tuo quesito non e possibile un paragone tra diversi immobili, ci sono molti fattori che concorrono in un impianto,l, esposizione dell, immobile, il tipo di regolazione se automatica o a punto fisso, il tipo di materassino usato, il tipo di tubo la caldaia ( se pure tutte a condensazione ci sono significative differenze tra le vbarie marche).
    Per la scielta del tipo di riscaldamento essendo sicuramente di primaria importanza l' economicita di utilizzo e da valutare anche il notevole confort abbitativo dato dal riscaldamento a pavimento.
    Tieni presente che un impianto a pavimento per rendere al massimo e di conseguenza consumare meno deve essere bilanciato tra i vari circuiti.
    rispondi citando
  • Diego76 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 28 Febbraio 2005, alle ore 12:20
    Ciao a tutti il mio problema che vi espongo è il seguente: installo un riscaldamento a pavimento per risparmiare, così mi è stato detto e invece spendo di consumi (intendo) il doppio di un tradizionale?premetto che la casa è nuova e che è stato fatto il cappotto, installato un impianto eurotherm (costosisssimo ma che dovrebbe esser il migliore) che effettivamente la distribuzione del calore è si ottimale, la metratura è di 115 m2 e la media delle altezze è di 2.7m. Mantenendo 55 m2 alla temperatura di 20° e il restante a 18° per un totale di 10h giorno il consumo di 1 dico 1 mese è di ben 414 m3 di gas. Ringrazio chiunque mi risponda e mi dica se sono nella norma dei consumi o se trova impossibile ciò
    rispondi citando
  • Lauradvl Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 28 Febbraio 2005, alle ore 14:02
    Come ti capisco... prova a leggere anche il mio di quesito!
    rispondi citando
  • Rapmax77 Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 14 Marzo 2005, alle ore 16:52
    Ciao a tutti.
    Ho una casa ristrutturata, di circa 140 mq su due piani.
    Due stanze sono però chiuse e i manicotto sono chiusi.
    I doppi vetri sono solo al primo piano
    Impianto riscaldamento a pavimento passo 10 cm.
    Pannello doppio.
    La serpentina è stata pinzata.
    La caldaia a condensazione Riello nuova.
    Ritestata 30 gg. fa' dal tecnico Riello, con esito ultra positivo.
    Ho il bombolone esterno del gas, perchè dalle mie parti non passano per il momento con il gas.
    In casa il termo al massimo arriva a 18 gradi perchè ne io ne mia moglie non siamo mai a casa.
    E nemmeno tutto il giorno.
    A volte utilizziamo la stufetta elettrica.
    Il fornello non lo usiamo mai, in quanto mangiamo praticamente entrambi sempre fuori per lavoro.
    Usiamo solo la doccia, e non la vasca.

    Nel mese di gennaio di 40 giorni (24/12/04--14/02/05) circa ho speso 1000? di 1400 litri.

    Nel mese di febbraio di 30 giorni circa (14/02/05--10/03/05) ho speso 360 ?.

    Cosa può essere?
    Il tubo che va dalla caldaia al bombolone non perde perchè l'ho messo sotto pressione...

    Grazie..

    Massimo
    Nel mese di febbraio
    rispondi citando
  • Mandaro Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 21 Novembre 2005, alle ore 13:58
    Quandi dici "Mantenendo una buona temperatura 20 22 gradi" intendi che la minima la tieni a 20?
    GRazie!
    rispondi citando
  • Gigirizzo Ricerca discussioni per utente
    Martedì 22 Novembre 2005, alle ore 20:45
    Ciao a tutti.
    SPENDI VERAMENTE POCO , cioè il giusto per un impianto a riscaldamento a pavimento.
    per spendere ancora meno , cioè per integrare un pò puoi usare una bella stufa a legna , magari una bella in maiolica , ti consiglierei l'emmeti stufe,
    come diceva quello ...provare per credere
    rispondi citando
  • Mariacharla Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 23 Novembre 2005, alle ore 12:37
    Ciao a tutti,sono nuova di qui e anche un po' poco informata in materia ora sto lavorando ad un progetto per un esame all'università ...cerchiamo di far diventare "ecologico" un albergo, ma non c'ho capito molto sui prezzi per il riscaldamento a parete o a pavimento....qualcuno mi sa dare info?????
    Grazie!
    rispondi citando
  • Bigix Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 10 Maggio 2006, alle ore 13:31
    Ciao a tutti
    interessante il vostro discorso, ma che ne dite del nuovo sistema di RISCALDAMENTO SVEDESE?
    http://www.afsystem.org/RISCALDAMENTO/R ... vedesi.htm
    rispondi citando
  • Radiante Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 10 Maggio 2006, alle ore 18:30
    Dal mio punto di vista il vero vantaggio sono gli isolanti,il tipo di impianto è opinabile la caldaia anche le disperzioni no ,meno disperde meno si accende la caldaia,e per risparmiare deve stare spenta.
    rispondi citando
  • Bigix Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 11 Maggio 2006, alle ore 08:18
    Senza ombra di dubbio, evitare di disperdere il calore è la prima cosa acui bisognerebbe prestare attenzione, ma come ho già detto è luogo comune pensare che l'anergia elettrica costa cara... ti riporto così come ho gia risposto un esempio per un all0ggio di 50mt2 ....
    Costo impianto riscaldamento tradizionale:
    -caldaia ?. 1800 c.a
    -radiatori 50 elemnti (grosso modo 1 elemento x ogni mq c.a.) al costo di ?. 15 x elemento= ?. 750
    -costo installazione grosso modo ?.200 per ogni punto di istallazione (compreso tubi) x 4=?.800 (3 radiatori + caldaia)
    -Elettricista ?. 150, cronotermostato ?. 100
    TOTALE ?. 3600 (stando stretti)
    COSTO RADIATORI SVEDESI.
    non conoscco i metri quadri delle camere ma ipotiziamo 50 mtg:3 = 17 caduna.
    -radiatori svedesi (eccediamo nella scelta) n. 3 da 1000w (stando alla tabella riscaldano da 20 a 20 mtq caduno) ?. 145,00
    - elettricista ?. 150
    TOTALE ?. 295 ( ECCEDIAMO ?. 350)
    RISPARMIO TOTALE SULL'IMPIANTO ?. 3.250 (non male)
    senza dimenticare i disagi e tempestiche di installazione.
    Vogliamo fare dei confronti di costi di gestione ?????
    Per riscaldare un alloggio di 50 mtq. occorono c.a. 0,85 mt3 all'ora di gas al costo di ?. 0,65 al mt3.= 0,55
    Per riscaldare con Radiatori Svedesi occorrono (in questo alloggio) 3 kw all'ora al costo di ?.0,15 al kw.= ?.0,45.
    Vuol dire che se ipotiziamo un'accensione di 10 ore (al massimo della potenza) dei 2 sistemi avremmo un risparmio di gestione di GAS ?. 5,50-ENEL ?.4,50 = ?.1 al giorno x 30 giorni = ?. 30 x 6 mesi= ?. 180 senza dimenticare che il sistema a gas richiede la manutenzione (obbligatoria) ogni anno al costo di ?. 150-200. Morale della favola:
    Il primo anno risparmio ?. 3250 + 180 +150= ?. 3580 caspita se divido il risparmio totale per ?.180 = 19,88 vuol dire che potrò pare per quasi 20 anni la corrente, non ho manutenzione, li accendo camera per camera, differenzio le temperature dei locali, non inquino, non ho canne fumarie......... ma comunque la cosa più importante in uno studio di "riscaldamento" è l'isolamento al fine di non disperdere il calore e con quello che si risparmia si potrà spendere per doppi vetri, per serramente a taglio termico ecc.
    a te la scelta
    ciao
    rispondi citando
  • Iceberg60 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 11 Maggio 2006, alle ore 12:36
    Il calcolo di convenienza di bigix merita un approfondimento, perchè a mio avviso non è corretto prendere come costo di riferimento del Kw quello medio, ma la fascia di appartenza.

    Installare un sistema simile fa aumentare notevolmente i consumi di energia elettrica, e facilmente si va a ricadere nella fascia più costosa,

    Gia superando i 2640Kw, della tariffa D2, la più comune per usi residenziali, i KW di li in poi costano tra 0,26 e 0,28? KW.

    Rifacendo i tuoi calcoli anche solo per il valore più basso di 0,26? invece di 0,45?/h arriviamo a 0,78?/h, su 10 ore passiamo il costo è 7,80?, si passa qundi da un risparmio di 1?/giorno ad una perdita di 2,30?/giorno che nei 180 giorni presi in considerazione fanno un maggior costo di 414?, togliamo i costi di manutenzione, io li metto a 125? quello che pago io per avere anche assistenza 365gg all'anno festivi compresi e abbiamo ancora un maggior costo annuo di 289?.

    Per il costo dell'impianto a radiatori svedesi, mi pare che se ne prendi 3 il costo non sia 145? ma 435? (145x3), aggiungo il costo da te indicato per l'elettricista e arriviamo a 585?, il costo è inferiore all'impianto tradizionale ma il vantaggio è minore, 3600-585=3015? alla fine del primo anno 3015-289?=2726?

    Detto questo però c'è un altro fattore da considerare, la vedo dura accendere tutti assieme tre radiatori da 1000W nominali con un impianto da soli 3KW di potenza, quindi si sarebbe costretti a fare il contratto da 4,5KW...insomma a me non sembra così semplice.
    rispondi citando
  • Dendro Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 11 Maggio 2006, alle ore 13:58
    Scusate, ma per valutare la convenienza di un combustibile rispetto ad un altro (assumendo l'energia elettrica come combustibile) ritengo che il metodo più oggettivo sia confrontare il costo di 1 kWh reso.
    En.El: 0.26 ?/kWh
    GAS: 0.08 ?/kWh

    Trascurando tutti gli altri parametri fissi (volume riscaldato, dispersioni, regolazione, ...)

    --> conviene il GAS.

    Rispetto alla possibilità di regolare la singola stanza, è fattibile tranquillamente anche con un impianto alimentato ad aqua calda (radiatori o pavimento che sia)

    Tralasciando come già osservato (per la soluzione elettrica), la potenza impegnata che diventa molto rilevante (è facile superare i 6 kW)
    --------------
    P.S. (note per arivare ai valori indicati sopra)
    il costo dell'energia elettrico è noto. Per il calcolo del costo del gas (metano) ho usato un PCI di 10 kWh/mc e un costo di 0,65 ?/mc.
    I rendimenti dei due sistemi si possono ipotizzare 1 per l'elettrico e 0,8 per il GAS; risultato: il GAS costa 1/3 rispetto all'elettrico.
    rispondi citando
  • Anonymous Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 16 Giugno 2006, alle ore 12:25
    Ciao mi sento di spezzare una lancia in favore degli installatori, vi garantisco che in giro ci sono progetisti che valgono meno di un installatore, Per ritornare al tuo quesito non e possibile un paragone tra diversi immobili, ci sono molti fattori che concorrono in un impianto,l, esposizione dell, immobile, il tipo di regolazione se automatica o a punto fisso, il tipo di materassino usato, il tipo di tubo la caldaia ( se pure tutte a condensazione ci sono significative differenze tra le vbarie marche).
    Per la scielta del tipo di riscaldamento essendo sicuramente di primaria importanza l' economicita di utilizzo e da valutare anche il notevole confort abbitativo dato dal riscaldamento a pavimento.
    Tieni presente che un impianto a pavimento per rendere al massimo e di conseguenza consumare meno deve essere bilanciato tra i vari circuiti.

    Scusa se mi intrometto ma vorrei sapere cosa intendi per bilanciat?
    forse ti riferisci alla prevalenza?
    mi puoi spegare?
    grazie
    rispondi citando
  • Anonymous Ricerca discussioni per utente
    Domenica 18 Giugno 2006, alle ore 11:42
    Scusate se mi intrometto ma io in tutti questi calcoli non ci capisco nulla! Vi faccio una domanda semplice a cui vorrei una risposta semplice (scusate l'ignoranza). Devo ristrutturare una casa di 70 mq altezza 3,00 mt con mansarda di 70 mq altezza media 2,30 mt nella quale verranno le camere. Dovendo rifare anche il tetto ho intenzione di mettere pannelli fotovoltaici sui quali mi sono già informata. A questo punto mi conviene quasi mettere qualche pannello in più e fare un riscaldamento elettrico, visto che l'elettricità me la produco. Mi consigliate quindi un riscaldamento a battiscopa, che mi sembra "bellino", oppure uno "svedese"? Perchè credo che siano gli unici che prevedono la scelta tra gas ed enel, o sbaglio? Ed eventualmente quanto mi costa ampliare il contratto a 4,5 kw anzichè 3? Ultima domanda. E se invece optassi qualcosa con il camino, visto che ce l'ho? Preferirei di no, per l'inquinamento... Grazie mille
    rispondi citando
  • Dendro Ricerca discussioni per utente
    Lunedì 19 Giugno 2006, alle ore 09:20
    Generalmente riscaldarsi con l'energia elettrica è antieconomico.
    Può essere accettabile utilizzando l'energia elettica per azionare pompe di calore.
    Il discorso potrebbe cambiare se l'energia te la produci: ma credo sia improbabile che tu riesca a produrne in quantità anche per riscaldarti.

    Riesci a fare una stima di quanta energia elettrica produce l'impianto fotovoltaico ?
    rispondi citando
  • Robire Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 7 Novembre 2008, alle ore 17:01
    Un impianto con 2,96kWp mi ha prodotto 3200 kwh circa in un anno nel norditalia.
    io per sfruttare l'elettricità in eccesso ho scelto di installare dei climatizzatori nelle camere visto che quelli in classeA producono quasi 4kw termici per ogni kw elettrico assorbito.

    Secondo me vale la pena solo come integrazione ad un riscaldamento di altro tipo.
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  • Emanet Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 7 Novembre 2008, alle ore 17:30
    Io ad oggi casa di 210mq impianto a pavimento con caldaia condesazione a metano+2 pannelli solari+camino caldaia , il tutto converge in una cellatermica da 800 litri , consumo gas fra riscaldamento acqua calda =0 !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    che goduria !!!!!!!!!!!!!!!!!
    0 spaccato, fin'ora riesco a scaldare l'acqua con qualche ciocco di legna e con il sole quando c'è !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
    considerato che è il 7 novembre !!!!!!!!
    alla faccia dei russi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    ho anche il fotovoltaico e proprio l'altro ieri mi hanno accreditato la prima rata d'incentivo !!!! ben 532 eurozzi !!!!!! ovviamente il consumo di corrente alla fine d'anno si pareggia e non pago bollette !!!!!
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  • Ncattaneo Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 12 Novembre 2008, alle ore 10:49
    Ciao ema,
    sono nella tua stessa situazione ma abito a bergamo ed ho:

    camino caldaia, due panelli solari, accumulo da 1000 litri. ma a me la caldaia parte spesso e consuma pur accendendo il camino.

    Posso chiederti due informazioni?

    A quanti gradi tieni l'acqua nel accumulo?

    La caldaia parte quando l'acqua nella accumulo scende a ???

    Il camino butta l'acqua nell'accunulo solo quando l'acqua del camino è a ???

    Grazie mille vorrei impostare dei valori corretti ma i miei tecnici sono molto discordi sulle temeprature da mantenere.

    vorrei trovare un giusto rapporto tra temperatura dell'accumulo e caldaia.

    Tu prelevi anche l'aqua sanitaria dall'accumulo? L'accumulo l'hai in casa o è collocato esternamente?

    Grazie

    Nicola
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  • Emanet Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 13 Novembre 2008, alle ore 20:37
    Come prima cosa ti dico che il mio non è un accumulo classico ma è una cella termica ovvero un recipiente in ferro alto circa 180 coibentato con poliuretano.
    Dentro la cella ci va l'acqua primaria ovvero l'acqua che circola sotto il pavimento e che va anche nel camino ( dove è presente lo scambiatore che scambia il calore con l'acqua del camino secondaria che è a vaso aperto).
    Ovviamente l'acqua della cella passa anche nella caldaia a gas.
    I pannelli hanno uno scambiatore all'interno della cella e hanno il loro circuito con clicoetilene.
    Per l'acqua sanitaria è presente uno scambiatore che parte dal basso e sale verso l'alto dove la temperatura è + alta.
    E' proprio questo il principio di funzionamento, dividendo grossolanamente la cella in 3 il terzo alto è dove l'acqua è a temperatura più alta per la sanitaria.
    Succende anche che la parte bassa è a 30° e la parte alta è 55° e questa situazione "regge" anche una giornata.
    Veniamo alle temperature:
    c'è una sonda in alto che comanda l'accensione della caldaia per la sanitaria , la temp. l'ho impostata da 52 a 58° , quando la temp. scende i 52 la caldaia la scalda a 58°.
    Per il riscaldamento c'è un crono al centro della cella, quando le pompe dell'impianto si accendono (comandate dai cronot. di casa) e la teperatura del cronot. della cella è meno di circa 35° la caldaia si accende e scalda l'acqua dell'impianto.
    Ovviamente quando arriva acqua calda da altre fonti (camino e solare) e il cronot. della cella va sopra i 35° il contatto è aperto e la caldaia rimane spenta.
    Per il camino ho impostato a 58° la temp. di accensione pompa, quando la sonda posizionata sul camino è sopra i 58° si accende la pompa e arriva acqua calda.

    Nei mesi di ottobre novembre con 2 ore di camino riesco a portare la temperatura di tutta la cella a circa 60°, questo mi permette innanzi tutto di avere acqua calda sanitaria per quasi tutto il giorno successivo( la temperatura nella parte alta della cella scende circa di 4° al giorno) e poi quando si accende saltuariamente l'impianto il calore che c'è nella cella tiene sempre la caldaia spenta.

    Certo ora che arriverà il freddo vero dovrò tenere acceso il camino più spesso, però penso in questa maniera di risparmiare molto gas
    rispondi citando
  • Balestro Ricerca discussioni per utente
    Mercoledì 18 Febbraio 2009, alle ore 22:29
    GRRR....


    Sto finendo di ristrutturare casa. Ho messo materiale coibente ovunque. Cartongesso con 5 Cm di pannello. Tetto in legno ventilato con 12 Cm di pannelli di legno.
    Infissi in PVC con vetrocamera.
    Riscaldamento a pavimento e caldaia a condensazione 24KW immergas.
    Adesso ho acceso la caldaia e in 40 gg ho consumato... 700 MC di metano! Ho controllato, continuo a stare sopra i 20 MC al giorno. Mi sembra un casino. La casa è abbastanza grande, 180 Mq x 2,70 di altezza media. Mi hanno dato il "pacco"?
    Il primo tecnico che aveva fatto il progetto lo aveva fatto molto "rado", con i tubi a pavimento ogni 20-25 cm. All'impresa sembrava poco, ha fatto fare un altro progetto ed è uscito un impianto molto più fitto a 5-10 cm di spaziatura. Puo' essere stato questo?
    rispondi citando
  • Mik1976 Ricerca discussioni per utente
    Giovedì 19 Febbraio 2009, alle ore 08:02
    Ellapeppina, che consumi da suicidio

    Io con semplice condensazione+radiatori in una casa da 110mq con 3.1m di altezza più 80mq con 2.4m di altezza (totale quasi 550mc da scaldare) sto sui 9mc di gas al giorno tutto compreso, tenendo quasi 21° nelle ore serali...

    E pensare che mi sembravano tanti 9mc al giorno...
    rispondi citando
  • Roccotata84 Ricerca discussioni per utente
    Venerdì 14 Marzo 2014, alle ore 17:38
    Ciao a tutti,
    siccome ero in costruzione della mia futura casa, prendevo in considerazione l'idea di farmi montare un riscaldamento a pavimento, con una caldaia a condensazione.
    In primis lo vorrei far funzionare con  pannelli solari sopra al tetto,al calar del sole vorrei mettere una stufa a pellet, e per ultimo farla partire con il metano.
    Siccome mi hanno chiesto una bella cifra, vorrei sapere se questa somma riuscirò a risparmiarla nel tempo, ovvero vorrei sapere se qualcuno ha già il mio stesso impianto.
    Da dire anche che il mio appartamento è circa 130 m2, ho effettuato controsoffittatura in tutta la casa con isolante termico, ho già messo l isolante anche nell'interno dei muri esterni, e in più vorrei fare anche il cappotto esterno.
    Grazie in anticipo a tutti.
    rispondi citando
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